Il petrolio, lo spreco in Val Vibrata e il silenzio del PD

Il petrolio, lo spreco in Val Vibrata e il silenzio del PD

Il Candidato renziano alla Segreteria pronvinciale del PD, penultimo classificato.

Il Candidato renziano alla Segreteria pronvinciale del PD, penultimo ultimo classificato.

Il Ministero dello Sviluppo Economico con l’assenso delle Regioni Abruzzo e Marche, ha accordato alle compagnie Gas Plus Italiana, Medoilgas e Petrorep Italia il permesso di ricercare idrocarburi liquidi e gassosi in un’area suddivisa tra i Comuni di Bellante, Campli, Controguerra, Corropoli, Mosciano Sant’Angelo, Nereto, Sant’Omero, Torano Nuovo, Tortoreto e Spinetoli (Marche).

I Comuni interessati da tale procedimento, denominato “Colle dei nidi”, hanno iniziato a consultarsi al fine di trovare un percorso che potesse bloccare l’installazione di trivelle all’interno dei propri territori.

Così, il 23 settembre 2013, il Professore di Diritto Costituzionale Dott. Enzo Di Salvatore, invitato a partecipare al tavolo istituito dai Sindaci, offre la propria consulenza gratuita e spiega i principi sulla quale fondare il ricorso al TAR.

Di tutti i Comuni coinvolti, solo i Municipi di Mosciano S. Angelo, Bellante e Campli appaiono determinati ad avvalorarsi dell’offerta di aiuto gratuita giunta dal Prof. Di Salvatore, al quale si aggiunge l’assistenza di un giovane avvocato a cui verranno riconosciute solo le spese sostenute per attuare il ricorso, infatti l’esborso complessivo è di 1.800 €.

E gli altri?

L’Unione dei Comuni della Val Vibrata, registrate le ragioni del ricorso, decidono di non unirsi al ricorso promosso dai tre Municipi sopracitati, anche per una questione politica, difatti Mosciano S.Angelo Bellante e Campli hanno una chiara connotazione politica, sono del PD.

Invece con delibera n.80 e voto unanime, la giunta dell’unione dei comuni della Val Vibrata decide di impugnare il permesso di ricerca “Colle dei nidi”, ma anziché unirsi al ricorso già avviato dagli altri comuni teramani, deliberano di promuovere un nuovo e distinto procedimento affidandosi ad un avvocato del foro di Ascoli Piceno, per valutare se ci siano gli estremi per ricorrere contro il permesso di ricerca accordato ed eventualmente impugnarlo, il tutto alla modica cifra di 8.500 € espandibile fino ad un massimo di 12.000 € in caso di ricorso.

Dunque anziché unire le forze e condividere il minimo delle spese, poco più di 100 euro a Comune, i “parsimoniosi” Comuni vibratiani decidono di spenderne ben 12.000 € per promuovere un ricorso che ha per oggetto i medesimi principi dell’altro e ottenendo un verdetto unificato dal TAR, il quale non potrà far altro che riunirli in una medesima sentenza.

Aldilà dello spreco di denaro sulla quale i cittadini potranno esprimere giudizi personali, il dato politico è che non si sono registrati dissensi da parte dei comuni a guida PD, con in testa il renziano Mauro Scarpantonio per Controguerra e Dino Pepe per Torano Nuovo,  i quali invece di dissociarsi e denunciare tale scandalo, votano favorevolmente la proposta.

Tu chiamale se vuoi….connivenze.

Saluti

Stefano Alessiani

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