Borsino europeo

ce-lo-chiede-cetto

Di sicuro la campagna stampa sta funzionando benissimo. Avete provato a non pagare i responsabili comunicazione?

Nel dramma delle elezioni amministrative e regionali, occupiamoci anche di quella splendida grana che sono le Elezioni Europee, quelle di cui non importa mai una cippa a nessuno, quelle che a noi fortunati elettori della Circoscrizione Sud consegnano sempre liste pregne di personaggi sconosciuti, normalmente campani, lucani e pugliesi.

Se l’aria che tira vuole il PD sopra il 30%, io mi preoccuperei un momento per il risultato atteso a sud di Roma; la lista non mi pare entusiasmante – e ‘sti cazzi, mi dicono da Roma –, ma prima di votare il grande Tabacci e Guy Verhovattelapesca, volevo trovare una tripletta decente nelle liste del PD.

Due uomini e una donna, o due donne e un uomo, secondo le regole. La fanno facile, loro. Ecco tra chi tocca scegliere:

  • Pina Picierno: risata e cantilena, il più delle volte ripete a pappagallo concetti che manco gli attivisti del M5S (come ama dire qualcuno “i testimoni di Geova della politica”, copyright MJC), ma con meno convinzione. Paracadutata da Roma, per la gioia di Emiliano – e mia, che avevo chiesto la candidatura a #matteorisponde – è già al secondo giro da deputato a Roma. Si è laureata con una tesi sul linguaggio politico di De Mita, purtroppo in scienze della comunicazione. Non scriverò il suo nome nemmeno se #melochiedeleuropa.
  • Gianni Pittella (Giovanni Saverio Furio…): laureato in medicina per poter intraprendere la carriera politica, figlio di senatore, fratello di governatore, per tre anni deputato a Roma, alla quarta candidatura a Parlamentare Europeo. (Senza deroghe?) Sorprende per il suo leggerissimo accento lucano e per la pacatezza dei suoi discorsi, che manco Pelù al concerto del Primo Maggio. Nonostante tutto sa quello che va a fare, rischia il mio voto, pensate.
  • Anna Petrone: salernitana, si è occupata di disabilità e pari opportunità, è consigliere regionale in Campagna. A che serviva un’ennesima candidatura? Non mi ha fatto nulla, ma non la voto.
  • Elena Gentile: assessore in regione Puglia, ha il merito dell’exploit di Civati in Capitanata allo scorse primarie, ha incassato l’appoggio – con un selfie – di Emiliano e il via libera di Vendola, di cui rimane Assessore alla Sanità. Potrà bastarmi?
  • Andrea Cozzolino: finalmente i nomi che contano. Bassoliniano, europarlamentare uscente, napoletano. Candidato alle Primarie al Comune di Napoli nel 2011, da lui vinte e subito dopo annullate tra le accuse di voto di scambio e infiltrazioni camorristiche. Su quelle primarie la magistratura sta per concludere un’inchiesta in cui non è coinvolto, ma uno più normale non lo potevamo trovare? Non lo voto.
  • Giuseppe Arlacchi (Pino): l’unico voto che mi sento di affidare senza patemi. L’essere considerato “una minaccia per il mondo libero” già dal 1993 da ambienti vicini al SISDE e essere stato nel mirino di Pio Pompa, garantiscono per lui.
  • Massimo Paolucci: chi cazz è? da OpenPolis risulta discretamente presente alla Camera, tranne quando si votano cazzatelle quali fiducia, jobs act, Decreto Poletti, etc. Forse vuole solo cambiare aria, in bocca al lupo.
  • Mario Pirillo: democristiano doc, ha svolto tutta il cursum honorum, da consigliere e assessore comunale a presidente ASL, da consigliere e assessore regionale al CCD e all’UDEUR, dalla Margherita a eurodeputato. E’ il sosia di Sbardella, se può aiutare, europarlamentare uscente. Non è nelle mie corde, ma è un limite di tipo lombrosiano.
  • Giuseppe Ferrandino detto Giosi: sindaco di Ischia, a quanto pare uno dei precursori della teoria delle larghe intese, seppure a livello civico e locale. Raggiunto nel 2013 da un avviso di garanzia per falso ideologico, abuso d’ufficio e danno erariale, tutto questo nell’ambito dell’indagine condotta dalle Fiamme Gialle sull’attribuzione di cariche dirigenziali nel comune di Ischia e la costruzione di una caserma della Forestale. Boh.
  • Mario Serpillo: Presidente dell’Unione dei Coltivatori Italiani, ma completo Carneade. Boh, io sono per ridurre i contributi all’agricoltura da parte della UE, non mi vorrei sbagliare.
  • Stefano Minerva: sembra Nico Stumpo, viene dai Giovani Democratici – di cui è responsabile nazionale “Saperi”, qualunque cosa voglia dire -, piuttosto mi taglio una mano. Nulla di personale, ma parti davvero malissimo, e se hai 28 anni, ha ragione la Lazio a dire che Minala ne ha 17.
  • Roberta Capone: non le bastava essere dirigente nazionale dei giovani democratici di cui sopra, è anche presidente della IUSY (International Union of Socialist Youth), una di quelle organizzazioni di cui nessuno ha mai sentito parlare, che tanto piacciono al PD, tipo Conferenze delle Donne, Finalmente Sud, AreaDem… Un partito normale passa dall’abolizione di ‘sta roba. Renzi, faccelo un pensiero.
  • Maria Saladino: illustre sconosciuta spinta da Michele Emiliano, dovrebbe essere il “soggetto capace di rilanciare il Meridione Risorsa per realizzare un’importante occasione di prospettiva d’avvenire”. E non lo ha scritto Vendola. E’ figlia di Pasquale, “noto politico locale” di Castrovillari. Toh, chi l’avrebbe mai detto. Non ricordo nemmeno come ti chiami, scordati il voto.
  • Mario Maiolo: consigliere regionale Calabria, il suo impegno politico risale ai tempi della DC, poi PPI, poi Margherita, poi PD. Prima lettiano, poi bersaniano, ora non sia sa. Anche perchè prima oltre a farsi eleggere consigliere, faceva l’assessore regionale, con Loiero. Non capisco perchè la sua voce su wikipedia (versione inglese) è nella categoria Opus Dei.
  • Filolena Miranda (detta Milena): una che ci crede talmente tanto da non comparire nemmeno in una ricerca su google. Se voglio buttare un voto devo segnarmi su una mano il suo nome.
  • Rosaria Leserri: di lei si sa che è membro di un direttivo di circoloper chi conosce il PD, è più difficile trovare qualcuno che non ne faccia parte, piuttosto -, e ha fatto dei manifesti che incutono terrore, miseria e morte, più viola lutto che blu Europa. Basterà il voto compatto di Ginosa a portarla in Europa? No.
  • Nicola Caputo: consigliere regionale campano, 11500 preferenze proprie, doveva essere l’ancora di salvezza per la Picierno nel tandem (anche triplo) di preferenza di genere, deve pure trovarsi un impiego se tra due anni non lo candidano al parlamento Italiano. Posto che già la Picierno gli ha soffiato allo scorso giro. C’ha anche addosso un indagine per peculato, ma quale consigliere regionale non ne vanta una per i rimborsi?

Più rifletto, più penso che, se mai dovessi scrivere qualcosa, scriverei Arlacchi.
Probabilmente Arlacchi – Pittella.
Forse Arlacchi – Gentile – Pittella.

#sennòTabacci.

 

 

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