Sogno di una notte di mezza estate

Tratto da una storia vera.

Lo zainetto ed il suo contenuto, esattamente nel sogno, come nella realtà…

Stanotte ho fatto un sogno di cui ricordo esattamente ogni dettaglio. E’ una cosa rara, e ne ricordo persino l’orario di svolgimento, dalle 6.36 alle 8.09 (il suono della sveglia). 93 minuti di cinema visionario, ben 1 in più della durata degli applausi di fantozziana memoria, roba che ho pensato di vendere la sceneggiatura a Lynch, ma siccome a me Lynch fa schifo non se ne farà nulla.

Nonostante i mezzi tecnici a disposizione fossero scarsi, il sogno era girato troppo bene per evitare di interrogarsi sul suo significato, e a questo punto ne sono certo, nella sua onirica coerenza parlava del PD. Assurdo, ma in fondo Lynch, assurdo e PD nella stessa frase non dovrebbero sorprendere nessuno.

Premetto che erano giorni che volevo scrivere di politica nazionale, ma complice il caldo, la mia voglia era nulla, ma a questo punto è chiaro che Deus lo vult, e il segno mandatomi è stato chiaro. Cercherò di esplicitare il significato della sceneggiatura, come fossi un Freud qualunque.

Si comincia.

Esterno giorno, passeggio sul lungomare – immaginate qualcosa a metà tra Tortoreto, nei pressi del Sirena e Cologna Spiaggia, dopo il Mucillagine – di una ridente località balneare, che so per certo essere San Marino. Nel senso della Repubblica di San Marino. Non ci trovo nulla di strano, e me ne vado felice con il mio zainetto(importante!!!) in spalla sotto il sole, che non brucia nemmeno, guardando il mare. Colori accesi, azzurro da filtro Instagram, sabbia dorata, persone che camminano, luce intensa, nessuna auto in strada.

E’ chiaro qui il richiamo al passaggio dal vecchio al nuovo, della vera e propria nascita del PD, nell’abbandono della spiaggia tradizionale (Tortoreto, e tutte le sue comodità) e la destinazione più spartana, Cologna Spiaggia, con la dismissione di tutto l’apparato, significato dalla spiaggia libera. San Marino, boh. Sarà l’anelito di indipendenza. Ma era San Marino, ne sono certo. Il resto è leggerezza e entusiasmo (anche se il Sol dell’Avvenire è tiepido).

Il tunnel è questo. immaginatelo di notte con tanti palazzi scintillanti in lontananza.

Continuo a camminare, finchè arrivo ad un angolo e dietro esso un bivio, ci sono una rotatoria e la strada continua poi larga, ma buia. In lontananza c’è una specie di cavalcavia, con un tunnel tipo Alma ed intanto si è fatto notte. Capisco immediatamente che quella strada conduce al vero centro vitale della cittadina, ed infatti non è così buio, perchè a guardare bene è tutto illuminato modello Las Vegas, c’è gente ovunque, sono tutti felici ed è chiaramente il caso di raggiungere quella parte della città, nonostante mi sembri di aver dimenticato qualcosa, ed infatti mi rendo conto che ho lasciato la zainetto sul muretto vicino alla spiaggia. Vabbe’ ci passo dopo a riprenderlo.

Qui è chiaramente tinteggiato lo spiazzamento del militante dopo il salto nel buio post elezioni 2013, la fine di un’epoca e i dubbi sul nascente renzismo. Ma quelle luci sono la forza attrattiva del PD dei rottamatori e la larga strada del 40.8% delle Europee. Ed il centro! Il nuovo bacino elettorale naturale di un partito democratico e riformista. E’ interessante, ma non mi convince, perchè so che stiamo perdendo qualcosa, ma per ora si vince e andrà bene così.

Dissolvenza. E’ di nuovo giorno e sono alla guida. C’è gente che cammina intruppata sui marciapiedi, ma io vado dritto, lamentandomi con il passeggero sconosciuto accanto a me che ho perso il mio zainetto, con dentro le chiavi della moto, il portafogli e persino il telefono. Sarebbe il caso di andare a riprenderli, finalmente, ma il mio problema maggiore in quel momento consiste nel chiedermi come diavolo ho fatto a portare nello stesso posto auto e moto. Cioè se sono venuto in moto, come diavolo è possibile che ora ci sia anche la mia auto lì. Il mio passeggero non mi risponde, quindi realizzo che quella che sto guidando non è la mia Clio, ma una Punto grigia, con la guida a destra. Assurdo, persino nel sogno.

A questo punto, intuita la chiave di lettura del sogno, non penso sia nemmeno necessaria l’esegesi di questa parte: la gente “in cammino” (o En Marche!), la coesistenza degli ex Scelta Civica e dei giovani turchi, l’innamoramento per le esperienze di sinistra europee che diventano il grigiore democristiano, Marchionne e lo sbandamento a destra. E in questa angoscia del cambiamento uno comincia a capire che ha perso di vista i propri valori, e a me manca persino il portafoglio, pensate!

Ora finalmente individuo il mio passeggero, è mio fratello, che sta lì e sonnecchia, mentre io comincio ad agitarmi perchè, cazzo, le chiavi della moto! e il portafoglio… la strada intanto è tortuosa e passa tra i boschi, l’inquadratura è presa pari pari da Shining, il tragitto verso l’Overlook Hotel inquadrato a volo d’aquila, ad un certo punto tornano le costruzioni, in pietra come nei paesini di montagna (siamo ancora a San Marino, è chiarissimo, per me…), e una discesa porta ad una cancellata che dà su quella che sembra la banchina di un porto. Ed è esattamente la Rascasse di Montecarlo, se non fosse per questo cancello in ferro battuto, aperto, da cui vengono incontro alcuni pedoni particolarmente scocciati per il mio transito, che non vogliono togliersi di mezzo. Mi strillano dietro incazzati, cercando di attirare l’attenzione dei gendarmi, un uomo e una donna con i capelli biondi non troppo lunghi. Ma io so per certo che lì ci posso passare.

