Disinformare per desistere 2. Un anno dopo.

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Nell’immagine di copertina: OGM, il Ministro De Girolamo alimenta le bufale. O prepara la cena, non mi ricordo. Scherzone del marito, subito riconosciuto, Boccia è quello che guarda in camera.

Ehi, ma è la stessa apertura di un mio post di qualche tempo fa! Ehi, ma è la stessa apertura di un post di esattamente un anno fa!

Incredibile, pare che i primi 15 giorni di luglio siano per l’italia l’acme delle cazzate, e come potrebbero i media – vecchi e nuovi –, specie il flipper dei social network della rete italica, non rimbalzare il meglio delle notizie, degli approfondimenti e dei commenti ad un qualunque “fatto” che possa mettere in secondo piano l’inutilità e la mollezza del governo delle necessità emergenziali?

Vediamono alcune, giusto per gradire.

Avvertenze, se lo scorso anno magari alcune notizie erano ridicolissime, quest’anno a fronte di notizie “serie” i commenti sono rimasti quelli dell’estate 2012. Il cialtronismo dilaga, e chi siamo noi per poterci opporre?

Downgradami ‘sto bond/bis: I governi di salute nazionale che si reggono su larghe intese portano soprattutto a questo. L’anno scorso Moody’s, quest’anno Standard & Poorsche non sono gelatai, come non erano catene di fast food – ci dicono che l’affidabilità del nostro Stato nel restituire il denaro che si fa prestare continua a peggiorare, e tra poco inventeranno un rating tutto italiano per evitare il salto nei junk bond. Cose brutte, insomma. Come ogni anno, dovremmo vietare alle agenzie di rating di valutare la nostra affidabilità, in nome dell’italianità, almeno. La solita puntualizzazione, le agenzie di rating sono brutte, sporche, cattive e magari piene di agenti del Mossad, hanno fatto enormi cazzate nel 2008 per tutelare i propri investimenti a scapito dei risparmiatori e degli azionisti di aziende in cui non avevano partecipazioni, ma se gli investitori e quelle entità incorporee che sono i mercati – che fanno la tara alle informazioni e non attraverso il blog di Beppe Grillo – continuano a fidarsi più di questi covi di serpenti velenosi, piuttosto che della sobrietà e della snellezza dei governi che si succedono nel nostro Paese [cit.]. Sempre perchè i dati glieli passa il nostro Governo, come il rating stesso è richiesto anche dal nostro Paese, i reports vengono rilasciati in anteprima al committente e poi ai “mercati”. In ogni caso se paghi qualcuno e non ti piace quello che ti dice, prova a pagarlo di più. [ri-cit] Non c’ho mai messo così poco a scrivere un paragrafo.

Per un pugno di click: un simpatico video di un tizio con evidenti difficoltà nell’articolare un pensiero compiuto, ci spiega che abbiamo trovato la cura per il cancro. Come al solito, un’operazioncina per cercare di incrementare i ricavi dalla pubblicità sulla sua pagina Facebook, ma basta dire a caso parole come “multinazionali”, “case farmaceutiche”, “bloccare la divulgazione” per convincere la ggente® a “condividere”. Si sa, questi cattivoni censurano tutto, e inventano le peggiori malattie pur di lucrarci. Peccato che, al solito, una casa farmaceutica che trovasse una cura efficace per il cancro sbaraglierebbe la concorrenza, da qui all’eternità. In realtà, la notizia è che sono state individuate – e brevettate, cattivoni! – due molecole che pare diano ottimi risultati nell’eliminazione delle colture artificiali di cellule tumorali, trovate l’articolo qui, ma gli stessi ricercatori mettono – giustamente – le mani avanti, e spiegano lo stato dell’arte. Una buona notizia per la ricerca scientifica italiana, in ogni caso. Maledetta scienza ufficiale, ka$ta, professoroni etc etc.

