Archive | giugno 2013

Work in Congress.

work-in-progress

Nell’immagine, la Commissione per il Congresso del PD controlla che il fondo sia stato raggiunto o sia necessario prevedere nuove deroghe allo Statuto.

C’era così tanta fretta, dopo le dimissioni di Bersani di giungere ad un momento chiarificatore, che si è deciso la transizione di salute pubblica di Guglielmo Epifani con una fretta tale che l’Assemblea che avrebbe dovuto discuterne si è riunita solo per votarlo.

Il PD quando deve deve derogare alle regole o colmare le lacune statutarie è di una solerzia incredibile, un po’ meno quando si tratta di cose serie. In ogni caso, fatto il segretario traghettatore, il congresso – vicinissimo in tempi di scadenze naturali – è diventato l’orizzonte verso cui navigare, con calma olimpica e poche idee, ma ben confuse.

Le regole cambieranno o rimarranno le stesse degli scorsi congressi? Ci saranno le primarie aperte a tutti gli elettori o si tornerà alla sola consultazione tra gli iscritti? La carica di Segretario sarà obbligatoriamente coincidente con quella di candidato Premier? Continua a leggere…

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Qualche dubbio… sul potere.

l-esercizio-del-potere-3596274Ogni volta che Luciano D’Alfonso parla – e lo fa spesso – di cosa sia importante nell’amministrazione, puntualmente ricade lì, su quella parolina che rischi di fare correre i brividi lungo la schiena di chi l’ascolta: il potere.

La disamina è spesso condivisibile, ma la forma altrettanto spesso, mi lascia interdetto.

Il potere come motore e acceleratore delle capacità decisionali di un’amministrazione è il concetto di fondo di un’analisi della società che viene frenata ingiustamente da lacci e lacciuoli posto dallo stesso potere, è la visione alta del ruolo di governo, ma ogni volta nell’eccessiva purezza di questa visione il sottoscritto si perde dietro ai non detto e ai gesti che accompagnano l’esposizione dell’idea. E da buon avantologo – perchè basta con la dietrologia… – io mi preoccupo.

Mi preoccupo perchè traspare una concezione della politica come servizio sì, ma destinato ad una classe elitaria, che magnanimamente si spende per migliorare il migliorabile, ma in ragione di esigenze la cui priorità è lasciata al proprio giudizio o, al massimo, a quello dei suoi naturali e più affini interlocutori.

Ed è questo che non mi convince. Continua a leggere…

Linee guide (localizzate).

[Lo so, è lungo. Lo sapete, dovete leggerlo lo stesso.]

A distanza di poco tempo, è il momento di completare il ragionamento iniziato con il post Linee guide – la citazione è di un esimio intellettuale operante nel campo della sicurezza sul lavoro… –, e calarlo nella nostra realtà locale.

Non sono Barca, quindi non posso permettermi una cinquantina di cartelle di documenti programmatici, ma ritengo fondamentale riprendere a spiegare le ragioni di un’appartenenza, le basi e gli obiettivi di un progetto, per dimostrare quanto ancora sia necessario il ruolo di un partito organizzato, anche nel momento in cui sembra trionfare una specie di leaderismo votivo.

Sono il ragionamento, la dialettica, la contrapposizione delle tesi, il fulcro della costruzione di una proposta politica, non il demandare ad altri la bandiera di un pacchetto di idee preconfezionate, a cui aderire a scatola chiusa, provando a vivere della loro diffusione.

Ed è per questo che quel chi siamo? dove andiamo? ma soprattutto, quanti siamo? vuole essere la semplificazione più evidente di un tentativo di rimettere al centro della discussione le ragioni per cui questo partito rimanga ancora la risorsa fondamentale per aggregare tutte le forze alternative a questo sistema di governo, al cosiddetto berlusconismo a livello nazionale, al familismo clientelare in tutte le declinazioni locali. E il ragionamento, secondo me, è più semplice ora a livello locale che a livello nazionale, visto il nostro essere decisamente fuori da logiche spartitorie o da governi di larghe intese. Continua a leggere…

Te.Am., ora basta!

Dopo mesi di voci e dicerie, di notizie e smentite, di minacce e promesse, il quadro odierno lascia intendere che la Teramo Ambiente sta lentamente scivolando verso un’irreparabile rovina.

Oggi è il quarto giorno che non viene consegnato e stoccato il gasolio perché la Te.Am non è più in grado di pagare il fornitore, il cui credito è cresciuto fino a toccare i 200 mila euro, costringendolo di fatto ad una sospensione temporanea dei rapporti di fornitura. Continua a leggere…

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