Italia – Belgio. Che partita hai visto?

Torna la rubrica che quando è nata Maggio era un perno imprescindibile della nostra Nazionale. E in campo c’era già Giaccherini. Una rubrica di cui non si sentiva la mancanza.

Lunedì 13 giugno 2016, Lione, esordio dell’Italia in questo europeo in terra francese, Italia – Belgio.

Presentata dal nostro Istituto Luce del mondo calcistico come una partita senza storia, in cui la povera e stracciona Italia se la sarebbe dovuta vedere contro la corazzata belga, tutto secondo le aspettative, o almeno, secondo i miei 5 euro in sala scommesse.

La corazzata belga, parliamo di un paese famoso per essere invaso in 2 giorni, senza opporre resistenza, da un qualunque paese confinante in ogni conflitto, si dimostra fedele alle tradizioni, per la gioia del Re Filippo, prendendone due e tornando in albergo con le pive nel sacco. Se questa è una squadra destinata a vincere l’Europeo, fossi in Wilmots cambierei qualcosa, le pettinature dei propri giocatori in primis.

Partita sicuramente non spettacolare, visto il livello tecnico da Lega Pro dei protagonisti, ma qualcosa di buono si è visto. Discrete triangolazioni da parte degli azzurri (e questo non se l’aspettava nessuno), mancanza di colpi-spettacolo, difesa belga “da operetta” secondo tradizione, dimostrazione che Lukaku in Inghilterra è un bomber perchè non sono previsti i difensori e che Hazard ha la personalità di un coniglio bagnato se prende due stecche (come aveva già avuto modo di notare Mourinho al Chelsea).

Questa mattina qualcuno ha detto che per la vittoria avremmo dovuto ringraziare la Juve, ma, sinceramente, non mi sento di dire che abbiamo comprato l’arbitro. E non esaltiamoci, ché in Europa non vinciamo nulla dal ’68 e passiamo alle pagelle!

Maurizio
Buffon  6 Praticamente non deve fare nulla, tolto un tiro di Nainggolan. Rischio infarto quando, su uno dei rari buchi della difesa, sceglie un’uscita disperata e improbabile, ma davanti a lui c’è Lukaku in versione Luther Blisset. Si segnala per un altro tentativo di suicidio, schiantandosi a terra a fine partita, mentre cercava di aggrapparsi alla traversa.
Bonucci 6.5 Palle sparate in tribuna e lanci da regista (finchè va bene, tutto grasso che cola), speriamo non diventi uno schema fisso. Un paio di buone chiusure in anticipo.
Chiellini 6 Solito scimmione, quando alza la testa e parte palla al piede andrebbe abbattuto con un fucile da caccia agli elefanti, il Belgio è pericoloso una sola volta per una palla persa da lui nella trequarti avversaria, ma per fortuna è il Belgio.
Barzagli 6.5 Il Belgio gioca praticamente con una sola punta (scarsa), rendendosi pericoloso giusto su calcio piazzato quando salgono in area a sgomitare centrocampisti e difensori, un po’ di attenzione e poca apprensione.
Darmian 6.5 Ovviamente non piace ai giornalisti italiani, troppo sfrontato nelle avanzate, gioca spesso sulla linea dei due di attacco, e infatti fichè lui è in campo Ciman e De Bruyne non scendono mai sulla fascia, anzi. Trova sempre Giaccherini per lo scambio, non vale il viceversa, gioca larghissimo ed è forse per questo che i compagni non lo cercano e non lo vedono, quando potrebbe colpire in tranquillità.
De Rossi 6 Tranne uno scontro a fuoco a centrocampo, per il fatto che Fellaini, Witsel e Lukaku sono più alti di lui di almeno 30 centimetri non riesce a prendere a gomitate nessuno, gioca da difensore aggiunto, senza infamia e senza lode. La domanda vera è “in che lingua discute con l’arbitro, ahò?”
Giaccherini 6.5 Per i giornali italici l’eroe della serata, per me rimane sempre un nano malefico che dribbla in orizzontale per il campo, segna un gol grazie ad un ictus venuto ad un fiero difensore di Re Filippo – bello il controllo -, ne salva uno chiudendo come il migliore dei difensori, dopo 20 minuti di gioco però gli vorresti menare, perchè sbaglia, e tanto. Poi segna, e va bene così. Non lo marcano perchè lo ritengono scarso persino gli avversari.
Parolo 5.5 Cioè, questo gioca in Nazionale, vabbe’… Ogni tanto lo vedi passare sullo schermo, ma a parte il pressing e la corsa, la palla la tocca poco e male. Il più opaco degli azzurri, copre le avanzate di Candreva, aiuta nei raddoppi su Hazard e poco altro.
Candreva 7 Corre, corre, corre. E raramente a vuoto, incredibilmente altruista per i suoi standard, non si segnalano tiracci in curva, strano. Gran bei dribbling, tiene la controparte sempre sulle spine, finchè non si spompa ed entra Mertens che lo costringe venti metri dietro, ma anche alla fine trova la forza e la lucidità per l’assist perfetto a Pellè.
Eder 6 In ritardo di condizione grazie all’Inter, finchè regge il fiato i piedi migliori davanti sono i suoi, poi prima di uscire sfiancato, si sacrifica ingroppandosi Mertens lanciato in contropiede. Speriamo rientri in forma in fretta.
Pellè 6.5 Se ne mangia due, tentando di piazzare la palla, visto che davanti ha Curtois, segna al 92′ con un mix di prepotenza e coordinazione. In mezzo tanti duelli a prenderla di testa e per difendere la palla. A me non dispiace. Centravanti vero.
sostituzioni
De Sciglio  6 Sostituisce al 13′ del secondo tempo Darmian per la gioia dei catenacciari. Finalmente giochiamo a 5 dietro e ci facciamo schiacciare in 30 metri dal Belgio. Perchè l’Italia è squadra femmina e i terzini non devono passare il centrocampo. In realtà abbiamo poco fiato e allora tanto vale difendersi. Scelta conservativa, da Gazzetta dello Sport. Infatti Wilmots lo capisce e mette Carrasco, per attaccare ancora di più. De Sciglio regge, e per chi l’ha visto nel Milan quest’anno è un lusso.
Immobile 6.5 (dal 30′ del secondo tempo) E’ uno degli indiziati della spedizione punitiva su Conte al momento del gol di Giaccherini (il CT ne esce solo ferito da un paio di coltellate), insieme a Zaza e Insigne, alla fine entra e in due azioni fotocopia ricorda quello del Pescara di Zeman, solo che davanti si trova Curtois e la sua manona di richiamo e non l’ultimo dei portieri di scarto della B italica. Ora tornerà in panchina, se Zaza non lo uccide nel sonno.
Thiago Motta 6.5 (dal 33′ del secondo tempo) Entra per spiegare il calcio ad Hazard, che dopo due interventi dell’italo-brasiliano (e un giallo), torna a giocare a ridosso della propria metà campo, come successe a Bergkamp con Desideri. Poi, anche per giustificare quel 10 sulle spalle, ha anche i piedi e da fermo ragiona. Un paracarro che sa dare palla in profondità e con furbizia, raso terra, e il contropiede del 2-0 parte da lui.

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