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Il-gatto-con-gli-stivali-gall8

Se vi ricorda un manifesto elettorale delle ultime politiche, non è un caso.

Il Gatto Teramano (Felis Futurus Catus Teramanus) è un mammifero votivoro della famiglia dei centrodestridi. A differenza degli altri felidi, del Gatto Teramano si conoscono perfettamente le origini e l’area di provenienza, ed è facile risalire all’origine della razza e alla sua certificazione.

Da approfonditi studi, pare che la razza sia stata selezionata da famosi allevatori della Città di Teramo nel secolo scorso, e abbia dato il suo primo esemplare vincitore di concorso ufficiale nel 1990, quando dall’allevamento Tank-Ready venne selezionato a furor di popolo il capostipite del Felis Futurus.

Negli anni successivi l’areale del felino si è esteso, dalle mura della Città, fino a popolare l’intera provincia e gran parte della Regiona Abruzzo, ne sono la prova i 10130 esemplari censiti nel 2008, e gli oltre 28000 – spesso meticci non di razza pura – al Censimento del 2013.

Merito di questa diffusione è senza dubbio dovuto all’eleganza e all’agilità dell’attuale campione della razza, il micio Parvulus, caratteristiche che hanno fatto innamorare della razza giovani e non, amanti del pelo lucido e delle fusa suadenti e rumorose, consentendo una diffusione capillare della razza in brevissimo tempo.

Tuttavia, l’elevata capacità riproduttoria ha provocato la nascita dell’elevato numero di esemplari meticci di cui sopra, privi delle caratteristiche peculiari della razza. Ne sono esempio gli incroci – anche forzati – con alcune razze sue sorelle (e fratelli), che presentano nelle seconde generazioni la costante patologia della displasia dell’anca destra, frutto probabilmente di tare genetiche dovute all’incrocio con consanguinei reinselvatichiti – e quindi non certificati – che hanno impedito ad oggi alla famiglia felis italicus di superare il 2% dell’intera popolazione della colonia nazionale.

Nonostante il deludente risultato dell’Allevamento Siamo Sempre Noi, il Felis Futurus rimane nella nostra provincia ancora l’esemplare più ambito come animale da compagnia, sorta di status symbol di chi conta davvero.

Tuttavia, il Gatto Teramano – territoriale e più affezionato al cibo che al padrone – richiede cure notevoli e costose: il felino è tremendamente indipendente, e spesso manifesta esplicitamente la sua renitenza all’addomesticamento, producendosi nei suoi famosi “balzi” (si narra che il micio Parvulus riesca a saltare steccati persino ideologici), con i quali è in grado di saltare anche distanze enormi, pur di richiedere l’attenzione del proprietario. Altra caratteristica peculiare è il suo vivere in branchi numerosi, in cui sono perfettamente marcati il ruolo e l’autorità del maschio alfa, caratteristica che secondo gli studiosi, ha consentito al felino la rapida diffusione nell’area.

Ad oggi però, l’unico modo per rendere stanziale il felino, pare essere assicurare allo stesso e al suo branco, derrate alimentari per almeno 5 anni, e tollerare amorevolmente i suoi attacchi di indipendenza, pur di assicurarsi le sue ambite fusa e godere della sua abilità nella caccia al topo nelle scadenze decise dal Ministero dell’Interno.

Proprio il tentativo di renderlo completamente domestico, e capace di fare fusa a comando, pare essere l’obbiettivo della Fondazione Ambientalista di un noto porporato di Lettomanoppello, che pare stia proponendo un safari a scopo di cattura del Felis Teramanus. La possibilità di osservare da vicino i tentavi di riproduzione controllata della razza in cattività, hanno già spinto numerosi portatori ad offrirsi volontari per la missione ambientalista, specie nelle campagne vicino alla Città di Teramo, sperando di poter godere della compagnia di qualche esemplare della cucciolata.

Voci incontrollate parlano di esche davvero appetitose per il Gatto Teramano, e della concreta possibilità del reinsediamento di una colonia felina in Città, con a capo un esemplare di razza pura. Con i problemi all’interno dell’allevamento Tank-ready, pare che a capo del team di esperti sia stato chiamato l’esperto di incroci Ruphinus, già chiacchierato nei tempi passati per la spregiudicatezza di alcuni incroci, che parevano violassero protocolli e norme comportamentali dell’Ordine dei Poligenetici.

Rimaniamo quindi in attesa dei protocolli medici di riproduzione e delle pubblicazioni scientifiche a sostegno del progetto, per poter finalmente scoprire la concretezza dell’operazione.

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