CerebrolesTo per Topitti Senatore™.

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Topitti Senatore, il Popolo lo vuole™, il fenomeno dilaga, in attesa di passare dal virtuale dei social network alla realtà dell’urna elettorale. Ma chi c’è dietro Antonio Topitti e la sua candidatura al Senato? Seguiteci nell’indagine che ci porterà dalle oscure stanze di una sede del PD al retro di una libreria del centro storico di Teramo, per capire come nasce e come procede la vera novità dello scenario politico in vista delle prossime elezioni.

Avete mai visto qualcuno intervistarsi da solo? Esatto, proprio come in ogni apparizione di Berlusconi da Vespa, assisterete ad un confronto tra il sottoscritto, Maurizio, abilissimo campaign strategist ed inventore de Topitti Senatore, il Popolo lo Vuole™ – d’ora in poi Topitti Senatore™ –, e il sottoscritto, CerebrolesTo, celeberrimo blog (che qua di blogger ce n’è più d’uno).

Ma senza tutta quella bava in giro.

Ovviamente se non sapete di cosa si parla siete costretti a fare un giro qui: Topitti Senatore, il Popolo lo vuole e diventare fan. Aiutateci a realizzare un sogno!

C: Topitti Senatore™, scherzo o realtà?

M: Intanto se ne parla, quindi è l’ennesima prova che la realtà non è sempre così scontata. Si parlava della necessità delle primarie per la scelta dei candidati, e visto che l’argomento poteva passare in secondo piano con le primarie per la premiership del centrosinistra, serviva qualcosa che potesse ricordarci che la vera battaglia è quella di riconsegnare il potere di scelta dei propri rappresentanti agli abitanti dei territori. E Antonio ha deciso di impegnarsi in prima persona in questa battaglia.

C: Quindi…

M: Quindi ha dato la propria disponibilità a movimentare il campo del centrosinistra, spingendo in prima persona per vedere confermato il progetto di consultazione preelettorale, già annunciato dal Partito Democratico provinciale. Antonio quindi ha detto che, se fosse servito, si sarebbe presentato per competere per un seggio a Palazzo Madama.

C: Ma cosa potrebbe avere a che fare Antonio Topitti con il leit motiv del rinnovamento, che pare piacere tanto ultimamente?

M: Premesso che (cit.) – questa la capiranno in pochi – non potevamo presentare un diciottenne al Senato, serviva una persona con un minimo di esperienza e pronta ad una competizione impegnativa, qualcuno che si mettesse a disposizione per passione, più che per la certezza del risultato. Di Topitti tutto si può dire, tranne che non sia una persona che ama la discussione o che sia un politico di professione o d’apparato. Topitti è comunque un imprenditore, che conosce le difficoltà del datore di lavoro come del dipendente, che ha un lavoro e una famiglia, e fa politica per passione: non è quindi il solito politico “istituzionale” nel senso deteriore del termine. Ed è comunque una persona conosciuta ed apprezzata in tutta la Provincia, cosa non trascurabile, quando si pensa che chiunque dovesse presentarsi alle primarie – quando si faranno – dovrà necessariamente scontrarsi con candidati molto forti. E poi Topitti è teramano, mentre fino ad ora questo territorio è stato un po’ trascurato dal centrosinistra in quanto a rappresentanza nelle istituzioni che contano.

C: Dunque così nasce Topitti Senatore, il Popolo lo vuole™. Ma non sarà che qualcuno pensa ad uno scherzo?

M: Qualche dubbio mi è già stato espresso, ma se il candidato è davvero diverso dagli altri e non vuole solo sembrarlo,  anche la sua campagna deve esserlo. I social network sono quello che sono, e io predico da tempo che il linguaggio usato deve essere funzionale al messaggio, ma soprattutto calibrato al mezzo. Ha più visibilità su Facebook una pagina ironica o di citazioni idiote oppure il Club dei Fans di Fogazzaro? la risposta è troppo semplice, e poi anche il personaggio fa la sua parte: Topitti ha uno stile inconfondibile, è ironico, ma soprattutto autoironico, e per parlare di cose concrete questa è una dote fondamentale. Si scherza sulle cose serie, è troppo facile ridere dell’idiozia.

