Un, due… 5 stelle

I conti della serva, inutile usare un sistema di equazioni differenziali per studiare i flussi, quando ti dovrebbero interessare solo le somme.

Privo dell’autorevolezza che si guadagna sparando cazzate ben retribuite per almeno 20 anni, il sottoscritto la sua analisi del voto l’ha fatta, e non è poi così complicata.

E’ stato fatto di tutto per semplificare la politica, dal referendum sul maggioritario alla candidatura della Minetti e del Trota alla Regione Lombardia, quindi è inutile applicare analisi troppo complicate a fenomeni tanto scontati come quelli delle amministrative appena concluse, limitiamoci ai fatti, e soprattutto ai numeri.

Come nessuno si aspettava il PDL (e non “la” PDL, gentilmente) era in trasferta a festeggiare l’insediamento di Putin, e i quattro maggiordomi chiusi fuori da Via dell’Umiltà raccolgono quello che è il loro peso quando manca il padrone, specie da quando hanno a capo del partito l’affascinante ed ammaliante Alfano, il castoro dalla testa a specchio.

La Lega si dissolve, tranne dove riesce ad esprimere amministratori capaci, da sempre in rotta con il rincoglionito che teneva famiglia, Tosi stravince con la Lega e il PDL eretico, ma in realtà vince da solo, perchè a parte il rutto libero in trance da barbaro sognante, pare che sappia amministrare. E soprattutto i leghisti veneti rivogliono la segreteria del partito regionale in mano a loro, dopo l’occupazione militare dei lumbard bossiani.

Il PD, in fondo, vince, ma non fa notizia, perchè sennò non si vende una copia, ma nessuno dei commentatori – autorevoli – riflette sul fatto che in questo paese, da sempre, quando perde la destra non vince mai il centrosinistra, tuttavia è il primo partito del paese, esprime sindaci e dimostra di esistere. Di solito quando appoggia o designa candidati credibili, molto spesso di sinistra, toh.

Il Grande Centro, il Terzo Po(po)lo, il Polo della Nazione, insomma quelle quattro vecchie volpi (volpi di che poi, direi piuttosto pulci) di Fini, Casini, Rutelli e il Pupazzo Gnappo – e che me li posso pure ricorda’ tutti… – colgono un grande successo, come fotografato dalle parole stesse di Pierfurby: “i moderati italiani sono sommersi sotto un cumulo di macerie”, tranquillo difensore delle famiglie, gli zombie non possono morire così, riuscirete a riemergere. O vi aiuta il futuro partito berlusconiano dal nome ancora nell’ombra – ad ora pare Forza Zero Tituli –, o vi aiuta qualche geniale manovra del PD. Quello che emerge in Italia è chiaramente la voglia di centro, vero? Non possono nemmeno suicidarsi come i lemmings, sono troppo pochi per migrare.

Tralasciando IDV – solo Palermo, con un candidato poco IDV, votato dall’ala destra del PDL – e SEL, rimane solo il M5S, che guarda caso erode soprattutto consensi a loro, ma intercetta anche il voto generico di protesta e quello giovanile: arriva al ballottaggio a Parma, dove l’opposizione si faceva con le pentole e i coperchi sotto il municipio, piazza un ottimo risultato a Genova, dove pur di votare contro Doria qualcosa si doveva fare – Grillo di dov’è? –, rimane un problema: è presente in 96 comuni su 1000, a parte i buoni risultati già detti, non sembra che nel resto del mondo ci sia questo enorme sfondamento. Certo elegge il sindaco a Sarego ‘ngulo! -, ma in comuni dove si presentano solo liste civiche, ritengo che il simbolo del Movimento valga molto di più uno scudo con due torri e un druido: per la cronaca ha vinto di 20 voti. E se ci dovessimo basare su questo, a Rosello ha vinto Federico Moccia, con l’89.4%. Tre Metri Sopra Grillo, insomma.

In ogni caso, se non attirasse su di sè anche i voti di destrorsi, pidiellini dal voto funzionale, leghisti in libera uscita, io firmerei per un ballottaggio in ogni città tra centrosinistra e grillini: di sicuro si parlerebbe di contenuti. Peccato che la prossima volta il centrodestra tornerà a votare, quando si tratta di politiche non sentono nulla, il tifo è troppo forte.

Un’ultima parola per Napolitano, dall’insediamento di Monti in poi ha la sindrome di Gesù Cristo – o di Berlusconi –, certe volte è bene tacere, lo ha fatto spesso con Silvio, può farlo anche ora. E poi quando prendi per culo un comico dovresti sapere quello che ti aspetta.

Un breve accenno alla Provincia di Teramo, come al solito in controtendenza rispetto al resto del pianeta (e in un paese di stronzi emergere è davvero difficile, se stanno già tutti a galla): smaltita la sbornia per il grande successo alle elezioni francesi, esultato per la vittoria a Tollo, fingendo di ignorare le elezioni grecheche sarebbero le uniche da tenere presenti in questo paese – rimangono la grande vittoria a Crognaleto, la gioia per il sindaco di Valle Castellana che si è apprestato a ricevere le congratulazioni del senatore Tancredie correva da solo per fortuna – e poco altro.

Il risultato di Martinsicuro ha due semplici letture: si recuperano numerosi voti grazie ad una lista giovane, di ragazzi che si sono sbattuti, ma alla fine si arriva terzi, dietro il PDL e il PDL/bis. Perchè questo bisogna dirselo, Gatti prende il sindaco, il PDL ufficiale il secondo posto, noi battiamo solo la Lega Nord Abruzzo (il famoso ossimoro geografico-politico). Purtroppo nonostante gli sforzi di molti, il risultato non dispiacerà ad altri, altri che nella migliore delle ipotesi non hanno fatto nulla per aiutare la lista del centrosinistra, quando forse non hanno effettivamente lavorato per l’affabile felino. Ma si sa, io non capisco di politicadi certo non di questa -, ma con i numeri e i conti ci so fare benissimo.

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