VotaME. La grande Sagra della Democrazia.

(appunti su come non si fa la camBagna elettorale)

Io odio le elezioni amministrative, sia chiaro.

E’ la seconda volta che mi butto nella Sagra della Democrazia e per la seconda volta mi trovo ad odiare molto di quello che vedo intorno a me. Candidati ed elettori, soprattutto.

Ogni 5 anni – 4 a questo giro – scoppia in questa città il virus del grande “impegno politico”, sempre per TE ovviamente (sarebbe stato bello vivere a Messina: “mi impegno per ME”, “Amo ME”, “fare grande ME”, “insieme per ME”), da parte di sconosciuti cittadini folgorati sulla via della presentazione delle liste.

Anche io ho finalmente uno slogan con l’Hashtag e “TE” nella scritta. (traduzione: “se manco mi voti, poi non rompere il cazzo”). Quindi, “o così, o #’ngulammammeTE”

In gran parte persone che fino a ieri limitavano l’interesse – manco l’impegno – politico alla lettura dei titoli dei giornali, per trovare la pagina sportiva. Gente di sicuro migliore degli esperti che spiegavano che se Berlusconi si scopava una minorenne erano fatti privati, che gli immigrati arrivavano qua per i 35 euro al giorno e il wi-fi o che venivamo da 4 governi non eletti dal popolo.

Bello, non c’è che dire. Senza contare i pasdaran di certa sinistra pronta a riciclarsi con primo vincente che capitasse, fosse D’Alfonso come Renzi. Almeno quelli li potevi odiare perchè paraculi, senza sentirti il solito radical chic dei salotti buoni, come un Michele Serra qualunque, signora mia.

521 candidati. Più 7 candidati sindaco. Su 47000 circa aventi diritto al voto non è male.

Con dentro di tutto, perchè se non esiste un sistema migliore alternativo al suffragio universale, un test per il candidato sarebbe auspicabile.

Per una sessantina che forse potrebbero essere in grado di svolgere il ruolo di consigliere comunale (e ritrovare la sede del Comune di Teramo), il resto è folklore, tra condivisori compulsivi di bufale social, ingenui portatori d’acqua, candidati loro malgrado, ex candidati con Brucchi che poi odiavano Brucchi ma ricandidati che Brucchi non c’è, stralunati sognatori, tutto un popolo in una famiglia, incurabili narcisisti, lecchini da guinness e cazzari da operetta.

Praticamente la rappresentazione plastica della popolazione di questa Città, quella a cui il centrodestra in carica da 14 anni – quattordici! – può propinare un programma talmente entusiasmante che pare che i tre lustri di disastri precedenti facessero parte di un piano propedeutico alla scrittura dello stesso. Quella in cui la grande volontà di cambiamento ha portato il centrosinistra nelle scorse due edizioni della Sagra a candidare due persone talmente moderate, ma talmente moderate, che Maurizio Brucchi ha fatto il Sindaco per due mandati. (e se non l’avessero fatto cadere i suoi avremmo chiesto una deroga alla Legge). La stessa Città in cui la volontà di cambiamento porta il M5S a non fare nemmeno una lista di 32 consiglieri – ma forse manco serve – e la Lega di governo a cercare il soccorso di Forza Italia e di quel centrodestra che a Roma ha abbandonato.

Potrei divertirmi per ore a scrivere di accozzaglie varie, di esperimenti a termine Regionali, di unioni contro natura, di ex assessori candidati, di elettori storici del centrodestra oggi improvvisamente movimentisti, ma ho altro da fare.

Ci tengo però a puntualizzare una cosa, voto alle Amministrative dal 1999, mi interesso di politica dai primi anni delle superiori, ho avuto un’unica tessera di partito in vita mia, dal 2009. Posso ripercorrere l’intera storia della Sagra delle Elezioni in Città dal momento in cui ho votato la prima volta, e ve la elenco pure:

– 1999
Angelo Sperandio Sindaco, DS – Sperandio vince col 53.7%
– 2004
Lino Befacchia Sindaco, DS – vince Chiodi col 52.8%
– 2009
Sandro Santacroce Sindaco, PD – vince Brucchi col 57%
– 2014
PD, purtroppo il voto al Sindaco andava per estensione – vince Brucchi al ballottaggio, ma le sue liste hanno il 55.5% al primo turno.

Ma mi chiedo, tutti questi cavalieri senza macchia e senza paura che oggi scoprono “l’impegno per TE”, a destra come a sinistra, né a destra, né a sinistra, cosa hanno votato in questi anni? Giusto per capire da quanto il sacro fuoco della politica scorra in loro.

Quindi, cari teramani – ma non tutti, ovvio – mi ritengo molto più fortunato di voi, a cui non vorrei essere nemmeno camicia. In fondo io posso votare una persona di cui ho piena stima e in cui ripongo ciecamente la mia fiducia: me stesso.

Ma in fondo, potete scegliere anche voi.

Credo che sia necessario un tutorial per il voto, visto che gli stessi candidati di cui sopra paiono ignorare – oltre alla legge elettorale, squallido tecnicismo frutto delle trame oscure dei communisti – le modalità di voto. Per i normografi, non contate su di me.

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