Canta che ti passa.

Caro Pierfurby, anch’io dopo le amministrative cantavo per te. Il De Profundiis.

E’ bello vedere come il Governo più sobrio della storia della Repubblicase Einaudi offriva la mezza mela rimanente a Montanelli, mariomonti ci tiene a far sapere in ogni conferenza stampa che mangiano solo tramezzini nelle pause del CdM – si stia impegnando nelle riforme epocali che cambieranno l’Italia e il mondo senza perdite di tempo. Pare quasi che non ci dormano la notte, tanto è lo sforzo, e tale è il risultato: come consigliano in autostrada, forse è il caso di fermarsi a riposare in area di servizio, o anche solo di un po’ di valeriana.

Prendiamo la Fornero, tra crisi di pianto, “paccate” di miliardi e evidenti difficoltà matematiche, tra una riforma del lavoro ad minchiam e un articolo 18, riesce pure a sbottare contro un Mastropasqua qualsiasi, che non divulga i dati che piacciono a leio non riesce proprio ad evitare di divulgarli -, nella consueta sbroccata settimanale.

Ora, il mio grezzo materialismo maschilista potrebbe facilmente spiegare questi comportamenti, senza scomodare analisi più pronde… Cosa avete capito, è chiaro che trattasi della solita persona che incapace di avere un lavoro serio (e vero, oltre che onesto), finisce per insegnare economia in un’università statale e scrivere quattro analisi sul welfare su commissione, con relativo pagamento. In fondo è una che mette tra le proprie pubblicazioni scientifiche le dispense del corso che tiene a Torino (Esercitazioni e temi d’esame di macroeconomia. Anno accademico 1995-96).

Ma restiamo sobri.

Come mariomonti quando decide di convocare una conferenza stampa con Hollande in concomitanza con un gol di Pirlo alla Croazia – ecco a cosa servono gli iPad durante le conferenze a giornalisti e funzionari -, e lui spiega che “c’è una partita”, o quando auspica provocatoriamente una pausa di riflessione per questo calcio malato, così insensibile alla sobrietà che da novembre contraddistingue tutti gli altri ambiti del paese.

Ma il Governo, nonostante tutto, lavora. E produce, mica come quei lavativi di Pomigliano che invece di stare in fabbrica a produrre futuro lavoro per i meccanici, pretendono di scioperare. Produce e impegna a produrre persino le Camere! In attesa di discutere di leggi anticorruzione, misure per lo sviluppo, cda RAI o anche solo di una nuova legge elettorale, finalmente la commissione cultura della Camera ha dato via libera alla sobria introduzione dell’obbligatorietà dell’insegnamento dell’Inno di Mameli nelle scuole! Naturalmente in Alto Adige gli alunni non saranno obbligati a cantarlo. (no, non sto scherzando)

Meno male, era davvero fastidioso per Napolitano assistere a tutte quelle parate – l’ultima a Venezia qualche giorno fa – con quella manica di ignoranti intorno che fanno poropò-poropò alla fine della strofa. Solleciterei un comma per impedire che venga martoriato da gente come Arisa, e consiglierei di prendere esempio dalle Filippine, dove una proposta discussa al senato prevedeva due anni di prigione e una multa di circa mille e seicento euro per chi osasse cantare l’inno nazionale in maniera non appropriata o cambiando le parole, prevedendo che all’esecuzione ogni cittadino debba essere tenuto a mettersi sull’attenti e cantare con fervore, in segno di rispetto. Mi sembra una proposta di seria sobrietà, nonchè indice di sano patriottismo, altro che fare sfilare la Municipale di Roma il 2 giugno.

A proposito di musica, c’è chi canta, chi suona e chi è suonato. I tifosi irlandesi, mentre la loro fortissima nazionale veniva presa a sberle dalla Spagna, cantavano a squarciagola – ignoti i risultati all’etilometro –, la cosa non ha potuto non esaltare il nostrano Pierfurby, abituato come loro a non vincere un cazzo e festeggiare lo stesso, senza Trapattoni in panchina, ma con Cuffaro in una branda a Rebibbia. Devono essere retaggi paleocristiani, in fondo i condannati al martirio cantano sempre, ma data la situazione nazionale ed europea chi suona per noi sembra essere l’orchestrina del Titanic.

Per finire voglio segnalare la meritoria iniziativa de La Repubblica delle Idee, che porterà sul ring bolognese la sfida degli intellettuali italiani per il domani: moderato dal direttore Ezio Mauro, all’angolo destro in calzoncini azzurri il pluri-incaricato moderato liberale mariomonti, e all’angolo sinistro-ma-non troppo il predicatore della domenica, Eugenio Scalfari.

Titolo dell’incontro “Insonnia, vincerla si può: i poteri forti e la forza dei potenti, dalla virilità dell’Italia di Pozzo ai froci di Prandelli “. State tranquilli, finirà in tempo per la partita di lunedì sera.

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One response to “Canta che ti passa.”

  1. ruggieri79 says :

    Post divertente. Sai che non condivido tutto, ma apprezzo lo stile beffardo. Implementa Disqus e troverai più commenti .

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