Cogito ergo…

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Per una volta, l’endorsement me lo faccio da solo.

Io penso che la politica sia una cosa seria, che non possa essere semplicemente un hobby, che servano competenze per occuparsene, e che onestà e integrità siano condizioni necessarie, ma non sufficienti, per potersene occupare.

Io penso, e dico pure. Penso tutto quello che dico, e non il contrario, perchè le idee vanno espresse convintamente, e non per convenienza del momento, ma soprattutto perchè le parole a ruota libera riempiono la pancia nell’immediato, ma lasciano digiuni troppo a lungo i cervelli.

Ancora non so quanti rimpianti e quanti rimorsi mi lascerà questa campagna elettorale, ma siamo agli sgoccioli, per fortuna, e vi chiedo ancora di darmi fiducia, votandomi alle elezioni per il Consiglio Comunale di Teramo.

Avrei potuto fare molte cose, ma molto di quello che non ho fatto, ho deciso scientemente di non farlo.

Non ho un “cognome importante”, non ho la disponibilità economica per “inondarvi di crodini”, non ho l’autorità – o la faccia tosta – per richiamare alcuno a presunti “doveri morali”, non ho una tradizione quarantennale di clientes su cui fare leva.

Insomma, mi sento e sono fieramente diverso da quanto ho visto fino ad oggi.

E continuo ad arrovellarmi, a indignarmi, a incazzarmi e a pensare.

Quando penso alla politica, non penso agli show a Porta a Porta, ma penso a chi la mattina si sveglia e vorrebbe una società migliore per tutti.
Quando penso al Partito Democratico, non penso a Renzi, Civati o PincoPallo, penso a chi si riconosce nei suoi valori e ci milita.
Quando penso alla Sinistra, non penso a Togliatti, ma a Carlo Rosselli.
Quando penso alle democrazie del nord Europa, non penso alla flexsecurity danese, ma a Olof Palme.
Quando penso a Kennedy, non parlo di JFK, ma di Bobby.
Quando penso al Centrosinistra che vorrei in Italia, non penso a D’Alema, ma ripenso all’intuizione ulivista di Romano Prodi.
Quando penso alla parola impegno, non penso a cosa guadagnerei tradendolo, ma a come mantenerlo nonostante tutto.
Quando penso all’attività politica, penso a un progetto, non ad un incarico.
Quando penso alla campagna elettorale, penso al confronto, non al cecchinaggio.
Quando penso ad un programma elettorale, penso a un processo che richiede tempo e un sapiente labor limae, non alla corsa ad uno slogan in vista di qualche scadenza.
Quando penso alla democrazia partecipativa, penso a come spiegare le decisioni, oltre a come raccogliere i suggerimenti.
Quando penso a Teramo, penso a come vorrei che fosse tra venti anni, non a come mi potrebbe servire domani.
Quando penso all’alternativa, penso a chi non si adegua e vuole cambiare, non a chi si adegua per essere cambiato.

Di sicuro penso troppo.

E non troverò mai 20 euro per terra, perchè, per strada, posso camminare a testa alta.

In ogni caso, votate PD, e al Comune di Teramo scegliete #laltromaurizio. Meglio diffidare degli originali.

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Non sbagliate. Votate il Partito democratico, facendo una croce sul simbolo e scrivete i nomi di due candidati consiglieri, un uomo e una donna. Per non sbagliare davvero scrivete Sciamanna e De Sanctis.

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