Carambola e filotto.

A momenti c’ero cascato anch’io…

Continua la polemica su quanto avviene intorno – in ogni senso – all’ospedale teramano, dalle vicissitudini parentali e giudiziarie del suo illuminato manager, ai più pratici problemi di sosta dei pazienti della struttura. Tra nipoti, indagini, emolumenti, birilli e soste orarie il clima si fa caldo, quasi come nei reparti senza aria condizionata del Mazzini.

Ma in fondo, Maggiori servizi con pareggio di bilancio™ non poteva solo essere un manifesto – pardon, telo – promozionale all’uscita del Lotto Zero.

Non mi voglio dilungare, c’è poco da scrivere quando va tutto bene. Va tutto così bene che se prima almeno mi sforzavo di lamentarmi per il modo ridicolo in cui è stata gestita la situazione parcheggi di Piazzale Italia, ormai non ne sento più il bisogno, dopo che il consigliere Fracassa pare aver preso in mano saldamente la situazione nella lotta alla gabella occulta, e lo stesso Sindaco ha promesso di intervenire.

In fondo, quando si palava di parcheggi e ospedale, di zone da riservare alla sosta libera e altre per quella dei dipendenti, dei malati cronici e dei portatori di handicap fui apostrofato come “un tale in cerca di visibilità” da un tale che ha destinato parte del suo premio produttività per risarcire l’ente che glielo ha elargito, per aver utilizzato indebitamente un’auto di servizio. Ma in fondo che vuoi che sia, ora tutto va meglio: io mi lamentavo della chiusura dell’area intorno all’eliporto, mi venne risposto che era temporanea per realizzare gli ingressi riservati e le strade di servizio del parcheggio accessibile con apposito badge, ora vedo che tutto è tornato come prima, con la zona caldaie riservata ai dipendenti, e quella vicina all’eliporto restuita a sosta libera. La famosa strada di accesso, (la cui realizzazione costringeva a rendere inutilizzato il piazzale)… richiusa. Boh!

Cosa pensavo del nuovo megaparcheggio dell’ospedale l’ho detto in altre occasioni, posso giusto aggiungere che effettivamente fa schifo pure a vederlo da lontano, che forse era meglio attrezzare zone di sosta a raso, piuttosto che occupare con un cantiere perenne il piazzale, avendo in più la scusa di “birillare” il mondo, riducendo gli spazi di sosta in nome della sicurezza. Il progetto del mega-mezzo-parcheggio sarà stato anche approvato da esponenti del PD, ma di sicuro non da me, e comunque, è l’ennesima prova che la modellazione 3D e i rendering architettonici non hanno ancora raggiunto un livello accettabile di rappresentazione della realtà. E pure Rambaldi è morto…

In ogni caso qui trovate il post di Dicembre, e qui il mondo della sosta a tempo alla teramana. Così evito di digitare di nuovo gli stessi caratteri.

Quindi dall’apertura del mega-mezzo-parcheggio ad oggi, non ho nulla da aggiungere, e se prima scrivevo:

Ora abbiamo anche il megaparcheggio dell’ospedale! a metà, ma ce l’abbiamo. Il pagamento invece è sempre intero. Perchè a Teramo si paga per andare al pronto soccorso, a fare una seduta di chemio, per andare a farsi visitare. Cioè, lo so che anche nel resto d’Italia si paga il ticket, ma noi abbiamo anche l’addizionale di stallo.

Che potrebbe essere anche accetabile, in fondo sono sicuro di trovare un comodo parcheggio a due passi dalla struttura sanitaria, ma che oltre al danno di aspettare qualche ora in fila al Pronto Soccorso, debba avere anche la beffa di pagare di più se il tempo che aspetto aumenta, mi sembra proprio una porcata.

Però costa solo 70 centesimi l’ora, e quindi è economico,

oggi posso solo aggiungere che abbiamo anche i birilli, e nemmeno con l’erosione naturale l’immagine del megaparcheggio pare destinata ad essere quella del progetto. Però in caso di calamità alcune aree potranno essere sfruttate come ospedale di emergenza. Non ho capito se si deve sperare o meno in un’eruzione vulcanica.

Ma in fondo va tutto bene, e potrà solo andare meglio, con 23 milioni di euro risparmiati e spendibili. Nonostante questa squallida opposizione che continua a scagliarsi contro l’eccellente professore aquilano solo per colpire l’odiato Presidente della Regione – che lo ha nominato e continua a mantenerlo lì, comunque –, tutto va addirittura benissimo. Basta trovare le persone giuste a cui dirlo. Magari, passando “per caso” davanti al tuo luogo di lavoro mentre dovrebbe svolgersi una conferenza stampa di pericolosi sediziosi, potresti trovare un onorevole così combattivo e preparato da poterti persino chiedere scusa per il disturbo, se ti ci metti a parlare.

Eppure, con il sole a picco e 40 gradi all’ombra, sarebbe bastato prendere sottobraccio il genio del management del dolore post-operatorio e dirgli “qua fa troppo caldo, andiamo a parlare al fresco del reparto di Medicina”. O telefonare e farsi indirizzare correttamente al reparto adatto, dopo aver eseguito lo slalom gigante, senza penalità, e un rinterzo con effetto.

ps: c’è una petizione per la richiesta di installazione di condizionatori in tutti i reparti del Mazzini, per la riduzione delle liste d’attesa e il potenziamento del day ospital oncologico. Potrebbe essere inutile, ma almeno è un altro segnale per spiegare che le cose non vanno poi così bene. Nè intorno, né dentro il Mazzini.

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