Piccolo bestiario del suffragio elettorale universale

Ieri si è svolto il tanto atteso Referendum Costituzionale Sondaggio di Gradimento sul Governo Renzi, e sappiamo tutti come è andata. Tralasciando l’analisi del risultato, la giornata di ieri è stata foriera della soluzione al problema del “perchè devono proprio votare tutti?”.

Ho sempre avuto paura che imporre la limitazione del diritto di voto in base al reddito, alla cultura, al quoziente intellettivo, alle capacità logiche o matematiche sarebbe stato solo un goffo tentativo di aggirare l’obiezione del limitare la democrazia, attraverso vincoli che in realtà avevano l’obbiettivo di punire posizioni politiche non aderenti alle idee dell’establishment in un dato momento storico al potere.

In fondo, chi sono io per pretendere che tutti accettino che 2+2 faccia 4? Come non tenere in conto l’opinione di chi guarda il mondo da un’altra prospettiva, dalla quale magari avere 100 euro in tasca vuol dire avere un debito col Signor Aggio di 99 euro e 97 cent?

Ma ieri ho avuto un’epifania. E no, non sono le matite la soluzione.

La foto qui sotto lo èBella. Semplice. Tetragonale. Iconica come il monolite di 2001 Odissea nello Spazio.

Solo a guardarla ti parte l'Also sprach Zarathustra...

Solo a guardarla ti parte l’Also sprach Zarathustra…

La cabina elettorale.

Tre pareti rigide e una tendina nera, su una solida e leggera struttura in metallo, contiene al suo interno il segreto dell’ammissione al voto. Se riesci ad entrarci senza aiuto, puoi votare e sei nell’empireo dei Cittadini; altrimenti, torni al bar, ti prendi un caffè e aspetti che arrivi qualcuno che possa raccontarti la mistica esperienza. Se non riesci nel cimento, la tessera elettorale ti verrà timbrata e annullata, perchè quella è una prova che si può tentare solo una volta nella vita, un giudizio di dio, irrevocabile.

Il test è più efficace di quello delle formine: “se vedi uno martellare un prisma a base quadrata in un foro tondo, quello non può votare”. E non crediate che io sia di manica troppo larga, perchè ho visto cose che voi normali non potete immaginare. E tutto questo si riproporrà ad ogni benedetta elezione.

Per dire:

  • ho visto gente circumnavigare la cabina, in cerca di un pertugio che nemmeno Howard Carter per entrare nella tomba di Tutankhamon;
  • ho visto gente spingere tutte le pareti della cabina, tranne quella con la tenda (forse per rispetto alla tenda stessa);
  • ho visto persone infilarsi dietro la cabina per tentare di votare tra gli arredi, probabilmente per non violare il tabernacolo;
  • ho visto gente tentare di votare sugli arredi messi contro le pareti fisse della cabina (per evitare che qualcuno sbagliasse l’entrata);
  • ho visto gente col disegnato in faccia il terrore prima di entrarci, forse credendo che fosse il TARDIS di Doctor Who;
  • ho visto gente fare il giro largo, pur di non entrare in quella col simbolo dei portatori di handicap fuori, che chissà cosa c’era dentro.

Gente che se avesse avuto in mano l’osso di un femore da agitare, avrebbe avanzato l’evoluzione dell’umanità ai livelli del regno minerale.

E questo, mentre il 63esimo governo non eletto dei cittadini della storia repubblicana, probabilmente cade per una crisi extraparlamentare, senza che nessuno invochi l’art. 94 della Costituzione più bella del Mondo™, è stato solo lo zucchero.

Perchè, se la mia proposta di selezione fosse accolta, ci saremmo risparmiati anche:

  • aprire i seggi alle 7 di mattina di una domenica di dicembre, mentre gli ubriachi ancora non finiscono la serata del sabato;
  • l’indicazione del tempo atmosferico (‘uazza, nuvolo, levande o “è buio e non si vede ‘na mazza”), perchè probabilmente l’Ufficio Elettorale è a Calcutta e il territorio ha le dimensioni dell’Australia;
  • le matite del ’72, annata incredibile, e quelle di merda dell’84, che sono così anonime;
  • omino che è in attesa fuori dal seggio alle 6:50 di mattino, perchè… perchè non lo so, ma fatti vedere uno bravo;
  • omino che vuole “votare palesemente”, cioè davanti a tutto il seggio elettorale, perchè lui non ha paura (credo dei poteri forti, o del Governo, o della legge…);
  • omino/omina che deve farti sapere come ha votato (non sia mai non ridanno i conti);
  • omino incapace di ripiegare la scheda, nemmeno dopo 8 volte e 16 spiegazioni pratiche, che piuttosto che seguire le pieghe ti fa l’origami di un drago fiammeggiante inseguito da dodici cavalieri in armatura della disnastia Ching;
  • omina che chiede “le vostre matite si cancellano?”;
  • omino/omina che vota in altra sezione e chiede di votare da te, “da altre parti dicono che lo fanno fare”/”mo’ devo andare fino a su?”;
  • omino/omina con genero infortunato che sostanzialmente chiede il voto per delega;
  • omina che dice all’omino “si cancella, c’ho provato con la matita mia…”;
  • i matti, ma i matti veri, certificati, che non si capisce perchè abbiano ancora i diritti elettorali, visto che non sono in grado di intendere e volere (andatevi a vedere le liste, li trovate subito);
  • i fuorisede che per votare vengono fatti diventare rappresentanti di lista, da movimenti, comitati e partiti, che non gli spiegano una mazza della eventuale rottura di coglioni a cui li mandano incontro, a cui non vegono date informazioni e procurano solo lungaggini burocratiche quando si presentano dopo la costituzione del seggio;
  • quello che arriva a sera tardi e dice “siccome non ho avuto tempo per informarmi, come si vota? va bene la croce? ma se esco dal quadrato, il voto è valido?, e non dico chi è perchè sennò si capirebbero molte altre cose;
  • quello che vota SI e NO, al livello di chi alle primarie del PD votava scheda bianca, pagando 2 euro;
  • quello che entra nella cabina, ci rimane 5 minuti in cui senti un compulsivo sfregare di scrittura, fino al liberatorio tiro di sciacquone nell’urna;
  • l’unica scheda votata a penna (non ti fidare delle matite!), con un energico sfregare di scrittura (perchè la penna scrive male sulla carta delle schede), che viene annullata e un nuovo zimbello da additare al mondo.

E fermiamoci qui, in un paese che va al mare quando si tratta di procreazione assistita o trivellazione per estrazione di idrocarburi, ma si riscopre cultore della costituzione, del proporzionalismo e delle preferenze, contro cui ha votato 10 minuti prima.

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