In attesa di #sgomberyTeramo…

Nell’immagine di Marco Tonus c’è tutta la rabbia degli indignati molisani… la trovate qui.

Vi ricordate la campagna elettorale di Pisapia a Milano, e la genialata del caso Sucate? (il mitologico quartiere in cui sarebbe stata costruita la moschea, che aveva scatenato l’interesse della Moratti…) Oggi abbiamo qualcosa di simile, ma molto più interessante, che dovrebbe farci pensare due minuti.

Beppe Grillo se ne deve fare una ragione, la Rete divina a cui si appella non esiste, non esiste la consapevolezza che essa sia uno strumento – per di più alla portata di tutti – e che in quanto tale può essere utilizzato per scopi nobili o indecenti, da gente di buonsenso, manipolatori, burloni o perfetti idioti. Questo per chi è convinto della buonafede di uno che ha Casaleggio alle spalle.

Quello che interessa a me è il rapporto tra rete e media tradizionali, e come si possano sfruttare gli ultimi sapendo giocare per bene con strumenti che analisti e giornalisti classici non sanno ancora governare a pieno.

L’idea di #occupyisernia è la sublimazione della cosa: inventarsi una rivolta in Molise giusto per divertimento, o a scopo sociologico, è possibile in questo mondo. Lo giuro, li invidio, noi ci avevamo provato in piccolo con il Fronte Nazionale per la Diffusione del Gusto Musicale e l’epica battaglia contro Alborosie e gli orsetti golosie, e avevamo provato a dare alla cosa anche un velo di dignità, anche se era cazzeggio vero e proprio, qui invece siamo quasi alla perfezione (quella della primavera araba attraverso twitter rimane ancora inarrivabile). La quasi perfezione è quella di un giornalista molisano che chiama un blogger di Pordenone per sapere cosa sta davvero succedendo nella strada sotto casa sua

Per capire cosa è successo – se non ve lo siete goduti – potete leggere qui, o cercare su twitter l’hashtag #occupyisernia (se siete proprio 2.0), ma quello che mi interessa è che in merito a queste problematiche mi è venuto in mente di ripescare due note di qualche tempo fa, tolti i riferimenti diretti ai fatti, rimangono le considerazioni generali su media e web italiano, che possono tranquillamente applicarsi a quello che vedo succedere oggi al battage intorno al Movimento 5 Stelle: a forza di dire che sono al 7% nei sondaggi, riusciranno a portarcelo davvero. E già qualche politico lo hanno convinto…

Quello che segue è del 20 luglio 2011:

L’ignoranza informatica del popolo italiano è davvero enciclopedica, ma nel paese in cui i pc si comprano al supermercato e l’adsl te la promuove un ex animatore di villaggi turistici cocainomane, non poteva che essere così.In quest’ottica chiunque in Italia, oltre ad essere Commissario Tecnico, può diventare guru delle nuove tecnologie, oppure esperto di reti e comunicazioni, che da noi sono sinonimi di internet e informazione libera, in 5 minuti, passando dall’isteria demoniaca antitecnologica all’esaltazione della diffusione di qualunque bufala su quel circo che è l’internet italico.Perchè – miracolo – esiste in realtà una Rete tutta italiana, fatta di beppegrillo.it e facebook. E basta. La nostra Rete finisce qui, almeno per l’80% degli utenti, incapaci di comprendere la tecnologia che sfruttano e che magari fino a qualche anno fa si attivavano un’adsl con costi a consumo. Oh, te lo diceva pure Fiorello…

Ed il fatto che la nostra rete sia così delimitata, fa sì che gli strumenti di analisi e giudizio che vengono applicati siano quelli obsoleti che si applicavano ai vecchi media, non per mancanza di lungimiranza da parte degli analisti, ma perchè sono realmente gli strumenti più adatti per il nostro giardino.

