Chi comanda, dispone.

Chi facciamo incazzare oggi? (vado da D’Alema solo se mi garantiscono che mi firma il manifesto che ho disegnato io)

Facciamo questa prova. Come una Commissione Grandi Rischi qualunque, ho deciso di darmi alla divinazione, quindi questo post viene scritto oggi venerdì 26 ottobre, ma verrà pubblicato solo la sera di lunedì 29, quando i due eventi clou saranno già avvenuti.

E sarò felice di essermi sbagliato, ma dubito che la sostanza della discussione possa variare.

Evento 1: ore 19.00, Sala Polifunzionale della Provincia di Teramo, Massimo D’Alema parlerà di qualcosa, che penso abbia a che fare con le Primarie, alle quale non è candidato, ma in cui sostiene Pier Luigi Bersani. Come me, del resto. E come molti altri, spero. Ora, la mia posizione personale sul D’Alema politico italiano è chiara da tempo (e anche sul fatto che io sostenga Bersani nonostante lui e quelli come lui), è una posizione personale, magari condivisa da pochi, ma non c’entra nulla col motivo del contendere. Sarà stato un successo, centinaia di persone avranno accolto trionfanti il Lider Maximo, e saranno fioccati i flash. Quello che dico io è che un evento di questo tipo è relativamente utile – magari persino controproducente – alla campagna di Bersani, molto utile all’autopromozione di D’Alema e a chi si sente a lui vicino, magari per ringalluzzire gli agenti in sonno. Ma sono certo che pochi si sarebbero strappati le vesti a Teramo se non fosse stato stato invitato in Città, per dire, io avrei riso come un matto a vederlo sul palco a Roseto. Magari altri, invece, avrebbero avuto un coccolone. Ma questo passa il convento e questo ci prendiamo, perchè se qualcuno non si fosse attivato, non avremmo avuto nemmeno lui, e non si può dare la colpa della debolezza teramana a chi è più forte. Sempre massimo rispetto per chi le truppe cammellate può metterle in campo davvero. Quello che vorrei ribadire è che sostenere Bersani è possibile anche per chi non ama D’Alema, e che non è automatica l’identificazione dei sostenitori del Segretario alle primarie con gli apparati di partito o un’area particolare all’interno del PD provinciale, o ancora per i sostenitori di qualche futuro candidato alle Politiche.  Insomma, c’è pure qualcuno che rivendica il ruolo dell’ultimo giapponese – che è pure divertente – : prendere il sole su una bella isola nel Pacifico, sorseggiando un cocktail.

Evento 2: il Coordinamento Provinciale del PD avrà esaurito definitivamente l’argomento riorganizzazione delle provincie, qualche fucilata, qualche morto lasciato per strada, qualche sacrificio umano e svariate incomprensioni. Come la pensa il sottoscritto – anche in questo caso – è noto da un pezzo, ma credo che a questo punto il ridicolo non è più solo sfiorato, è trapassato. E anche qua la debolezza teramana è totale, tra minacce di querela, comunicati, lettere aperte e chiuse. Giusto per dire, non ho sentito nessuno – non esattamente nessuno… nessuno di coloro che contano – blaterare contro chi a Chieti ha manifestato coi fascisti per difendere il proprio campanile e non ha accettato una posizione un po’ più furba, come quella della provincia unica. ‘Na cazzata comunque, secondo me, ma che politicamente salvava capra e cavoli. Ma anche in questo caso con due consiglieri regionali su sei, Teramo Città – non essendo rappresentata, chè a quanto pare la Vibrata e Mosciano/Giulianova sono un altro mondo – non esiste e cede senza nemmeno storcere il naso. La posizione è talmente responsabile che non serve nemmeno dire due parole di circostanza, in fondo la provincia la volevano difendere i terramani di Teramo Nostra, dopo San Nicolò non fregava nulla a nessuno. Nemmeno a chi con quei voti era stato eletto.

Quindi le conclusioni: non importandomi di essere considerato una specie di Cassandra, sono costretto a far notare che si continuerà a riempirsi la bocca dell’importanza di questa Città sullo scenario politico regionale, della necessita del rilancio del Partito Democratico nella roccaforte del centrodestra, di frasi che cominciano con “perchè se si vince a Teramo… etc etc”, ma solo perchè questa Città è una comoda merce di scambio per una scalata in Regione, a Roma o per altri tipi di accordo.

Un PD debole a Teramo in fondo è la pacchia di tutti, dei rappresentanti delle altre provincie, come dei territori della costa, che ad oggi esprimono le posizioni apicali nelle istituzioni, e pure di alcuni rappresentanti teramani di spicco – più o meno, tutto è relativo -, che magari sperano di emergere grazie ad appoggi esterni, attenti più all’autopromozione che a portare avanti un progetto comune. Tanto a Teramo vince il centrodestra.

In altri ambiti la chiamerebbero sudditanza psicologica, non vorrei che poi si scopra anche qui che siamo di fronte ad arbitraggi truccati. Ma tant’è. L’importante è credere che tutto va bene, ancora una volta. Il preoccupante è quando qualcuno comincia a lavorare seriamente sulla base di queste premesse, rischiando di distruggere il poco di buono che si sta tentando di fare. In fondo se non abbiamo eletto un Consigliere Regionale nemmeno all’ultima tornata un motivo ci sarà. E i voti, come detto, contano quanto le truppe cammellate. E se non ce le hai devi allearti con chi ti promette di prestartele, basta fidarsi.

So che per il sottoscritto è troppo facile sputare sentenze, ma effettivamente cosa ho da perdere? non devo correre per un posto in Regione, né per un seggio in Parlamento, quindi… Tuttavia, sono così folle da continuare a crederci in questo partito, nonostante le primarie e i loro regolamenti scritti più dalla paura dell’oggi che dalla visione di domani, nonostante D’Alema, nonostante non si capisca perchè parliamo per mesi di provincie e poi abbandoniamo l’aula per non decidere nulla e tenere buona Chieti fregandocene di Teramo, nonostante i veterocomunisti e i post democristiani che resuscitano come gli zombies di Romero. Perchè spero che possa tornare il buonsenso, e soprattutto, viste le mie ridotte vedute, perchè spero disperatamente che almeno chi vuole rivendicare un minimo di autonomia possa lavorare davvero per Teramo, senza trasformarsi in una pedina buona per altre partite di scacchi. E spero che la politica teramana, e quella del PD in particolare, si svegli dal torpore e dalla paura di fare qualcosa, e smetta di pendere dalle labbra del primo imbonitore di turno. Da qualunque provincia esso venga, qualunque forza millanti.

Alla fine, però, a me non querelano. Al massimo telefonano. E comunque la vera notizia ormai sarà il numero di voti presi da Grillo alle regionali sicule…

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