Poche idee e ben confuse

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Facciamo gli scherzi.

Alle 19 il Presidente del Consiglio, poche ore dopo di aver posto la questione di fiducia sulla Legge di stabilità 2016 – e averla incassata – andrà a rassegnare le dimissioni dal presidente della Repubblica.

Il primo effetto del referendum del 4 dicembre (che ha impedito la macellazione della Costituzione più bella del Mondo™) sarà un atto contrario ad ogni logica, secondo la Carta.

Il passo successivo sarà la grande crisi di governo, con la speranza del Governo della Settimana Bianca (una volta almeno erano balneari), visto che la parte maggioritaria del fronte del NO predica “al voto, al voto!”, sempre secondo i dettami della Costituzione più bella del mondo™, non potendo accettare l’ennesimo governo non eletto.

Intanto Bersani rilascia un’intervista in tv dove, alla fine, ripete quello che va dicendo da sempre rispetto ad alleanze, responsabilità di governo, idea di partito, politiche sociali, suscitando l’entusiasmo e i commenti positivi di chi gli ha spalato merda addosso per non aver vinto le elezioni del 2013, proprio perchè gli attuali estimatori non lo avevano votato per quello che diceva.

I renziani, dopo aver rosolato Bersani e Letta, sanno benissimo a cosa si va incontro e allora pretendono elezioni presto, perchè non sono fessi (e conoscono Franceschini).

Berlusconi chiede tempo, in attesa di ricostruire le truppe – come fece con Monti – invoca il ritorno alla Prima Repubblica, con una bella legge proporzionale, in modo da poter continuare a contare qualcosa (se gli ridate pure D’Alema ringiovanisce di 20 anni). Il M5S dopo aver lottato anima e click contro l’Italicum capisce che questa legge elettorale è l’unico metodo per andare al governo, e allora “estendiamolo pure al Senato, che non si sa mai”. Intanto grazie al bicameralismo perfetto, difeso da chi tra due giorni lo butterebbe nel cesso, siamo in questo stato: con Mattarella a cui girano a mille – e non ha l’autorità di Napolitano per prendere a parole un branco di capre con davanti la parola Onorevole o Senatore – costretto a inventarsi un governo per fare una legge elettorale proporzional-maggioritar-autoritar-anarchica (che nei prossimi 3 mesi il popolo cambia idea), la Corte Costituzionale che prima fa le vacanze, poi copia in bella la sentenza sull’Italicum, e il prossimo governicchio che farà una bella manovra correttiva (per colpa del PD per il mondo, della sinistra PD per i renziani).

Intanto i fini strateghi – retribuiti – ci dicono che l’unico futuro per il PD è l’alleanza organica con Alfano, renziani della prima ora indossano di nuovo l’eskimo, renziani della qualunque saltano giù dal carro annusando le tracce di Franceschini, varie ed eventuali invocano – semper fidelis – epurazioni staliniane e ricorso ai manganelli, la minoranza PD cerca di far credere che Roberto Speranza sia normale.

L’unico dato certo, ad oggi, è il fatto che D’Alema può vincere le elezioni solo se si allea con Berlusconi.

In attesa che il vostro amato popolo sovrano decida cosa preferisce tra maggioritario e proporzionale, tra federalismo e centralismo, tra Europa e isolazionismo – senza cambiare idea a ogni colpo di vento -, la situazione rimane grave, ma non seria.

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