Disinformare per desistere.

La gente non mente, la gente se ne frega della scienza, perchè è per la democrazia. No alle imposizioni della casta, si a Yahoo! Answers.

Dico cose già dette e vedo cose già viste, / i simpatici mi stanno antipatici, i comici mi rendono triste. (F. De Gregori-M. Locasciulli, Povero me, 1993)

Bene, fine dell’analisi della politica nazionale per questa settimana – ma direi anche fino a ottobre, che non succederà nulla di nuovo –, torniamo ad un argomento più volte sviscerato su questo blog, e spesso oggetto delle mie profondissime riflessioni: la scienza, la fede e il complotto.

Erano i massoni a tirare mele in testa a Newton mentre schiacciava il suo pisolino pomeridiano? Il secondo principio della termodinamica è un inganno della lobby dei costruttori di frigoriferi? Cosa dice la scienza non ufficiale? Esiste davvero una trasformazione che possa portare l’UDC in una coalizione con PD e SEL senza perdita di elettori o addirittura a rendimento maggiore di uno?

Queste sono le domande a cui gli abitanti del pianeta volgiono risposte, per questo esistono Mistero e Voyager. Per tutti gli altri bastano i culi di Studio Aperto e la certezza che “fa caldo”, come dimostra il gelato della nostra inviata. Esaminiamo dunque i fatti più importanti della settimana.

Si consuma di meno ad andare in bici. In ogni caso se la facevate sferica potevate sfruttare l’effetto rotolamento.

Auto ad aria compressa: la novità entusiasmanate più vecchia del decennio, sempre in fase sperimentale, per colpa della lobby del petrolio, che dopo aver fatto sparire l’inventore del motore ad acqua, da anni rema contro le tecnologie innovative. Ancora sto a chiedermi dove siano tutte le altre lobbies, che con nuove tecnologie potrebbero diventare più potenti di quella dei petrolieri, e ricomprarsi Ibrahimovic e Thiago Silva da quel maledetto sceicco con la baguette sotto il braccio. In ogni caso, i controinformatori ci tengono a far sapere che questa informazione vitale è al solito nascosta, infatti ne parlano pure Corsera e Repubblica. Che il rendimento di un motore sia un indice fondamentale, invece, non lo vuol capire nessuno – nemmeno chi è pronto ad investire soldi non suoi per costruire il nuovo motore nemmeno sulla base del progetto originario, che è in concessione ad altre aziende (il progetto ZeroGas, sui social network va alla grande…) –, come che l’uso dei derivati del petrolio non è dovuto ad un complotto massonico, ma alla densità di energia propria di queste fonti energetiche. Ah già sono dati della scienza ufficiale, ma l’entropia se ne frega dei referendum, delle raccolte di firme e persino dei mille “mi piace” ai vostri link su Facebook. In attesa del genio che costruirà tutte le strade in discesa.

Que se jodan: ha suscitato indignazione – e te pareva… – l’infelice esultanza della deputata del Partido Popular, Andrea Fabra Fernández, durante l’annuncio del premier spagnolo Rajoy della riduzione dei sostegni finanziari ai disoccupati, tra scroscianti applausi dei suoi compagni di partito, ha tenuto particolarmente a suggerire ai fannulloni disoccupati spagnoli il modo per impiegare il loro tempo libero, facendosi fottere, ancora. Si è poi parzialmente giustificata dicendo che non si riferiva ai disoccupati spagnoli – per i quali erano già sufficienti i provvedimenti di Rajoy, che raggiungevano lo stesso scopo –, ma si rivolgeva ai banchi della minoranza socialista, come prevede il rispetto istituzionale. Dopotutto la deputata ha un albero genealogico di tutto rispetto, come la fedina penale dei parenti prossimi. Questo sarebbe nulla, se non fosse che qualche indignado – uno di quelli che hanno deciso che era meglio andare a destra, per protestare meglio – ti posta un video su Youtube, dove si stigmatizza il comportamento della giovane Andrea, in contrapposizione alla sincera commozione davanti alla richiesta di sacrifici della nostra Santa Ministra delle Lacrime. Vabbo’ c’è un limite a tutto, dategli l’Oscar, ma non fatela santa. E’ bello sapere che la Rete funziona così bene, com’era? ah già, se scrivi una puttanata, arriverà subito qualcuno a correggerti. Con un altra puttanata.

