Referendoom (parte 1?)

Torna dal vigneto Massimo D'Alema per salvare il mondo: dicaimo No alla riforma (schiforma, renziforma, deforma, a seconda che siate grillini, salviniani o berlusconi) e poi faremo le riforme tutti insieme!" Come ai tempi della gloriosa Bicamerale. Io, mammeta e tu.

Torna dal vigneto Massimo D’Alema per salvare il mondo: dicaimo No alla riforma (schiforma, renziforma, deforma, a seconda che siate grillini, salviniani o berlusconi) e poi faremo le riforme tutti insieme (con Silvio, Quagliariello e Cirino Pomicino)!”
Come ai tempi della gloriosa Bicamerale. Io, mammeta e tu.

Giuro che ho tentato disperatamente di mantenere una posizione laica sul Referendum del 4 dicembre, cercando di capirci qualcosa con la riforma che verrà sottoposta al giudizio degli italiani, barcamenandomi tra le ragioni del Sì e quelle del No, ma al solito non ce la posso fare, e devo sfogarmi.

Non ho avuto le idee chiare dall’inizio, lo ammetto, e sono ancora sicuro che sia una follia far pronunciare il corpo elettorale su una questione di cui non comprende assolutamente nulla, ma per fortuna è intervenuta una semplificazione assoluta, che rende chiunque edotto in materia, e trasforma i 60 milioni di c.t. della Nazionale in 40 milioni di costituzionalisti: chi vota Sì appoggia l’operato di Renzi, chi vota No vuole mandarlo a casa. Miracoli della politica italiana sommati alle presunzione di un Presidente del Consiglio convinto che il 40.8% delle elezioni europee derivasse dal fatto di essere bravo e incapace di capire che in questo schizofrenico paese, dotato della memoria di un pesce rosso, 6 mesi corrispondono a una vita politica. “E ginius!”, per dirla con le sue parole.

Grazie a questa personalizzazione gratuita, della riforma non si è parlato, non si è discusso nel merito, con buona pace dei due schieramenti referendari che si son potuti fare pubblicità a forza di endorsment di Obama e dei Masai o di Fiorella Mannoia e dell’A.N.P.I.

Non ne parlerò nemmeno io, quindi, perchè non sono titolato a farlo, e soprattutto perchè pare non interessare a nessuno. Mi limiterò solo a predicare cosa non va in questo bailamme, solo per ricordare a qualcuno che se si vuol essere presi per idioti, c’è solo l’imbarazzo della scelta.

La riforma è scritta male? Abbastanza vero, ma di sicuro non lo è “perchè l’art. 70 è lungo”, lo è perchè è un frutto di mille aggiustamenti, tra forze politiche talmente diverse da non trovare un punto d’accordo decente, che quando è stato trovato è stato ritoccato per venire incontro alla volatilità dei singoli raccolti intorno alle proposte di modifica. Quelle stesse maggioranze che erano andate imploranti da Napolitano a pietire la sua rielezione, ottenuta in cambio della promesse di riforme che non ci avrebbero lasciato nello stallo che si era creato.

Ricordate? sembra la preistoria.

Da qui in poi, si è arrivati a quanto ora sul tavolo, con tanto di titolo “che può orientare il voto dell’elettore”, come sembra aver orientato quello del fronte del no e del sì in parlamento, a quanto pare. Ma soprattutto da qui in poi la narrazione di vendoliana memoria, che ci perseguita da mesi.

Pare che se vincerà il NO, torneremo a prima della scoperta del fuoco, con pallide ombre che vagheranno nella notte eterna, nella stasi della stagnazione, abbandonati dai paesi civili e costretti a combattere guerre tribali e basare la nostra economia sul baratto o sullo scambio delle conchiglie nella migliore delle ipotesi, mentre, se vincerà il SI’, il ritorno del Puer di Rignano porterà una nuova età dell’oro, dove in combinato disposto con la legge elettorale – il combinato disposto!!! presto, me ne dia due con ghiaccio!il solo fatto di sapere chi ha vinto le elezioni la sera stessa ci proietterà al livello dei servizi della Svezia, con politici ridotti alla fame – per la legge del contrappasso – che vivono per il bene della comunità, redistribuzione delle ricchezze con benefici per i più ricchi e i più poveri, macchine volanti e code interminabili ai confini per i tir degli investitori pieni di moneta da rigettare sul suolo italico.
Questo ovviamente per i sostenitori del SI.

