Congressopoly (part 1)

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Anche l’ordinamento degli articoli del regolamento è stato eseguito adottando nuove tecniche di problem solving e document compiling. E altre puttanate citate da qualche esperto di comunicazione e supercazzole.

Probabilmente è colpa della nostra atavica insofferenza alle regole, quel “fattore antropologico” che ormai non può essere più negato, se anche questa volta lo splendido regolamento per i congressi diffuso dalla Direzione Nazionale del PD sembra l’ennesima cagata partorita da un branco di scimmie ubriache dopo una nottata passata al Qube.

Ma perchè perdersi dietro a ragionamenti arzigogolati quando l’evidenza, seppur negata, è lampante?

Alla Direzione Nazionale dei congressi territoriali – aka provinciali, per le persone che vivono fuori dal Nazareno… – e dei congressi dei Circoli, non può fregare di meno, e ce lo fa sapere attraverso il famigerato Regolamento, tutto calibrato sugli unici obiettivi che interessano:

  • l’elezione della Segreteria Nazionale (per i renziani)
  • il mantenimento delle Segreterie regionali (per gli altri).

Mentre per i Circoli le regole sono così geniali che si dovrebbe pensare a gettare sul mercato un nuovo gioco di societàCongressopoly – , per l’elezione del Segretario Nazionale abbiamo le primarie dell’Annunciazione (in ogni senso), per i congressi regionali si rimanda tutto alla fine della primavera 2014, chè non sia mai che le cose si facciano di fretta.

I congressi territoriali invece hanno un calendario di adempimenti che coprirebbe almeno un’era glaciale, ma per tenere allenati quei quattro matti che ancora devolvono il loro tempo – e non solo – all’idea di quello che poteva essere il PD, si faranno in due giorni.

Anche solo per far capire quanto sia fondamentale “la base”.

Per dire, l’alto livello di attenzione ai territori è esemplificato dal dato che le candidature a Segretario di Circolo si possano presentare il giorno stesso di inizio del congresso, e che il corpo elettorale sarà definito solo al momento della chiusura dello stesso, un congresso così aperto da consentire persino a gente nascosta dietro una porta – che esce fuori al momento giusto, però! – di farsi inserire nelle liste per i direttivi collegate ai candidati segretari.

Abbiamo imparato dalle richieste di ammissione al voto arrivate addirittura dopo il secondo turno delle primarie, non potrete più dire che questo è un partito chiuso!

A migliorare le cose ci pensa il Regolamento Regionale, probabilmente scritto giocando a Ruzzle, visto che la sua interpretazione è oscura pure a chi l’ha scritto, con le sue tempistiche e le sue lacune.

Ma che volete che sia, per risolvere tutto basterà “diramare l’allarme rosso” (cit.)!

(continua… se mai ne troverò il tempo)

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