Ruffini Tripartisan e l’alto tradimento di Brucchi.

Leggendo le notizie apparse su alcuni quotidiani locali, giorno dopo giorno, si fanno spesso scoperte interessanti e si apprendono notizie che fanno quantomeno sorridere.

Stranamente e con stupore, alcune settimane fa, il consigliere Regionale Claudio Ruffini, tra le stanze di partito, si lanciava  in un pericoloso e quanto mai strano Coming Out:  Questa volta sostengo Bersani!

 Strano, perché pare che l’amico Claudio, di norma,  non usi mai schierarsi con largo anticipo su questo o   quel candidato, fatto salvo poi ponderare la scelta durante la campagna elettorale ed esprimere una certezza solo al rush  finale.

Questa volta, devo ammetterlo, ci aveva davvero sorpreso, lasciandoci felicemente stupiti ed ammutoliti, addirittura ci avevamo quasi creduto.

Questa mattina, leggendo il giornale non poteva passare inosservata la notizia con cui lui e il fido scudiero Di Luca (di cui non se ne conosce un’opinione dalla notte dei tempi ma sappiamo per certo firmare tutto ciò che Ruffini propone, un tandem ormai diventato inscindibile) alla domanda su quale dei competitor alle Primarie del Centro Sinistra sia il più convincente, hanno risposto senza ombra di dubbio: Renzi!

Ma come?!

Eppure non c’è da meravigliarsi, facendo una ricerca più accurata su internet, il buon amico Ruffini risulta ancora il reggente di una Fabbrica di Vendola sita in Via Cupa a Giulianova.

Allora, riassumendo:  A Claudio Ruffini piace Renzi, sostiene ufficiosamente Bersani e da una mano nella fabbrica di Vendola.

Ora, parafrasando Moretti, chiedo a Ruffini:  Claudio fai qualcosa di CENTRO!!! ( di sinistra non c’è bisogno) apri un comitato al Compagno Tabacci e alla Puppato, sono certo che sarai in grado di offrire il massimo sostegno a tutti i candidati!

Tralasciando l’amico Ruffini e guardando in casa del PDL però, si notano situazioni di gran lunga peggiori, storie che rimandano la memoria al tradimento di Giuda.

Il Governatore Chiodi visti i favolosi e millantati risultati ottenuti alla guida della Regione Abruzzo, vista la sua estetica sembianza da tecnico, veniva lanciato dai Mass Media locali e regionali come ormai prossimo alla guida del paese in un ipotetico Post-Monti, con l’ispiratore Gianni Letta in prima fila a convincere Berlusconi sulla tecnica bellezza del Governatore.

Indiscrezioni che avevano inorgoglito tutti i teramani e gli abruzzesi, i quali tra l’altro, stavano legittimamente aspettando che i pezzi da novanta del PDL Abruzzese rilanciassero con vigore la notizia, aprendo ufficialmente la campagna elettorale per le primarie del Centro Destra con un bel comitato a sostegno di Gianni Chiodi Premier.

Ma evidentemente e nonostante i giornalisti locali si fossero spellati le mani nell’elogiare il Governatore, scopriamo ora che non tutti erano felici di appoggiare questi propositi e con un pizzico di supposta gelosia, si sono diretti verso altri “Lidi”, ritenuti più sicuri e probabili.

Il Senatore Piccone, smontando tutte le nostre fantasie sulla bravura del Governatore e, non dimentichiamolo, ideatore della Bancarella del Gianni, abbandona il nostro amato Chiodi schierandosi in favore del più quotato Alfano, fondando in 49 circoli in 48 ore in Abruzzo, di cui 11 solo nel Teramano!

Ma ciò che ci lascia con il vero amaro in bocca è il tradimento del Sindaco Brucchi, il quale anziché schierarsi con fierezza al fianco del nostro possibile candidato Premier teramano, decide di tradirlo per appoggiare un altro Sindaco, quello di Pavia, tal Alessandro Cattaneo detto “Il Formattatore”.

A questo punto le cose sono due: o la candidatura a Premier è stata una farsa per rilanciare l’immagine considerata sbiadita del Governatore Chiodi oppure tra Teramo e la Marsica si è ordito un tradimento degno di ben altri momenti storici, con a capo il Sindaco Brucchi nelle vesti dell’Iscariota.

Mi auguro che il Senatore Tancredi ( sostenitore di Alfano) e il Sindaco Brucchi (di Cattaneo), possano ufficialmente smentire le loro odierne intenzioni ed aprire un comitato a sostegno del candidato Premier Gianni Chiodi, altrimenti e per contro, dovremo credere alle tesi proposte dai “maligni” oppositori di sinistra sul fatto che la gestione della Regione Abruzzo anziché essere virtuosa sia del tutto inefficace e a tratti deleteria.

In attesa di smentite.

Cordiali saluti

Stefano Alessiani

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