C: Quindi è un esperimento sociologico e di comunicazione?

M: La campagna virale – mo’ me gaso, quasi capissi qualcosa di comunicazione – potrebbe esserlo, almeno alla fine della fiera uno può dire “ci siamo divertiti”, ma oltre alle battute arriveranno i contenuti, contenuti che comunque ci sono da sempre: se uno dice Topitti oltre al papillon ti vengono in mente Teramo Nostra, il PD, i Per Davvero, le posizioni più volte ribadite sulla difesa di Teramo capoluogo, la denuncia di cosa non vada in città e nel tessuto economico locale, e perchè no la critica all’inattività dei politici locali che siedono a Roma, che per restare in tema, venne pubblicizzata sotto forma di verbale di contravvenzione, da un Topitti-vigile. Non aveva nemmeno bisogno di essere indirizzato: dietro lo show c’è il concreto.

C: Da qui l’icona e lo slogan…

M: Esatto, rayban, cappello, baffi e basette, inconfondibile! e Topitti Senatore, il Popolo lo vuole™, frutto di un lampo di genialità assoluta – grazie, al solito fino all’anno scorso avevo un solo difetto, ero presuntuoso – un foglio A3 e una penna. E la furbizia di scattare una foto al momento giusto. Ora, come si è visto, se ne parla. E se ne parlerà sempre più seriamente! E adesso che arriveranno gli spot…

C: Ma che ti credi, Casaleggio?

M: Con i mezzi di Casaleggio e i fondi di Grillo, Topitti lo candidavo alla premiership del centrosinistra, o quantomeno a Presidente di Confindustria. Anzi, mi ci presentavo io direttamente…

Chi c’è dietro Topitti? la domanda rimbalza anche nella blogosfera. Ma dietro Topitti c’è solo il Popolo! (e anche la ggente, come si legge dal cartello…)

C: Ci dobbiamo preoccupare, insomma. Le ultime due domande serie, la prima: chi c’è dietro Topitti?

M: Come già detto, nella foto, c’è chi regge il cartello, e la notizia è che è un alto dirigente del PD. Ma in realtà dietro, come già detto, ci sono tutti coloro che insistono perchè si facciano davvero le primarie per la scelta dei parlamentari, magari su base regionale, perchè qualunque sia la legge elettorale – se mai verrà cambiata – il cambiamento ed il rinnovamento vengano dal basso, non per cooptazione né sulla base della difesa di rapporti di forza sedimentati. Insomma oltre al fatto che le primarie si facciano, vogliamo pure che siano una competizione vera. E Antonio si è prestato a questa sfida.

C: Possibilità di successo?

M: Non vorrei diventare serio proprio ora, però non si sa mai: quando si fanno le primarie le persone votano chi ritengono più affidabile, e al momento ancora devono delinearsi eventuali competitors, ma di sicuro se davvero questa candidatura dovrà essere formalizzata, si parlerà davvero di cose serie. Magari facciamo un ticket con la Camera, con un’altra candidatura “eccezionale”. E poi diciamolo, come ha detto giustamente Topitti, lui l’abbigliamento adatto per Palazzo Madama ce l’ha già, non deve nemmeno comprarsi una cravatta per l’occasione, come si narra facessero i neoparlamentari del PCI una volta giunti a Roma. Topitti spazia da fine ‘800 fino al rock, è il Topitti style, ed è l’unico candidato a poterlo vantare.

C: Perfetto, mi hai convinto. Cerebrolesto si schiera con Topitti Senatore, il Popolo lo vuole™. E vedi di mantenere quella promessa di girarmi il 20%, senza accampare scuse, come che taglieranno proprio il mio di 20% dallo stipendio di parlamentare.

M: Ottima scelta, meglio il 20% a te che 30000 euro per una candidatura a qualcun altro!

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