E’ il referendum, è chiarissimo. Non sapendo cosa fare nei mesi precedenti la consultazione, il PD ha cazzaggiato ritrovandosi contro tutta la contestazione popolare che ci vedeva avulsi dalla “gente normale” (i pedoni) a difesa della Costituzione (il cancello in ferro battuto, vecchio, ma aperto, perchè già scardinato dalle riforme precedenti), chiedono l’aiuto dei gendarmi a difesa dellla Costituzionepiùbelladelmondo©, ma sappiamo tutti che di una riforma costituzionale fatta secondo le norme previste dalla Costituzione non si dovrebbe discutere il metodo, ma il merito. Purtroppo gli elettori, come i pedoni del sogno, delle norme non sanno un cazzo. E ce la faranno pagare. Sottolineerei che la gendarme è una versione edulcorata di Angela Merkel.

I gendarmi si avvicinano, i miei finestrini sono bloccati, non vorrei fare una figuraccia, devo stare calmo e farmi passare l’incazzatura per lo zainetto, devo stare tranquillo, io lì posso passare, nonostante guidi una Punto grigia, non mia, con interni discutibili (sedili scuri con cuciture rosse). E con un passeggero che ora siede nello spazio del finestrino, con il corpo fuori dall’auto e i piedi sul sedile. Questo ci mancava. Come si siano abbassati i finestrini è un mistero, e mentre me lo continuo a chiedere, la gendarme mi si avvicina dicendomi che è tutto in regola, posso ovviamente passare di lì, perchè ho il contrassegno dell’Ente Porto di Giulianova, che tutti sanno essere convenzionato con San Marino! Parole testuali, che tuttavia non mi convincono, io quel contrassegno non ce l’ho, ho solo una specie di adesivo con il leone di San Marco appiccicato sul parabrezza. Ma la gendarme insiste, il collega annuisce, è tutto in regola, mentre il mio passeggero se va ridendo.

Ecco, qua è grave. L’Ente Porto di Giulianova non è roba da poco, tuttavia credo che le tessere del mosaico possano incastrarsi: il passeggero che scappa sono gli abbandoni verso Articolo 1 e Pisapia degli ex iscritti, il richiamo alle barche simboleggia D’Alema e il suo rapporto con la politica europea (la simil Merkel), i gendarmi sono gli ex comunisti ora neorenziani, che dalle loro posizioni di potere continuano ad essere più realisti del re, quelli convinti che tutti vogliano deligittimare Renzi, anche quando Renzi spara cazzate degne di Salvini, e che quindi bastano due infografiche e un condividi per lavargli la faccia. Ed essere iscritti a MatteoRenziNews. Esemplificheremo questi personaggi, per i più pratici dei social network italiani, con una figura mitologica, ma reale, di nome Enzo Puro. Intanto è sempre più reale l’imbarazzo e la consapevolezza della “perdita dei valori”.

A questo punto non sono più in auto, ma corro disperato sul lungomare di inizio sogno, alla ricerca del mio zainetto. Ma c’è un bordello di gente che cerco di evitare disperatamente, correndo come Eli Wallach nel cimitero de Il buono, il brutto e il cattivo. E c’è dell’altro. Ambulanti. Decine e decine di ambulanti che vendono occhiali da sole. Distese di occhiali da sole e gente che mi urla che sicuramente lo zainetto l’hanno preso loro. Eppure io sono convinto di no e sfanculo tutti quelli che dicono che è ovvio che l’abbiano preso loro, perchè non è quello il posto dove l’ho lasciato, e poi che ci fanno col mio zainetto? dove lo nascondono che ci sono solo occhiali? occhiali scuri, di plastica e ambulanti neri. A un certo punto vorrei sedermi da qualche parte, ma tra la gente e le distese di occhiali sul muretto non c’è posto.

Qua capisci tutto! L’immigrazione! La nuova crociata del PD a trazione renziana, che mostra i muscoli e ascolta la pancia della popolazione e i suoi sondaggi, convinto di aver perso le amministrative per non aver dato voce a milioni di elettori di centrodestra pronti a tornare all’ovile. E allora è colpa degli immigrati che approfittano dei nostri valori e ci rubano pure il posto (a sedere o di lavoro), ma la cosa comincia ad essermi indigesta, perchè se volevo i voti di Salvini, c’è già un parito che ce l’ha come segretario.

Incazzato come una iena, mi rimetto alla guida. Ma non è più la punto grigia di prima, è una coupè blu a trazione posteriore e io mi sto inerpicando nell’abitato, lasciandomi alle spalle il lungomare. Arrivo nel centro abitato e decido di continuare lungo la strada, ma poi ci ripenso e svolto decisamente sulla mia destra, lungo una strada privata con un fondo in sanpietrini, una specie di enorme vialetto che porta davanti al cancello di una villa. Esattamente questa immagine, di questa villa. Con tanto di Carabinieri.

La riconoscete? Questa è veramente una cosa da indagare.

Guardo sul sedile del passeggero ed ho con me, non so come, il mio portafoglio, non le chiavi della mia moto, né il telefono.

Non credo serva nemmeno spiegare questa parte. E’ un’epifania che Joyce se po’ solo scanza’… Suona la sveglia, per fortuna. Niente titoli di coda.

Sto trattando la vendita dei diritti, ma ultimamente dormo davvero male.

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