Cinque idee per la città che io vorrei. Uno.

Lo scopo di questa serie di articoli vuole essere quello di avanzare idee e proposte concrete per il miglioramento della qualità della vita in questa Città, proposte destinate a disegnare un futuro più degno per questo sonnacchioso paesone, sempre più attento ad autocelebrarsi piuttosto che a competere sugli scenari regionali e nazionali, dove raccoglierebbe solo giudizi mediocri. In questo senso mettere su carta alcune idee emerse nel tempo, nel confronto con altre persone, anche di estrazione politica diversa, su quello che può essere un percorso pluriennale di sviluppo che possa cambiare realmente la realtà teramana adeguandola all’esigenza dei suoi cittadini, può essere utile per disegnare una città a misura di cittadino “civile”, in cui vengano soddisfatti i bisogni di tutte le categorie di abitanti: anziani e giovani, commercianti, residenti e universitari fuori sede, imprese e consumatori.

Per ora i temi di intervento si limitano a cinque tracce di progetto, ma ovviamente, essendo molteplici gli aspetti su cui intervenire, non sono da sole la soluzione di tutti i problemi.

In ogni caso, è il momento di cominciare a mettere in campo qualcosa, e la prima idea da approfondire riguarda lo sviluppo “sostenuto” dell’ITC attraverso semplici interventi – anche solo migliorativi rispetto alla situazione attuale – come la diffusione delle reti e la creazione di una Rete dell’Amministrazione Comunale, accessibile a tutti, che consenta davvero una semplificazione burocratica dei rapporti tra istituzioni e cittadini.

Si ritiene da sempre che uno sviluppo organico dell’ICT possa apportare sensibili vantaggi allo sviluppo urbano e ai cittadini, attraverso

– nuove opportunità economiche

– maggiore coesione sociale

– aumento della qualità della vita,

ponendosi come primo obiettivo quello di ridurre il gap dell’accesso alle informazioni; tuttavia è chiaro che queste opportunità di crescita sono strettamente legate alla presenza delle professionalità necessarie al loro sviluppo, e quindi ai centri universitari per la loro formazione, e soprattutto alle infrastrutture fisiche che garantiscano l’esistenza delle reti. La presenza dell’e-access e delle figure professionali necessarie, porta con sé le prospettive di sviluppo di cui sopra, stabilendo quindi un circolo virtuoso dove la politica deve mettere in campo la possibilità di costruire l’infrastruttura e la capacità di dialogare nella realizzazione dei propri progetti con tutti i soggetti interessati, attraendo le competenze – dagli atenei regionali, e di quello Teramano in primis – e coinvolgendo i fruitori, nelle figure di aziende e privati sul territorio.

Il compito dell’Amministrazione nella fase zero del progetto deve essere quello di potenziare l’infrastruttura, prima ancora di esaminare le possibilità dell’offerta di contenuti, quindi adoperarsi per garantire l’e-access a tutti gli operatori secondo le proprie necessità: banda larga su fibra ottica per gli insediamenti industriali esistenti e futuri (nel caso di una creazione di un polo destinato alle aziende dell’ITC), reti wireless free in ogni spazio pubblico.

Per quanto riguarda la disponibilità di connessione attraverso la fibra, si deve prevedere in affiancamento al progetto regionale dell’anello in fibra tra le quattro provincie, la possibilità di investimenti in una rete propria, che connetta in un primo step le sedi decentrate dell’Amministrazione Comunale, per consentire la condivisione delle informazioni e dei dati (tralasciamo in questa sede l’adeguamento dei servizi al livello digitale) e il risparmio rispetto alla canoniche linee ADSL installate in ogni sede. Dopo questo primo intervento si dovrà pensare di estendere l’infrastruttura ai poli scolastici, a quelli industriali, all’Università, anche attraverso la collaborazione con soggetti privati che possano convenzionarsi per l’utilizzo e la manutenzione della stessa.

Lo step finale sarà invece la costituzione di una Rete Comunale, accessibile dall’interno per monitoraggio e gestione, dall’esterno per l’utilizzo di svariate categorie di servizi, ai cittadini e alle imprese.

La costruzione di una rete in fibra ottica trova la sua necessità nella continua richiesta di maggiore banda da parte di aziende e professionisti, e può diventare strategica se la città vuole attrarre aziende ad alto contenuto tecnologico e basso impatto ecologico, che possano riqualificare con la loro presenza la stanca economia locale; è richiesto un notevole investimento economico in una realizzazione completa da zero, tuttavia sarebbe possibile abbattere i costi della messa in posa della rete in fibra, prevedendo l’obbligo della posa dei microcavi ogni volta che venisse deciso il rifacimento degli asfalti di una certa zona ancora non coperta, potendosi quantificare la spesa ulteriore (quindi, scavi esclusi) in soli 4000€ al km.