Solo che là fuori convive tutto il resto del mondo con noi, ma molti non riescono a comprendere questo concetto – per troppo tempo relegato all’ambito metafisico –, da qui l’incapacità di comprendere la figura di un Assange, l’abboccare a qualunque iniziativa virale modello blogger della Primavera Siriana o costruire un TG con i soli video di YouTube. Quando i più illuminati scoprono i domini .co.uk o .com, succede il dramma: i più “sgamati”, continuando ad utilizzare il buon vecchio manuale di comportamento adatto a tv e giornali, cominciano ad operare paragoni tra il mondo e noi, senza tuttavia tenere conto del fattore di scala. Dopotutto noi siamo italiani e ne siamo fieri, viva il Made in Italy, viva la pizza…

Succede poi che un attore, o un gruppo di attori, capisce dove può soffiare il vento, conscio di avere a che fare con il popolo bue, si ingegna per ottenere il massimo risalto per le proprie iniziative e vi riesca. Perchè? perchè i fruitori sono ignoranti, i media tradizionali lo sanno, e ognuno crede di poter ottenere il massimo da questi fattori.

[…]Il tutto sfruttando sempre e solo quella strategia della creazione del consenso, che nulla ha di nuovo rispetto a quella utilizzata sugli altri media di questo mondo, dalla presentazione al pubblico dei Dieci Comandamenti fatta da Mosè a ieri. A ieri nel resto del mondo, a domani in questo sputo di paese chiamato Italia.

Un paese ignorante, incapace di pesare le notizie – incantato dalla televisione pilotata come dalla rete “libera” oggi –, incapace di senso critico e disposta a delegare al primo cialtrone la volontà di un cambiamento che in realtà non vuole.

Siamo incredibili, ci vorrebbe un esame abilitante prima di dare in mano a certa gente un pc e una connessione, e non leggi imbecilli come i decreti Pisanu, Romani o le indicazioni di un AgCom qualunque. Poi approfondiremo un giorno il fatto che Internet non è un’entità impersonale e totalizzante, ma è solo una struttura di comunicazione, non si può dare un’immagine teologica del telefono, no?

In quanto a #occupyisernia, noi c’eravamo divertiti a cazzeggiare davvero con il rapimento del Soldato Marconi, ma se qualcuno avesse bisogno di una morale abbiamo anche quella, già scritta e sempre utile come scusa!

Poteva sembrare solo un passatempo idiota e divertente, ma non siamo così scontati, quello che stavamo e stiamo facendo è pura e semplice ricerca scientifica.Avremmo potuto chiamarlo Studio sull’Efficacia della Comunicazione Interattiva sulle Piattaforme Sociali e Sua Degenerazione Attraverso l’Azione di Agenti Esterni, ma la nostra vena artistica ha deciso di definirlo Cazzeggio.Abbiamo scelto l’evento solo perchè è stato il primo a capitarci sotto gli occhi, non avremmo avuto problemi a lanciarci sull’apertura di una macelleria o la festa di compleanno di Mario Monti; tutta l’elaborazione della strategia di disturbo è stata dettata dall’improvvisazione come metodo e dall’idiozia come arma. Abbiamo vinto, dimostrando come anche il piccolo seme di senape può inceppare un ingranaggio imperfetto e poco sicuro. Aver rinunciato a combattere i pochi post genialmente idioti prodotti da noi anche solo per qualche ora ha deciso la fine della civile convivenza. Branchi di lupi famelici hanno assalito le pagine e lo sproloquio e il delirio sono il risultato dell’aver tralasciato la necessità di ordine.
La scienza ha trionfato, la teoria delle finestre rotte è dimostrata, create le condizioni ipotetiche la tesi è venuta da sé.

Se in un quartiere un teppista spacca una finestra, e nessuno la aggiusta, è molto probabile che ben presto qualcun altro faccia lo stesso se non peggio, dando così inizio ad una spirale distruttiva. Lo stesso vale sul web.

In ogni caso, we’re ‘na freca di gente, ma purtroppo loro sono di più

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