Archive | giugno 2016

Italia – Spagna. Che partita hai visto?

Premessa doverosa, qui si scherza, ma il calcio è una cosa seria. Anzi, serissima. Si scherza prima e dopo la partita, ma durante i 90 minuti si tifa Italia, pure se dovesse essere allenata da Cavasin e in campo dovesse esserci Parolo. Ah, in campo c’è Parolo…

Non si tollerano, durante quei 90 minuti, quelli che “a me il calcio non interessa” e ancora di meno quelli che gufano o tifano espressamente contro. Perchè anche se uno è convinto in cuor suo che Chiellini sia davvero l’anello di congiunzione tra il gorilla e l’orango, se Chiellini segna gli si dà l’amnistia per tutti i reati commessi in campo dal suo esordio tra i pulcini, perchè se i piedi di Parolo sono di palta, si spera sempre che colpito per sbaglio la metta dentro, perchè anche se tutti sappiamo che Thiago Motta ha la mobilità di un paracarro, ehm, no… lì c’è poco da fare.

In ogni caso, a coloro a cui non dovesse interessare la partita – per qualunque motivo – ricordo che c’è tanto spazio per giocare a nascondino nei campi minati di mezzo mondo, in modo da evitare di scassare i coglioni al resto del mondo, cioè a me. Continua a leggere…

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Italia – Svezia. Che partita hai visto?

Venerdì 17 giugno 2016, ore 15, Tolosa. Seconda partita della spedizione azzurra in terra di Gallia, si gioca al tipico orario prepasquale della Lega Pro, in uno stadio più piccolo dell’Adriatico, ma molto più bello. Italia – Svezia. Una squadra compatta contro il naso più supponente del mondo del calcio, o almeno questa è la narrazione dei giornalisti de noantri. Questo ci tocca.

“Squadra che vince non si cambia” è l’adagio straripetuto in tv, e non si capisce perché, visto che al posto di Darmian c’è Florenzi, ma 1 su 11 deve essere un infinitesimo trascurabile, nel paese dove con la nuova legge elettorale il 60% conta meno del 40…

Ancora una monarchia sulla strada dell’Italia, ancora un trionfo della Repubblica. Questo il titolo per chi crede nelle Riforme©,

Partita brutta, noiosa, giocata con spensierata ignoranza dalle due squadre, da consegnare agli annali come un film d’essai di un promettente regista italiano. Roba che in serie C si vedono meno passaggi sbagliati, ma siamo agli ottavi (ah già, abbiamo vinto!), quindi va tutto bene, anzi benissimo. E, grazie a Giaccherini, sappiamo che gli azzurri hanno i coglioni.

Rimane una Nazionale secondo le aspettative, tasso tecnico basso, tanta corsa – finchè dura -, brutto calcio. Speriamo che paghi.

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Italia – Belgio. Che partita hai visto?

Torna la rubrica che quando è nata Maggio era un perno imprescindibile della nostra Nazionale. E in campo c’era già Giaccherini. Una rubrica di cui non si sentiva la mancanza.

Lunedì 13 giugno 2016, Lione, esordio dell’Italia in questo europeo in terra francese, Italia – Belgio.

Presentata dal nostro Istituto Luce del mondo calcistico come una partita senza storia, in cui la povera e stracciona Italia se la sarebbe dovuta vedere contro la corazzata belga, tutto secondo le aspettative, o almeno, secondo i miei 5 euro in sala scommesse.

La corazzata belga, parliamo di un paese famoso per essere invaso in 2 giorni, senza opporre resistenza, da un qualunque paese confinante in ogni conflitto, si dimostra fedele alle tradizioni, per la gioia del Re Filippo, prendendone due e tornando in albergo con le pive nel sacco. Se questa è una squadra destinata a vincere l’Europeo, fossi in Wilmots cambierei qualcosa, le pettinature dei propri giocatori in primis.

Partita sicuramente non spettacolare, visto il livello tecnico da Lega Pro dei protagonisti, ma qualcosa di buono si è visto. Discrete triangolazioni da parte degli azzurri (e questo non se l’aspettava nessuno), mancanza di colpi-spettacolo, difesa belga “da operetta” secondo tradizione, dimostrazione che Lukaku in Inghilterra è un bomber perchè non sono previsti i difensori e che Hazard ha la personalità di un coniglio bagnato se prende due stecche (come aveva già avuto modo di notare Mourinho al Chelsea).

Questa mattina qualcuno ha detto che per la vittoria avremmo dovuto ringraziare la Juve, ma, sinceramente, non mi sento di dire che abbiamo comprato l’arbitro. E non esaltiamoci, ché in Europa non vinciamo nulla dal ’68 e passiamo alle pagelle!

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