Ritorno al presente

Goria1987

Il più giovane Presidente del Consiglio della storia della Repubblica Italiana presenta il suo governo. Quanto è figo Oscar Mammì?

Premessa: il Governo Renzi I sta per nascere, non chiedetemi perchè (chiedetelo ai renziani, magari…), valgono per questo governo tutte le riserve già espresse per il Governo Letta, visto che la maggioranza rimane la stessa, anzi rischia di tornare a quella di 10 mesi fa, visti gli abboccamenti dei dipendenti di Silvio (i suoi precari sono sempre lì, tipo alle Infrastrutture e alla Sanità). Mi sento moooolto più giovane, oggi che cade il Governo Fanfani VI (in fondo, è tornato anche il proporzionale).

Detto ciò, tre cose:

1. vorrei spezzare una lancia a favore di Re Giorgio, non ho condiviso la sua elezione, ma bisogna riconoscere che esercita il suo ruolo in maniera assolutamente legittima, seppur con tutti i limiti di un’idea delle istituzioni figlia di un parlamento degli anni ’70. Ed è per questo che mi sembra ridicolo attaccare il Presidente della Repubblica semplicemente per aver esercitato le sue funzioni, e la cosa che mi lascia più perplesso è che a farlo sono persone che dovrebbero ben ricordare che prima di Silvio Berlusconi, i governi si facevano e disfacevano tra la sera e la mattina, in versione autunno-inverno (governo Fanfani I, 12 giorni di vita), primaverile e balneare (il vero must della Repubblica Italiana). Prima di Silvio Berlusconi, nel senso che prima di lui non se ne era lamentato nessuno, e nemmeno con Silvio Berlusconi il nostro sistema di Repubblica parlamentare è venuto meno. Chi strilla cazzate dovrebbe pur ricordare che ha avuto Pella, Zoli, Goria e Forlani come Presidenti del Consiglio e non ha mai gridato al colpo di stato. Se c’è una maggioranza in Parlamento, non si va a votare, è lo standard. Pure se il wi-fi è libero, le elezioni anticipate sono sempre l’ultima ratio, e anche se vogliamo mettere sotto accusa Napolitano su un blog, non è che si vota una volta l’anno per avere lo stesso Parlamento.

2. vorrei scagliare una lancia su Grillo e Berlusconi, che per quattro voti in più alle prossime europee stanno montando una cagnara indegna. Una padella d’acciaio invece andrebbe calata con forza sulla Meloni, su Larussa e sul simpaticissimo Crosetto, sperando che dopo aver stracciato le loro tessere elettorali, nessun Comune italiano gliene rilasci di nuove: non si può giocare sull’ignoranza e sulle amnesie degli italioti, per far passare l’idea di una forzatura istituzionale, o peggio di un colpo di stato. Mi ripeto, non mi pare che sia stato mai introdotto il (semi)presidenzialismo o l’elezione diretta del Capo del Governo in questo Paesee nemmeno del Presidente della Repubblica, purtroppo per chi urlava Ro-do-tà -, 62 governi in meno di 70 anni e 17 legislature, dimostrano che i governi nascono e muoiono nelle segreterie di partito, nemmeno nelle direzioni. Per non volerli, per farli cadere, basta non votare la fiducia in Parlamento (e se non hai i numeri, puppa, come disse Silvio quando Fini voleva dargli la famosa “spallata” che lo avrebbe fatto rimbalzare fuori da Montecitorio).

3. vorrei spezzare una gamba a Matteo Renzi: al di là della forma, a meno che non hai rubato la bacchetta di Harry Potter non puoi fare molto più di Letta – che nel suo immobilismo si muoveva felice nella nuova balena bianca -, per un motivo semplice, i compagni di viaggio sono sempre gli stessi, e quando ti metti a trattare con chi ti tiene in vita, i compromessi sono sempre al ribasso. In fondo anche il buon Enrico, a furia di sbaciucchiare Angelino, s’è perso l’appoggio di Matteo. Il rischio “treno contro un muro” è in agguato, così come il successivo sfasciolamento del PD, ma penso che questo sia un danno collaterale messo in conto da Renzi. Purtroppo tolte le supercazzole sul fare e sul sapere, io credo che Renzi sia stato davvero sincero in poche affermazioni, “ambizione smisurata” di far vedere di poter governare e “perfetta sintonia” sulle riforme con Silvio, ad esempio, e la cosa non mi entusiasma. Intanto il primo risultato è che se prima le riforme si dovevano fare in un anno – buahahahahahah!!! – ora si faranno in soli 3!

Quindi dimenticando twitter e #enricostaisereno (che mo’ ti riposi), ribadisco che se uno crede di essere Napoleone  tutti lo consideriamo pazzo, se uno crede di essere D’Alema io lo considero scemo.

Ce l’hai una barca Matte’?

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