Per gli altri, invece… Pare invece che se vincerà il SI’ le grandi banche d’affari faranno carne di porco del ricco mercato del lavoro italiano, spogliandolo delle sue eccellenze, che un nuovo governo autocratico deciderà anche l’orario in cui andare a cagare, che Mafia Capitale diverrà una s.p.a. a cui verranno affidati i servizi di tutti gli enti pubblici (come ora, insomma), che Renzi governerà fino all’età di Napolitano producendo un Jobs Act dopo l’altro, gli immigrati arriveranno ad ondate (come ora, insomma), e perderemo “la Costituzione più bella del Mondo©” tramandata a Noè sul Sinai, ma fortunatamente se vincerà il NO preserveremo lo spirito dei Padri Costituenti, torneremo alla vera democrazia che ci ha contraddistinti per 70 anni (e a me i governi balneari piacevano), i vari Razzi, Crimi, Orfini, Serracchiani spariranno dalla vita politica sostituiti da un migliaio di Calamandrei, inventeremo un modo per stampare moneta in proprio (sovranità!!!) e finalmente torneremo ad eleggere i governi, allontanando lo spettro dell’invasione delle cavallette.

Ditemi voi se si può ragionare seriamente davanti a questi invasati.

Invasati che predicano la “diminuzione dei politici” e quelli che si lamentano che “i senatori non saranno eletti”.

Puttanate, diminuiranno i parlamentari (nel senso che i senatori non saranno identificati come tali…), diminuirà qualche emolumento, verrà velocizzata l’approvazione di qualche legge, ma rimarranno i contenziosi tra Stato e Regioni, i rimborsi ai neo senatori, e i partiti di maggioranza potranno continuare a fare gli interessi delle lobbies di riferimento senza alcun problema. In fondo vi ricordo che nel campo referendario da una parte ci sono Berlusconi, D’Alema e Salvini, dall’altra Verdini, Alfano e Orfini. Ah, e Sorrentino vs. Povia, non dimentichiamolo.

Una cosa, però, voglio sottolinearla: l’elettore italico non elegge un senatore scelto direttamente dal 1992, quando questo paese bipolare e borderline scelse la via mariottidea al maggioritario, eliminando le preferenze, salvo continuare ad eleggere sulla base di leggi proporzionali e delle preferenze i consiglieri regionali – merda! – che oggi sarebbero i nuovi componenti del Senato – posto figo in cui hanno trovato posto Razzi e la Binetti, ma pure Salini e la Pezzopane, per i locali -. E aggiungerei che l’elettore italiano non ha mai eletto un governo che fosse uno.

Ma in fondo per dire che questa è “la Costituzione più bella del Mondo©” basta non averla letta.

Io vado un po’ oltre, visto quanto enunciato nel Titolo I, la riforma non mi preoccupa, visto quanto è conosciuta e quanto è stata applicata fino ad ora, si sta modificando qualcosa che sappiamo tutti non contare una mazza.

Per chi volesse invece approfondire le ragioni, quelle vere, del SI e del NO al referendum, il sottoscritto si è prestato, con il contributo decisivo dell’Associazione Culturale Altrimondi, a dare una mano ad organizzare due incontri, in cui persone meno invasate e scurrili del sottoscritto spiegheranno le posizioni dei due schieramenti a chiunque volesse starle a sentire.

Il 15 e il 22 novembre, vi invito quindi alle ore 21.00 in Via Cavacchioli a Teramo (in una location che lascerà molti di voi interdetti) ad assistere agli stessi, per farvi un’idea vostra (anche se sarete costretti a votare come D’Alema o come Verdini).

Il prof. Enzo Di Salvatore e l'avv. Luigi Guerrieri per due incontri di approfondimento sul contenuto del Referendum costituzionale del 4 dicembre 2016.

Il prof. Enzo Di Salvatore e l’avv. Luigi Guerrieri per due incontri di approfondimento sul contenuto del Referendum costituzionale del 4 dicembre 2016.

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