Archive | marzo 2014

Spazianalità vol.2

Mai-Dire-Tutto_8469Secondo confronto televisivo e secondo appuntamento con Mai Dire Sindaco, mancano gli SMS dal pubblico, mancano due candidati, il trasparente Fabio Berardini – prima o poi dovrà parlare a reti unificate anche lui… – e Manola Di Pasquale.

Non mancano il Sindaco uscente, Maurizio Brucchi, Graziella Cordone e Gianluca Pomante.

Puntata poco scoppiettante nella prima parte, in cui persino l’italiano riesce ad uscire dal contest non troppo massacrato, spari a colori quando si passa alle proposte. Da sottolineare il clima “Processo di Biscardi”, che personalmente, trovo entusiasmante (si parla due alla volta sennò non si capisce niente!). Non avendo assistito alla diretta, causa concomitanza dell’importantissimo match Inter – Udinese – e sono milanista…, mi son dovuto accontentare di YouTube. Continua a leggere…

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Gerrymandering*

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Elbridge Gerry. Notare la pettinatura alla Silvio Berlusconi e l’abbigliamento giovanile di un Matteo Renzi in una puntata di Amici.

*Il Gerrymandering (parola d’origine inglese che rappresenta la fusione di due termini, quello di Elbridge “Gerry” e “salamander”, salamandra) è un metodo ingannevole per ridisegnare i confini dei collegi nel sistema elettorale maggioritario.
L’inventore di questo sistema di ridisegno dei collegi era il politico statunitense e governatore del Massachusetts Elbridge Gerry (1744-1814); egli, sapendo che, all’interno d’una certa regione (dipartimento o stato), ci possono essere parti della popolazione (ben localizzabili) favorevoli ad un partito o ad un politico (ad esempio, seguendo la dicotomia centro–periferia, giovani–vecchi, ceto basso–ceto medio alto), disegnò un nuovo collegio elettorale con confini particolarmente tortuosi, includendo quelle parti della popolazione a lui favorevoli ed escludendo quelli a lui sfavorevoli, garantendosi così un’ipotetica rielezione. Le linee di tale collegio erano così irregolari e tortuose, da farlo sembrare a forma di salamandra (da cui la seconda parte del termine “salamander”, salamandra in inglese, appunto). [da quando c’è il wifi e wikipedia, è facile fare i fighi, se si sa cosa cercare…]

La via dell’Italicum pare sempre più sgombra di ostacoli, nonostante la torma di emendamenti che incombono sul suo passaggio parlamentare, sembra che ci si dovrà abituare a pensare che la legge elettorale verrà ancora una volta cambiata. Se in meglio o se in peggio, potremo scoprirlo quando il primo parlamento post-rivoluzione matteosilvistica sarà insediato.

Di certo c’è solo una cosa, nessuna delle forze politiche e dei loro pseudoleader ha interesse in questa fase a chiarire come la nuova legge elettorale potrà rispondere ai paletti – non troppo espliciti – posti dalla Corte Cosituzionale nel suo sbrindellamento del tanto odiato Porcellum: rimangono le liste bloccate – con relativi nominati -, rimane un premio di maggioranza dall’entità discutibile, rimane il totale slegamento tra eletto e bacino elettorale. Non si capisce dove, come e perchè questa nuova legge garantisca la tanto invocata “governabilità”.

Tuttavia, dando uno sguardo alla bozza di intesa, o di profonda sintonia, chiamatela come volete, ci si rende conto che non è andata del tutto persa quell’immagine di sadica e perversa bellezza che si intravedeva tra le righe della legge scritta dall’immenso Roberto Calderoli.

Roberto Calderoli, proprio lui, l’odontotecnico mandato dai Celti ad insegnare i regolamenti elettorali a Silvio Berlusconi, un tizio tanto anonimo da essere capace di mettersi a studiare punto per punto tutti i bug presenti in un sistema ad un passo dal crash. Continua a leggere…

La sindrome del secondo

Le Amministrative teramane rischiano di divenire sempre più simili al campionato di calcio italiano degli ultimi anni, una squadra in testa e tutti a lottare per un secondo posto, che eviti i preliminari di Champions.

Anche nella nostra meno milionaria corsa a Palazzo Orsini ci sono una squadra in fuga da una decina d’anni, quest’anno non particolarmente forte – nonostante il mercato di gennaio che ha portato qualche vecchia gloria, un bel po’ bolsa, in formazione -, e la bagarre dietro, con gli altri che si affannano e sgomitano per un piazzamento, non credendo fino in fondo alla possibilità di sgambettare la capolista.

Mancano solo gli arbitri e la sudditanza psicologica e poi sarebbe tutto perfetto. Continua a leggere…

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