La costruzione di una Rete Comunale sarebbe poi collegata direttamente al secondo aspetto del potenziamento dell’e-access e indirettamente alla riqualificazione e la valorizzazione degli spazi verdi cittadini e delle piazze dei quartieri periferici e delle frazioni, pur potendo prescindere – almeno in una prima fase – dalla realizzazione completa dell’infrastruttura in fibra ottica.

In questo caso la proposta di intervento minimo si concentra sul miglioramento della situazione esistente: pur essendo già presenti alcune aree in cui esiste la possibilità della connessione free alle reti wireless – attraverso user e password legate all’identità del fruitore – la necessità è quella di estendere il servizio ad ogni luogo pubblico, non solo al centro della città, in collaborazione con consorzi privati composti da esercenti ed aziende (si pensi alle associazioni dei commercianti, imprese edili in caso di quartieri di nuova costruzione, o anche ai comitati di quartiere), sotto il coordinamento di un’unica struttura territoriale, affiliando inoltre la rete “locale” a progetti nazionali di e-access come ad esempio quello di Free ItaliaWiFi, che già oggi associa enti come Provincia di Roma, Regione Sardegna e Comune di Venezia, consentendo l’accesso con medesime credenziali nei diversi territori partecipanti al progetto.

In tale progetto sarebbe compito dell’Amministrazione consentire la possibilità dell’accesso alla rete a tutti i residenti attraverso un’anagrafe digitale degli utenti; una una rete locale siffatta potrebbe comportare anche nuove opportunità di risparmio per l’Amministrazione, se collegata a progetti di monitoraggio, ad esempio, della rete di illuminazione civica, della qualità dell’aria o del traffico, consentendo anche politiche urbane più accurate: a livello di sicurezza urbana attraverso la videosorveglianza, ma anche per ciò che riguarda la gestione della mobilità (pensate ad esempio agli “esperimenti” di rabbuffiana memoria sui sensi unici in via Arno, se fossero stati simulati gli effetti, prima di improvvisare soluzioni).

L’obiettivo finale da raggiungere, una volta diffusa la cultura – e la possibilità – del rapporto digitale tra Amministrazione e cittadini, deve essere il conseguimento di risparmi di gestione, di una maggiore trasparenza amministrativa, la partecipazione digitale dei cittadini ai processi decisionali e la riduzione della burocrazia, attraverso ad esempio, l’adozione della firma digitale e dell’ammodernamento di servizi destinati al rilascio di certificati e simili. Tutti risultati conseguibili solo se, una volta disponibile la struttura, vengono elaborati portali locali della Pubblica Amministrazione, in grado di semplificare il rapporto con i cittadini, attraverso un miglioramento dei servizi in termini di qualità, fruibilità, accessibilità e tempestività. Per ora però, è necessaria la struttura: esempi di cooperazione tra pubblico e privato si sono viste in svariati esperimenti, quello che si ritiene fondamentale è l’esistenza di un’unica rete coerente su tutto il territorio, che superi la possibilità dell’accesso wi-fi degli hot-spots privati e lo organizzi attraverso la Rete Comunale.

Limitandosi ad un progetto di minima, subito applicabile, si potrebbe pensare di sperimentare le aree free wi-fi in sinergia tra privato e Amministrazione, nella zona del Parco Fluviale, qualora si decidesse di concedere in gestione a terzi alcune sue zone in cambio di manutenzione ed interventi migliorativi – quale sarebbe la fornitura dell’accesso alla rete –, non dimenticando la possibilità di coinvolgere nel progetto – specie in futuro, nelle zone più svantaggiate – enti e associazioni no-profit, che garantirebbero meglio anche l’alfabetizzazione informatica necessaria perchè chiunque possa sfruttare il servizio.

Seguendo lo stesso schema si potrebbe estendere il progetto ad altre aree, convenzionando manutenzione e gestione delle stesse quando possibile, intervenendo direttamente in caso contrario, per poter creare realmente una rete locale che consenta un dialogo continuo ed immediato tra cittadino e Amministrazione e per la soddisfazione di quello che oggi viene sempre più disegnato come un diritto: l’accesso alla Rete.

In attesa delle prossime puntate…

 

Annunci

Tag:, , , , , , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: