Sobrio & Snello.

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Questo era il biglietto a Mario. Quelli a Silvio saranno in edicola col prossimo numero di Playboy. Ma quant’è snello!

Per cambiare un po’ stavo seriamente pensando a scrivere due righe su qualche aspetto decente di questo governo, ma oltre a non trovarne – nonostante una volontà ferrea di ricerca -, l’inizio dell’operazione simpatia su tutti i media, e i dati dei sondaggi di Ballarò, mi hanno convinto subito a desistere.

Questo governo mi fa schifo, non ce la faccio. E non mi aiuta quello che leggo e vedo su giornali e tv.

Intanto, dopo mariomonti e la sua sobrietà non potevamo rimanere a guardare, quindi Enrico il Giovine ha dovuto rilanciare: governo non solo sobrio, ma pure snello. Che volete? Se governava Silvio era ingrifato! trovatevi contenti. Ve lo dicono i sondaggi di Pagnoncelli (che quando lo nomini mariomonti si tocca, sobriamente).

Governo snello nel senso del peso politico specifico dei suoi componenti pari a zero: quattro marionette, tre sfigati, due tecnici, qualche donna e mettici pure un nero, se ce l’hai. Anzi, hai trovato una nera, grande! sei un genio, si vede che sei il Nipote! 

Con tutto il rispetto per la ministra Kyenge, ma non prendiamoci per il culo, ci sono più specchietti per le allodole in questo governo che nelle casse di chincaglierie dei mercanti di schiavi del primo Ottocento.

Perchè di sicuro non può essere snello un governo con 21 ministri e 41 tra vice e sottosegretari, costruito con il manuale Cencelli 2.0, dove il partito di maggioranza relativa cede i ministeri di peso (valore istituzionale e capacità di spesa) a chi forse sa veramente cosa farsene.

Ma dubito che sia persino sobrio.

Oddio, Enrichetto andrà pure a messa e non indossa foulard rosa shocking, né magliette con pailleettes che formano citazioni di Fabrizio Corona – quando incontra la Merkel -, ma se porti al governo gente di un certo livello come Miccichè e la Biancofiore, servirà tutta l’abilità dell’addetto alle estrazioni del Lotto della Ipsos per far credere agli italioti che la cifra del governo sia la sobrietà. Sì, nonostante un 30% ancora voti Berlusconi.

Ma Enrico il Giovine non è un fesso, e sa essere duro quando serve. E così sono due giorni che vedete il pugno di ferro del Presidente del Consiglio verso le inopinate dichiarazioni della Biancofiore sui gay, con tanto di posizione esemplare: rimozione dal sottosegretariato alle Pari Opportunità e trasferimento immediato alla Pubblica Amministrazione e Semplificazione. Roba da regime stalinista.

Intanto, a Topolinia, trema di paura lo spacciatore di fiducia di Miccichè, che c’ha messo 10 anni per trovare l’indirizzo del nuovo ministero del suo cliente preferito.

Tuttavia, e la faccio brevissima, non so se sapete chi sia Michaela Biancofiore. Poche informazioni in giro, ma da documenti ufficiali è una che si autodefinisce parte della Berlusconi Generescionsi scrive come lei lo pronuncia -, e che sostiene che il Santo Padre Silvio da Arcore, oltre ad essere amatissimo dai bambini, perseguitato dai magistrati, dai comunisti, è in fondo un uomo normale, con qualche difettuccio, tipo “amare le donne, ma almeno non è come Marrazzo che va a transessuali”. E questo è tutto, perchè non si trova traccia di lei se non nelle puttanate che dichiara.

Ora, non capisco perchè si debba esultare per il suo trasferimento a Sottosegretario alla PA, visto che in ogni caso pare non avere titoli nemmeno per occuparsi di quello e lo stipendio rimane immutato. Se non è perchè la Pubblica Amministrazione fa davvero schifo – potrebbe essere un indizio –, forse è perchè la sede è in un gulag vicino Krasnojarsk.

Ma ora che con la stessa abile mossa di quotidiani e TG, ho distratto la vostra attenzione, vi faccio sommessamente presente che forse il vero problema non è la pasionaria berluschina, né il fatto che Andrea Orlando capisca di ambiente quanto Ibrahimovic di vittorie di Champions League, ma, ad esempio, aver consegnato la guida – e la borsa – di Ministeri degni di questo nome a qualche lobby o gruppo di potere.

Per dire, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che nel tempo libero si occupa di tutte le infrastrutture e dei lavori pubblici di competenza nazionale, delle reti di comunicazione stradali, autostradali e ferroviarie, delle aeree e aeroportuali, marittime e portuali, dell’edilizia residenziale – pubblica e privata – e sovraindente alla pianificazione degli appalti pubblici di competenza statale, e che nel tempo ancora più libero dovrebbe vigilare su ENAC, ENAV, ANAS, Ferrovie dello Stato, è stato dato nelle capaci mani di Maurizio Lupi.

Che oltre ad avere una sciolta parlantina, aver fondato il Montecitorio Running Club, aver lavorato al massimo come addetto a portare il caffè caldo-caldo, quando si diceva giornalista, o come umidificatore di deretani flaccidi, da quando ha incontrato silvio, ha un solo merito, appartenere a Comunione e Liberazione.

Se vi sembra un fesso qualunque, ricordatevi di Formigoni.

Ma tanto c’abbiamo la Idem ministro dello sport. Sobria e snella.

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