Cartoline da Filippi

Filippi, in fondo è una storia di suicidi. Come la corsa alla leadership del PD.

Lo sapevamo che ci saremmo rivisti qui, era da un po’ che vi aspettavo!
Finalmente abbiamo perso – no, nemmeno “non vinto” – e l’abbiamo fatto come si deve. L’Italia ha finalmente un Parlamento rappresentativo del suo elettorato e si è liberata dei maledetti responsabili.

Da domani reddito di cittadinanza al sud e flat tax al 15% al nord, facendo attenzione a non fare il viceversa, che sennò viene fuori un casino.

Ah, e “no hai negri” su tutto il territorio nazionale (anche hai froci, hai mussulmani e halle banche).

Il PD col suo triste 19% non ha nemmeno la fortuna di essere sconfitto dalla vera sinistra di Massimo D’Alema, che confessa di aver stretto più mani di elettori di quelle che l’hanno votato (immaginatelo detto con schifo di averle persino toccate, diciamo…), ed è già alla ricerca del nuovo salvatore della patria, tra il social-idol Calenda, il giovane Chiamparino e il buon Zingaetti (che mo’ ce lo fregate), dando per scontato la nullità di Emiliano e Orlando.

Ma il PD in fondo potrebbe persino aver “non perso“, come fa capire tra le righe il suo segretario dimissionaturo, che vuol rimanere fino alla formazione del governo, per escludere alleanze innaturali con Movimento 5 Stelle (senza mettere la stessa verve per escluderle con il centrodestra), traendo il massimo possibile dal fatto che – se non si saldano M5S e Lega, cosa controproducente per due partiti vincentii voti degli eletti del PD sono necessari a tutti.

Sapevamo di contare poco, sapevamo di essere necessari, non a caso abbiamo eletto Casini, che sa come si fare ad ottenere il massimo. Magari a costo di fare altri due partiti da uno che eravamo.

Spicca, e fa piacere al sottoscritto, lo spirito revanscista dei renzianispecie di quelli dell’ultima ora – che difendono duri e puri la necessità di rimanere all’opposizione, rinnegando in un sol colpo tutta quella responsabilità di cui gli stessi si sono riempiti la bocca da mariomonti in poi.

Saranno forse dei pericolosi “fenomeni da baraccone” che vogliono “cavalcare il populismo”?

No perchè nel 2013, in un articolo dal titolo Trolling time, quando avanzavo la possibilità che il Segretario del primo partito uscito dalle elezioni – quello che aveva non vinto… – si mettesse lì a guardare quello che erano capaci di fare gli altri (punto 3 del post), per incassare il massimo dalla successiva tornata elettorale, venivo preso come un pericoloso provocatore, che “non sa come si fa la politica”. Perseguitato dal mantra “se ci fosse stato Renzi” e “Bersani ha sbagliato la campagna elettorale dilapidando i punti di vantaggio”.

5 marzo, buongiorno.

Bersani partiva da un 30% nei sondaggi e arrivò al 25, Renzi partiva dal 41% delle Europee (e dal 39 e spicci della sconfitta referendaria, che per lui e i suoi nuovi ammiratori coincidevano col suo consenso) e ha fatto 19 e due pezze; Bersani diceva “un po’ di lavoro, un giro di solidarietà fiscale”, Renzi ha perso la voce giusto quando avrebbe dovuto dire qualcosa; Bersani aveva dei manifesti orribili con scritto “Italia Bene Comune”, il PD stavolta ha tirato fuori “Scegli la scienza, vota il PD”.

Per nostra fortuna stavolta la campagna elettorale non deve aver inciso, altrimenti prendevamo il 2%.

Al video degli smacchiatori di giaguari – lo smacchiamo, lo smacchiamo! -, abbiamo risposto con: “Io il PD non lo voto!!!” “Sicuro sicuro? Pensaci dai!”. E quella faccia.

Stavolta deve avere qualcosa di nobile stare all’opposizione a guardare, nobile e strategicamente vantaggioso. 5 anni fa no, era folle, perchè ancora non avevate letto diciannovepercento. Spiace essere in anticipo sui tempi.

Ma tanto domani Calenda si iscrive al PD, se non vinciamo le elezioni almeno diventiamo trend topic su Twitter.

ps: Abruzzo
Con chi fa il ministro quindi D’Alfonso? Dopo aver fatto la pozza con i piedi per portare l’Abruzzo al Governo, l’unico risultato pare essere stato quello di aver portato via un Governo all’Abruzzo.

Il valore aggiunto della sua candidatura continua a sfuggirmi, a meno che non sia quello di aver portato al massacro mezzo consiglio regionale. Sono però molto contento per chi gli ha consumato il culo a furia di leccarglielo e che definiva il sottoscritto “fenomeno da baraccone”. Che dite, non sarà il caso di tacere, almeno per un po’?

E magari dimettersi, a partire da quell’ologramma che pare fare il Segretario Regionale.

Saluti da Filippi. Da qui si gode di una vista splendida.

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