Archive | dicembre 2016

Funiculì Funiculà

monorotaia

La grande occasione che L’Aquila non si lasciò scappare. Il Translohr! L’avete mai provato? Costa giusto una procedura di infrazione europea, le spese di installazione parziale e di smantellamento totale. Im-per-di-bi-le!!! (la pubblicità originale con cui convinsero gli avveduti aquilommi)

Da quando qualcuno ha tirato fuori dal cilindro l’idea della monorotaia di Springfield Funicolare dell’Università di Teramo, credo che tra le poche persone a non aver mai cambiato idea inizialenon per convenienza, ma perchè hanno dovuto ponderare la propria decisione, eh! – ci siamo di siamo di sicuro io e il Magnifico Rettore. Lui ad esaltare l’opera, io a pensare alla sua inutilità, ovvio.

Non posso dire lo stesso del resto del mondo, specie riguardo i membri dell’attuale Consiglio Comunale, che però alla fine – pur di far vedere chi comanda ai Lucianos – ha probabilmente messo una pietra tombale sull’opera. Lì dentro si sono rimischiate così tanto le carte che alla fine i No all’opera sono stati 14 (indovinate quale sia numericamente la maggioranza che sostiene il sindaco) e oggi c’è gente che si straccia le vesti per la “grande occasione perduta”.

Io continuo a rimanere della mia idea, per carità, ma rimango perplesso davanti al fatto che la decisione sia stata presa così, en passant, senza nemmeno conoscerne i dettagli, o quantomeno senza nemmeno farsi spiegare apertamente i dettagli da chi quel progetto lo porta avanti con molta decisione. E – un piccolo appunto anche al Magnifico – un dossier di 80 pagine a sole 24 ore da un consiglio non è il metodo migliore per informare chi dovrà decidere su un’opera tanto importante, primo perchè in 24 ore è difficile trovare qualcuno che sappia leggere 80 pagine, secondo perchè poi quel qualcuno avrà bisogno di tempo per tradurlo in un linguaggio comprensibile ai più. Disegnini, Magnifico, disegnini, possibilmente colorati, tipo i rendering di Piazza Dante: la piazza non c’entra un cazzo con quanto proposto, ma è lì, come la Ditta che ne gestisce i parcheggi.

E per fortuna venite da Scienze della Comunicazione, cazzarola. Continua a leggere…

Poche idee e ben confuse

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Facciamo gli scherzi.

Alle 19 il Presidente del Consiglio, poche ore dopo di aver posto la questione di fiducia sulla Legge di stabilità 2016 – e averla incassata – andrà a rassegnare le dimissioni dal presidente della Repubblica.

Il primo effetto del referendum del 4 dicembre (che ha impedito la macellazione della Costituzione più bella del Mondo™) sarà un atto contrario ad ogni logica, secondo la Carta.

Il passo successivo sarà la grande crisi di governo, con la speranza del Governo della Settimana Bianca (una volta almeno erano balneari), visto che la parte maggioritaria del fronte del NO predica “al voto, al voto!”, sempre secondo i dettami della Costituzione più bella del mondo™, non potendo accettare l’ennesimo governo non eletto. Continua a leggere…

Piccolo bestiario del suffragio elettorale universale

Ieri si è svolto il tanto atteso Referendum Costituzionale Sondaggio di Gradimento sul Governo Renzi, e sappiamo tutti come è andata. Tralasciando l’analisi del risultato, la giornata di ieri è stata foriera della soluzione al problema del “perchè devono proprio votare tutti?”.

Ho sempre avuto paura che imporre la limitazione del diritto di voto in base al reddito, alla cultura, al quoziente intellettivo, alle capacità logiche o matematiche sarebbe stato solo un goffo tentativo di aggirare l’obiezione del limitare la democrazia, attraverso vincoli che in realtà avevano l’obbiettivo di punire posizioni politiche non aderenti alle idee dell’establishment in un dato momento storico al potere.

In fondo, chi sono io per pretendere che tutti accettino che 2+2 faccia 4? Come non tenere in conto l’opinione di chi guarda il mondo da un’altra prospettiva, dalla quale magari avere 100 euro in tasca vuol dire avere un debito col Signor Aggio di 99 euro e 97 cent? Continua a leggere…

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