Archive | marzo 2014

Spazianalità vol.2

Mai-Dire-Tutto_8469Secondo confronto televisivo e secondo appuntamento con Mai Dire Sindaco, mancano gli SMS dal pubblico, mancano due candidati, il trasparente Fabio Berardini – prima o poi dovrà parlare a reti unificate anche lui… – e Manola Di Pasquale.

Non mancano il Sindaco uscente, Maurizio Brucchi, Graziella Cordone e Gianluca Pomante.

Puntata poco scoppiettante nella prima parte, in cui persino l’italiano riesce ad uscire dal contest non troppo massacrato, spari a colori quando si passa alle proposte. Da sottolineare il clima “Processo di Biscardi”, che personalmente, trovo entusiasmante (si parla due alla volta sennò non si capisce niente!). Non avendo assistito alla diretta, causa concomitanza dell’importantissimo match Inter – Udinese – e sono milanista…, mi son dovuto accontentare di YouTube. Continua a leggere…

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Pausa elettorale

Cinque candidati sindaco, ad oggi, e solo quattro liste PD, NCD, FI e M5S – riconducibili a partiti di livello nazionale ad apporggiarli (vabbe’ uno è un movimento, sì, scusate).

Non siamo a Roccacannuccia, ma a Teramo, che ad occhio e croce rimane ancora un capoluogo di provincia, e indubbiamente supera i 15000 abitanti, sogli sotto la quale la legge elettorale prefigura minestroni coalizzati in virtù del maggioritario a turno unico.

E’ chiaramente colpa del sentimento antipolitico dilagante, di chi non crede più nei partiti, del disinteresse verso questa gente tutta uguale che si è avvicendata alla guida delle amministrazioni, del “tanto non cambia nulla”.

Strano che poi invece sia tutto un fiorire di liste civiche prêt-à-porter, che altro non sono che piccoli partiti in sedicesimo, e di tutta una voglia di partecipazione della società civile32 candidati per quelle che dovrebbero essere almeno 9 liste, un piccolo esercito -, che ti pensare a dove sia stata nascosta questa gente negli scorsi anni. Oltre per chi queste persone abbiano votato 5 anni fa.

Ma in fondo è bello così, l’impegno e l’indignazione possono essere tollerabili per 3 mesi ogni 5 anni, poi si può tornare a predicare di quanto brutti e cattivi siano quelli che ci governino – o fanno opposizione –, gustandosi tranquillamente la scena dal tavolo di un bar.

Certo, sempre meglio che farlo dopo averli votati, ma a che prezzo? Salti della quaglia, defezioni, manifesta incompetenza o semplice “chissenefrega”, stando alla storia recente, che non si capisce perchè non debba essere replicata.

Perchè pensate sempre che oltre l’attuale pochezza non si possa andare. Beato ottimismo.

ps: questo blog è in campagna elettorale, ovvio, ma questo vuol essere solo un richiamino a quello che si diceva qualche tempo fa, quando la campagna era solo quella a cui venivano sottratte le braccia di qualche scienziato.

Gerrymandering*

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Elbridge Gerry. Notare la pettinatura alla Silvio Berlusconi e l’abbigliamento giovanile di un Matteo Renzi in una puntata di Amici.

*Il Gerrymandering (parola d’origine inglese che rappresenta la fusione di due termini, quello di Elbridge “Gerry” e “salamander”, salamandra) è un metodo ingannevole per ridisegnare i confini dei collegi nel sistema elettorale maggioritario.
L’inventore di questo sistema di ridisegno dei collegi era il politico statunitense e governatore del Massachusetts Elbridge Gerry (1744-1814); egli, sapendo che, all’interno d’una certa regione (dipartimento o stato), ci possono essere parti della popolazione (ben localizzabili) favorevoli ad un partito o ad un politico (ad esempio, seguendo la dicotomia centro–periferia, giovani–vecchi, ceto basso–ceto medio alto), disegnò un nuovo collegio elettorale con confini particolarmente tortuosi, includendo quelle parti della popolazione a lui favorevoli ed escludendo quelli a lui sfavorevoli, garantendosi così un’ipotetica rielezione. Le linee di tale collegio erano così irregolari e tortuose, da farlo sembrare a forma di salamandra (da cui la seconda parte del termine “salamander”, salamandra in inglese, appunto). [da quando c’è il wifi e wikipedia, è facile fare i fighi, se si sa cosa cercare…]

La via dell’Italicum pare sempre più sgombra di ostacoli, nonostante la torma di emendamenti che incombono sul suo passaggio parlamentare, sembra che ci si dovrà abituare a pensare che la legge elettorale verrà ancora una volta cambiata. Se in meglio o se in peggio, potremo scoprirlo quando il primo parlamento post-rivoluzione matteosilvistica sarà insediato.

Di certo c’è solo una cosa, nessuna delle forze politiche e dei loro pseudoleader ha interesse in questa fase a chiarire come la nuova legge elettorale potrà rispondere ai paletti – non troppo espliciti – posti dalla Corte Cosituzionale nel suo sbrindellamento del tanto odiato Porcellum: rimangono le liste bloccate – con relativi nominati -, rimane un premio di maggioranza dall’entità discutibile, rimane il totale slegamento tra eletto e bacino elettorale. Non si capisce dove, come e perchè questa nuova legge garantisca la tanto invocata “governabilità”.

Tuttavia, dando uno sguardo alla bozza di intesa, o di profonda sintonia, chiamatela come volete, ci si rende conto che non è andata del tutto persa quell’immagine di sadica e perversa bellezza che si intravedeva tra le righe della legge scritta dall’immenso Roberto Calderoli.

Roberto Calderoli, proprio lui, l’odontotecnico mandato dai Celti ad insegnare i regolamenti elettorali a Silvio Berlusconi, un tizio tanto anonimo da essere capace di mettersi a studiare punto per punto tutti i bug presenti in un sistema ad un passo dal crash. Continua a leggere…

La sindrome del secondo

Le Amministrative teramane rischiano di divenire sempre più simili al campionato di calcio italiano degli ultimi anni, una squadra in testa e tutti a lottare per un secondo posto, che eviti i preliminari di Champions.

Anche nella nostra meno milionaria corsa a Palazzo Orsini ci sono una squadra in fuga da una decina d’anni, quest’anno non particolarmente forte – nonostante il mercato di gennaio che ha portato qualche vecchia gloria, un bel po’ bolsa, in formazione -, e la bagarre dietro, con gli altri che si affannano e sgomitano per un piazzamento, non credendo fino in fondo alla possibilità di sgambettare la capolista.

Mancano solo gli arbitri e la sudditanza psicologica e poi sarebbe tutto perfetto. Continua a leggere…

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