Favole francesi: torna di moda l’esotismo, siccome l’erba del vicino è sempre la più buona, gli spagnoli guardano all’Italia, come gli italiani guardano alla Francia – tranne Giannino che guarda a SandySprings e continua a vestirsi al buio – in una catena che ci restituisce la tara della situazione internazionale. Sappiate che Hollande ha moltiplicato i pani e i pesci, ha trasformato l’acqua in champagne ed emette peti al profumo di violetta. Lo sapevo che i socialisti erano i mejo, ma qua siamo andati oltre ogni rosea previsione. Peccato che praticamente siano cazzate, e che questa non è pubblicità positiva, ma solo l’esaltazione del solito movimentista sedicenne che non distingue la realtà da una puntata di Lucignolo. Anche perchè a leggere bene alcune castronerie sarebbero più adatte al programma della Le Pen: “chi offre crediti agevolati ad aziende che producono merci francesi riceve agevolazioni fiscali”, praticamente più Camembert per tutti. A nessuno viene in mente di controllare, perchè sicuramente i media oscurano l’informazione non ufficiale e non vogliono che anche l’Italia intraveda il sol dell’avvenire, e se in Francia ne dovessero parlare, cazzo, qua il gruppo Bilderberg e gli Illuminati ci hanno fatto studaiare l’inglese. Complotto.

Occupy Parlamento: l’11 luglio la più grande manifestazione di popolo stava per prendere corpo, migliaia – milioni? – di persone pronte a formare una catena umana intorno al Parlamento, per protestare contro questo governo, l’Europa e le sue imposizioni e per riprendersi “la dignità di Popolo sovrano ed indipendente”. Peccato che poi si siano presentate manco un centinaio di persone, roba che un happy hour al bar più vicino ne avrebbe richiamate di più. Ma è colpa dei media tradizionali che censurano iniziative che partono dal basso come queste, e pure dei sabotatori che “rallentano le nostre pagine Facebbok” [cit.]. Il dubbio che per mobilitare attraverso la rete centinaia di migliaia di persone, e convincerle a scendere in piazza, servano un testimonial riconoscibile – magari genovese e “contro” – una discreta mole di denaro e qualche infarinatura di marketing di un qualche consulente d’immagine nemmeno vi sfiora. La Casaleggio puoi ingaggiarla anche tu, ci sta pensando persino il PD.

Sindacalisti a braccetto coi padroni. Per fortuna Mario il Sobrio è contrario alle unioni contro natura, l’assemblea nazionale del PD ha capito subito l’antifona, sennò poi l’agenzia di rating del Vaticano gliela faceva pagare cara.

Downgradami ‘sto bond: se dalla controinformazione si passa alla disinformazione, possiamo dedurre due cose: 1. finalmente entrano in campo i professionisti, 2. fa più figo chiamarla disinformatia, anzi дезинформация, e urlare “complotto demo-pluto-giudaico-massonico”! Purtroppo le svolte autarchiche o i governi di salute nazionale che si reggono su larghe intese portano soprattutto a questo. Moody’s – che non è una catena di fast food – ha detto che l’affidabilità del nostro Stato nel restituire il denaro che si fa prestare continua a peggiorare, e tra poco conviene più regalare denaro al tossico che ti chiede un euro per iscriversi all’università, piuttosto che darlo a mariomonti, che magari ti ci farà pagare pure delle tasse sopra (oh, in fondo era un’idea bertinottiana, “de sinistra”). Cose brutte, insomma. Come minimo – si l’ho letto –, dovremmo vietare alle agenzie di rating di valutare la nostra affidabilità. Certo, come dire, da domani si vieta la moviola in tv perchè sennò ci accorgiamo che l’arbitro si vende le partite. Mi sembra un’idea geniale. Una puntualizzazione, le agenzie di rating sono brutte, sporche, cattive e magari piene di agenti del Mossad, hanno fatto enormi cazzate nel 2008 per tutelare i propri investimenti a scapito dei risparmiatori e degli azionisti di aziende in cui non avevano partecipazioni, ma se gli investitori e quelle entità incorporee che sono i mercati – che fanno la tara alle informazioni e non attraverso il blog di Beppe Grillo – continuano a fidarsi più di questi covi di serpenti velenosi, piuttosto che della sobrietà e del rigore dei governi che si succedono nel nostro Paese, io starei zitto e tornerei a (fingere di) lavorare. Capito Mario? Ultima cosa, i dati a Moody’s glieli passa il nostro governo, come il rating stesso è richiesto anche dal nostro Paese, i reports vengono rilasciati in anteprima al committente e poi ai “mercati”. Mario, ma com’era quel fatto per cui tre giorni prima della pubblicazione te la prendevi con Squinzi e la Camusso che remavano contro? In ogni caso se paghi qualcuno e non ti piace quello che ti dice, prova a pagarlo di più. Con la Grecia negli anni ’90 funzionò.

Fine della settimana, il caldo impera, i cervelli friggono e l’idiozia non è mai stata così in forma. Ma può solo aumentare, come l’entropia. E in ogni caso quelli contro cui combatteva Don Chisciotte erano davvero mulini a vento, e nonostante ciò riuscì a prenderle da loro come fossero giganti. Alla prossima.

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4 responses to “Disinformare per desistere.”

  1. Francesco says :

    Sei un mito!

  2. fausto says :

    Energia che ci lascia, saluti. Però fa effetto Monti che va alla corte di Putin: siamo alla canna del gas, e forse stanno pure per staccarci la fornitura…..

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