OGM (Ogni Giorno li Mangi): il nostro paese è OGM free. La Camera vota all’unanimità (361 a 0) il decreto interministeriale che vieta ogni coltivazione OGM in campo aperto in Italia. L’ennesimo pasticciaccio brutto all’italiana, l’ennesimo voto in cui il sottoscritto è rappresentato da quello zero sulla casella dei votanti. Sull’onda del sentimento popolare – quello buono quando servirebbero pareri tecnici, ma malvagio se si parla di politica – un intero Parlamento (a parte gli assenti, più o meno casualmente) decide che l’Italia deve rimanere fuori dalle biotecnologie avanzate, perchè i deputati non hanno la minima coscienza di cosa stiano votando e perchè si preoccupano di quel 76% di cittadini che credono alle puttanate della fragola-pesce ehi, l’ha detto Report, è Verità™! – o al pomodoro assassino di Beppe Grillo. Potrebbe pure andarmi bene, e non è così, se solo non cercassimo di prenderci per il culo sottolineando che ad oggi è perfettamente lecito alimentare gli animali con mangimi che contengono sementi OGM, e produrre attraverso di loro, carni e derivati, i prodotti tipici – modello Prosciutto San Daniele o Parmigiano Reggiano – che tanto piacciono alla Coldiretti. L’unico risultato ad oggi è quindi quello di continuare ad acquistare OGM dall’estero, non potendo produrne in Italia. Chi voleva far dispetto alla Monsanto, finisce per rafforzare la sua posizione di monopolio, impedendo la ricerca e la produzione di OGM alternativi qui da noi. Ma il luddismo scientifico è normale in un paese dove Nature dice puttanate, mentre Le Iene attestano la validità di metodi di cura modello Stamina. Ma già l’avevate visto con la Cura Di Bella; funziona. A Paperopoli.

Intanto la De Girolamo si fa fotografare su Chi, mentre truccata di tutto punto – capiamo le esigenze di effetti speciali, e capiamo pure Boccia – dà da mangiare alle bufale. Basterebbe questo, ma non manca di ricordarci “com’è figo fare il contadino”. Con il culo degli altri. (me la ricordavo diversa)

F35! Mancato. La più grande battaglia navale di tutti i tempi: potrei scriverci un papiro, ma sarebbe inutile. Capisco le posizioni ideologiche, non capisco l’ideologia ex post. Senza fare la cronistoria, più di dieci anni fa abbiamo stipulato accordi per l’acquisto di aerei multiruolo, a fronte dell’insediamento industriale (esclusivo per i paesi extra-usa) per il loro assemblaggio. Ne abbiamo dovuti prenotare un numero ingente solo per garantire una FACO (Final Assembly and Check Out) a Cameri. Per questi accordi abbiamo mandato all’aria ogni possibilità di partenariato con altri paesi europei per la costruzione di aeromobili della stessa tipologia. Dopo 14 anni, si svegliano gli italiani. Intanto negli ultimi 14 anni la programmazione dei prossimi 40 anni del nostro modello di difesa si è retta sull’acquisto di questi aerei, sulla costruzione delle portaerei come la Cavour, sulla realizzazione dei sommergibili in tandem con i tedeschi e delle FREMM coi francesi. Ve la menano coi 15 miliardi di euro di spesa, ma non vi dicono quanti sono investimenti diretti dello stato nell’economia – sono sempre posti di lavoro – e che l’impegno di spesa copre un’arco di 30 anni. Si può discutere casomai se abbiamo bisogno di forze armate e di una difesa (europea, integrata, a noleggio), visto che comunque non vinciamo una guerra dal ’18, ma sarebbe il caso di rendersi conto che per ora ce l’abbiamo, ed è meglio, nell’ottica della riduzione della spesa, investire in apparecchiature invece che in personale. Ce l’avete presente tutti il maresciallo panciuto che passa il suo tempo a leggere la Gazzetta dello Sport? Beh, gli pagate la pensione, spesso con tanto di scatto di carriera il giorno prima di lasciare la sedia che ha preso la forma del suo culo. In un mondo normale un Parlamento si preoccuperebbe di definire i parametri di spesa per la Difesa, non di scegliere i sistemi d’arma a seconda del nome (il fatto che Finmeccanica e Fincantieri siano controllate statali, che fatturino decine di miliardi l’anno – dicesi incassi per lo Stato -, che diano lavoro a tecnici e operai qualificati, possiamo lasciarlo da parte per ora). Se devo continuare a pagare stipendi e pensioni ai membri delle FFAA, i soldi per gli asili non ci sono comunque.

