Trolling time

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Perchè gli italiani vogliono che si tolga la falce, ma che gli si lasci il martello.

Siccome sono sempre convinto che le migliori analisi siano quelle fatte a caldo, specie quando le migliori arrivano in ritardo almeno di venti anni sulla situazione attuale, me ne frego di ascoltare la conferenza stampa di Bersani – perchè so già che tenterà di dire parole accomodanti davanti al drammatico esisto delle Elezioni 2013 –, e la fotografia dello scenario attuale me la faccio da solo.

Non esiste una maggioranza salda, e gli scenari logici che si aprono sono solo due.

1. Il vincitore delle elezioni, cioè quel povero cristo del Bersani sopra citato, forma un nuovo governo, con tutte le buone intenzioni del mondo, e prova a mantenere insieme questa Italia, sottoponendosi ogni tre per due all’imboscata parlamentare di grillisti e berlusconiani, causando più danni di un qualunque Governo Monti, facendosi dettare l’agenda di volta in volta dalle esigenze di chi deve fuggire dalla galera o riponendo la fiducia in chi di volta in volta vorrà abolire quanto accettato dagli altri.

Si prevedono una durata del governo di 6 mesi e il 2% per il PD alle successive elezioni, il 55% per Silvio. Senza contare i malpancisti interni, la compravendita e lo spirito di attaccamento alla poltrona che potrebbero far nascere un nuovo governo di unità nazionale con Berlusconi all’economia e Bersani all’ippica.

2. In un moto di follia, il buon Bersani si presenta in Parlamento con tre proposte: dimezzamento dei parlamentari, dimezzamento delle retribuzioni dei politici, nuova legge elettorale. Risultato: il primo non lo vota nessuno, anche perchè non c’è il tempo di una modifica costituzionale, la seconda passa a stento, ma non sarà mai abbastanza per nessuno, la terza non si fa, perchè se fai una legge con le preferenze il M5S alle prossime elezioni prende 10 parlamentari. Risultato, si torna al voto, vince Silvio con il 55%, il PD va al 10, perchè non ha fatto abbastanza. Senza contare il tempo perso a rispondere ad interrogazioni parlamentari su scie chimiche, signoraggio e biowashballs.

Intanto tra un’asta di BTP e l’altra 6 mesi costeranno 80mld di euro di interessi sul debito, e invece del reddito di cittadinanza, vi beccherete un aumento di iva di 2 punti, qualche nuova tassa, e un gettito fiscale in calo, perchè le tasse non le pagherà nessuno, in attesa del condono tombale silviesco.

Perchè è la terza opzione, quella illogica, che non può essere presa in considerazione, l’unica vincente: Bersani si presenta alla Camera e dichiara “fatemi una sega, sarà un piacere”, lasciando governare gli altri, quelli che non hanno corso per vincere, ma per determinare questo. Astensione fissa alla Camera – al Senato manco serve –, fategli abolire Equitalia, fategli bloccare il Paese, fate sì che gli stipendi e le pensioni non possano essere più pagati. Fategli portare allo sfascio questa Italia, che vuole che questo accada.

Al prossimo giro prendiamo il 60%, con un’affluenza alle urne dimezzata, perchè questo è l’unico modo per il centrosinistra di poter avere una maggioranza. Possiamo governare solo sulle macerie, ed è stato questo il vero errore di questo centrosinistra, non essere andati al voto 14 mesi fa, accettando per spirito istituzionale la supplenza di un sobrio mitomane, accollandosi la responsabilità delle scelte. Da responsabili a colpevoli, il salto è breve, specie nel cervello dell’elettorato italiota. Perchè in un paese come questo il suffragio universale è ancora un azzardo, e sarebbe il caso che questo partito prendesse coscienza che è inutile fare gli interessi del 65% della nazione che non lo vota, contando solo sul buon cuore e la filantropia dei propri elettori. Non è possibile essere consapevoli che uscendo per strada si dovrebbero prendere a sberle due persone su tre di coloro che si incontrano.

Ma tanto non l’avete ancora capito che “la gente non sono né di sinistra né di destra, ma sempre né di sinistra”.

La prossima volta voto Silvio, se continuiamo così.

ps: spero vivamente che i curatori del sito del PD nazionale e tutti i responsabili della comunicazione del suddetto partito vengano impiccati uno per ogni sezione, a monito e a futura memoria per tutti. E che dai lampioni dell’illuminazione pubblica pendano tutti gli elettori destrorsi che ora dicono “se ci fosse stato Renzi, l’avrei votato”. E sarebbe il caso che a quest’ultima cosa provvedessero i vari Tancredi locali, in ogni città, perchè noi non ne siamo capaci.

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