La sindrome del secondo

Le Amministrative teramane rischiano di divenire sempre più simili al campionato di calcio italiano degli ultimi anni, una squadra in testa e tutti a lottare per un secondo posto, che eviti i preliminari di Champions.

Anche nella nostra meno milionaria corsa a Palazzo Orsini ci sono una squadra in fuga da una decina d’anni, quest’anno non particolarmente forte – nonostante il mercato di gennaio che ha portato qualche vecchia gloria, un bel po’ bolsa, in formazione -, e la bagarre dietro, con gli altri che si affannano e sgomitano per un piazzamento, non credendo fino in fondo alla possibilità di sgambettare la capolista.

Mancano solo gli arbitri e la sudditanza psicologica e poi sarebbe tutto perfetto.

E’ uno strano inizio di campagna elettorale, quello che crede che con il campionato a 20 squadre – tradotto, proliferazione di candidati sindaco – il campionato di quest’anno sarà più interessante, dato per scontato che l’ultimo vincitore troverà pane per i suoi denti nei molteplici scontri diretti, e che alla fine servirà uno spareggio per l’assegnazione del titolo.

Sostanzialmente nessuno, però, crede di poter vincere per distacco, evitando i play off, che da quando sono stati inseriti per regolamento, non sono mai stati disputati.

Essendo il ballottaggio dato per sicuro, secondo le ipotesi più logiche e quelle più assurde, l’unica corsa interessante è quella per il secondo posto: quindi lasciamo perdere la capolista, e facciamo a mazzate tra inseguitori, per conquistare un posticino al sole. Almeno in questa fase.

Ad ora, la proliferazione di candidati riguarda solo l’area politica alternativa alla maggioranza esistente, e non capisco su quali basi matematiche il tutto possa penalizzare chi non vede toccato, se non marginalmente, il proprio elettorato, visto che consulenti ed esperti non si degnano di spiegarlo ad alcuno. Se aggiungiamo che spesso consulenti ed esperti sono i migliori autori dei fallimenti che ci accompagnano da una decina d’anni, le mie paure rischiano di trasformarsi in certezze. Ricordatevi che le profezie di Cassandra erano corrette, ma nessuno voleva crederle verificabili…

Quindi continuiamo a prenderci a parole, e semmai i play off dovessero disputarsi, arriviamoci spompati. Ma da bravi secondi, quelli che nel caso peggiore, sono solo i primi degli ultimi.

 ps: il refrain “tu eri la maggioranza, tu l’opposizione, siete stati sempre d’accordo…” potrebbe sempre diventare “tu che ti sei svegliato oggi, chi hai votato fino a ieri?”

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