Kazzatistan: alzi la mano chi sapeva fino a ieri chi fosse Nazarbaev. Io me n’ero interessato solo perchè guardando lo skyline di Astana mi ero chiesto chi fosse il megalomane che aveva voluto trasformare una piccola cittadina nella steppa in una metropoli, dotandola di monumenti e costruzioni faraoniche, tipo la Concert Hall progettata, toh, da un italianoManfredi Nicoletti – o una super-torre di 97 metri con sopra una sfera dorata che contiene una scultura con impresso il calco della mano del Presidente stesso. Bene, fine di SuperQuark. Succede poi che il Presidentissimo sia in fondo un despota (illuminato, penso proprio di no), che governa ininterrottamente praticamente dall’84 – da quando era ancora una Repubblica Socialista Sovietica… – e non apprezza chi gli si opponga politicamente, specie se allevato come suo delfino. Per farla breve, un esule kazako, che per puro caso è pure ricercato in mezzo mondo per reati che poco hanno a che fare con la politica, vive in Europa, ma ha problemi anche come rifugiato in Occidente, è sulla lista nera del simpatico megalomane. La moglie e la figlia – e lui stesso – trovano una comoda casetta a Casal Palocco, la bimba si iscrive a scuola e la frequenta, all’insaputa del Governo Italiano, del Ministro dell’Interno, del Ministro degli Esteri e dei nostri Servizi Segreti. La bomba scoppia quando su sollecitazione di un ambasciatore kazakolui non all’oscuro del fatto -, la Digos (!!!) fa irruzione nella casa e impacchetta le due donne per rimandarle a casa, in modo che anche Ablyazov si convinca che in fondo la steppa non è un brutto posto per essere seppelliti. Ora, tenendo conto che ENI e AGIP hanno interessi notevoli in Kazakistan, tenendo conto che Nazarbaev ad oggi è un ottimo alleato dell’Italia nel mercato energetico, tenendo conto che risponde all’identikit del perfetto amico di Silvio (autocrate/dittatore/governante a vita di paesi verso cui l’Italia ha interessi commerciali: Mubarak, Putin, Erdogan, Lukashenko, Gheddafi, Bush… con gli ultimi gli è andata maluccio), svolgete il tema. Se ci vogliamo raccontare che Alfano non sapesse nulla, ci stiamo prendendo in giro. Se ci volessimo raccontare che solo Alfano non sapesse nulla, ci stiamo prendendo per il culo. E sarebbe il caso di nominare Presidente del Consiglio l’ambasciatore kazako, l’unico sveglio di questa vicenda. Infatti è irreperibile all’estero, ora.

Cercando un altro Egitto: grandi manifestazioni al Cairo, Piazza Tahrir torna finalmente di casa e soppianta pure Piazza San Pietro, da quando Bergoglio è a Castel Gandolfo (o in tour nelle Pelagie). 22 milioni di firme, roba che le vostre petizioni contro Green Hill sono una scorreggia, contro il presidente regolarmente eletto Morsi. Un tizio convinto che nel 2013, dopo aver visto la nipote, a Mubarak fosse potuta succedere la sharia islamica. Rivoluzione piuttosto! Delle migliori, gli illuminati militari garantiscono la transizione, come in un Cile qualunque. Entusiasmo per l’autunno della primavera araba in Europa, speranza che almeno con un colpo di stato El Baradei possa diventare Primo Ministro, ma non tutto va per il verso giusto. L’Egitto conta 80 milioni di abitanti, in quel successo mondiale che furono le scorse elezioni, vinte da Morsi al fotofinish, votarono in 25 milioni: ciò vuol dire che contro il Presidente regolarmente eletto non hanno firmato solo i suoi più stretti famigliari. Ma quando è stagione, non stiamo mica a guardare il capello. Anzi, guarda gli egiziani come lottano per la libertà, non come i sarchiaponi di casa nostra (tipo quelli che vorrebbero che il Presidente della Camera “facesse le leggi”, invece che rispondere a Marchionne). Solo che poi pure i musulmani-simpatici-dell’altra-volta, i Fratelli Musulmani, scendono in piazza, e il democratico esercito garantisce l’ordine pubblico sparandogli addossoa differenza delle manifestazioni di fraterno affetto con gli avversari di Morsi -, e forse qualche dubbio comincia a sorgere. Ma forse sono io che mi metto sempre dalla parte del torto o dello sfascio, ma mai come oggi gli altri posti erano stati così occupati.

Ah già, c’è Calderoli che dà dell’orango alla Kienge. Si nota dalla sua sensibilità che fa il Vicepresidente del Senato, la maggioranza di questo paese becero e fascista, invece, usa parole impronunciabili in prima serata per ribadire il concetto.

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