Aggiungi un posto a TAV

Come ogni anno, puntuale come un raffreddore di fine stagione, torna sulle prima pagine dei giornali la protesta dei No TAV, tra sassaiole, scontri e qualcuno che per merito suo, o di altri, finisce in ospedale. E come ogni volta si riapre il dibattito tra i tifosi dell’una e dell’altra fazione, mentre la Madre di Tutte le Grandi Opere va avanti sulla carta, ma non smuove un sasso nella realtà.

TAV: tensione alto voltaggio. Folgorato sulla via di Bardonecchia. Una volta gli anarchici si davano al tritolo, l’elettrotecnica rimane una scienza borghese.

Il bello, in questo paese, è che le due ali del tifo discutono di tutto tranne che del merito; hanno quindi buon gioco i novelli sostenitori del progresso a difendere il cantiere del futuro contro i cavernicoli che vi si oppongono con clave e pietre, come ha troppa eco la vulgata secondo cui la lotta riguardi chi vuol difendere l’ultimo paradiso terrestrela Val di Susa, pensa te… – dall’aggressione dello smog e del cemento. Ma questo è il Bel Paese, e ce lo dobbiamo tenere.

Sarà impossibile fare chiarezza, ma diciamoci subito due cose:

1. la Val Susa non è il paesaggio che si vede dalla casa sui monti di Heidi, vi sono presenti già industrie siderurgiche, è attraversata sin dall’800 dalla ferrovia, comprende valico e trafori del Frejus, l’A32 è già una direttrice – sfigata – di traffico verso la Francia

2. il progetto del tunnel di base Torino-Lione non è il progresso in senso stesso, è la solita elemosina concessa all’Italia che vorrebbe contare di più, visto che il famigerato corridoio 5 esiste solo sulla carta. Inoltre, quando sentite la parola bipartisan – pronunciare a piacere – dovreste già aver capito che la traduzione è, come al solito, inculatura.

Supposto di vivere in un paese civile, trascuriamo per un attimo la possibile presenza di infiltrazioni mafiose, accordi partitici, tangenti e malaffare, supponiamo di vivere in un paese utopico, dove possiamo trascurare persino la presenza di interessi di lobby, e cominciamo a guardarci intorno.

Capisco benissimo che trovarsi davanti contestatori, brutti, sporchi, cattivi e che puzzano pure, non sia il modo migliore per cominciare una discussione seria, ma purtroppo i media ci propinano questi simpatici personaggi che come nella gabbia delle scimmie allo zoo, inscenano simpatici siparietti con dei loro simili, dalle magliette di un altro colore, giusto meno sporchi e che puzzano un po’ meno, a suon di cori e rumore di manganellate: tutto ciò è necessario perchè politici di una parte e dell’altra possano parlare con sicumera e autorevolezza di cose che non conoscono e non capiscono.

Scontri tra Polizia (in blu nella foto) e No TAV a Chiomonte. Il Nonno e le caprette intanto scavano il tunnel, cercando di fuggine in Francia.

Strano paese davvero questo, dove si osannano i tecnici e i professori quando soppiantano i politici – per fare il lavoro sporco al posto loro –, ma si ascoltano le esigenze dei politici e del loro elettorato quando le questioni sono puramente tecniche e sarebbe il caso di aver studiato un po’. Ma si sa, nessuno paga qualcuno per farsi dire quello che non vuol sentirsi dire. Tranne nel caso delle agenzie di rating, ma questa è un’altra storia.

Perchè tralasciando le ragioni dei José Bové di casa nostra, forse sarebbe il caso di affidarsi a qualcuno che di trasporti ne capisca qualcosa, che so, almeno un camionista, un ferroviere qualunque, o magari qualcuno che non parli di TAV, ma di Linea ad Alta Capacità, visto che si parla di merci, nonostante l’acronimo non suoni così bene.

In pochi ad oggi hanno avuto il coraggio di provare ad esprimere analisi serie – uno a caso, il prof. Marco Ponti, oggi s’è preso del “comunista” da un poco onorevole piemontese del PdL, che tra vent’anni ancora starà aspettando il treno che lo deve portare in Islanda -, sui volumi di traffico, i costi reali e la necessità dell’opera; tutti parlano di “progresso” come se un treno merci ci dovesse portare nel futuro. Partendo la Lisbona e finendo a Kiev.

Allora diciamoci qualcosa su questa LAC, tipo che, innanzitutto, nasce già mortae lo dice persino il Sole24Ore, sostenitore, come tutta Confindustria della Torino-Lione, quasi quanto della necessità di un manager di vestire come Marchionne -, poichè del vecchio faraonico progetto (11 miliardi di euro a carico dell’Italia per andare da Bardonecchia a Torino) è rimasto solo il tunnel di base, per un costo scontato di 4 miliardi, e soprattutto poichè la linea finisce proprio dove dovrebbe cominciare: perchè da Torino a Trieste, l’alta velocità non esiste.

Notare la modifica a forma di “cazzo di cane” per portare la linea da Lione a Torino. Lo stile italiano è inimitabile.

Incredibile direte voi, e invece no, perchè proprio la speranza di farci finanziare dalla UE quella tratta ferroviaria (per il traffico passeggeri) ci ha spinto a fare carte false per ottenere il passaggio a sud delle Alpi del Corridoio 5, e guardando il suo percorso possiamo vedere che dentro c’è davvero tutto lo spirito italiano. Come se voi per andare a Roma da Teramo, passaste per Sulmona per far girare l’economia della Marsica…

L’antieconomicità è il vero tallone d’Achille del progetto, visto che i costi delle infrastrutture ferroviare sono, in Italia, totalmente a carico dei contribuenti, non avendo il privato alcun interesse nel trasporto merci su rotaia, e visto che le previsioni di traffico su questa direttrice sono nella migliore delle ipotesi, catastrofiche. Da vent’anni una linea sottoutilizzata tra Torino e Lione vede i volumi di merci trasportate calare drasticamente, e non si capisce perchè improvvisamente questi dovrebbero crescere esponenzialmente, proprio mentre – i sostenitori del progresso pare non se ne siano accorti, perchè là non ci sono scontri – sta per aprire il nuovo tunnel del Gottardo.

Ma spiegare all’italiota che il Paese in cui si trova si sviluppa in senso Nord-Sud può essere difficile, specie quando è convinto che porterà il Parmigiano o la nebbia in Ucraina, col treno.

E questo è un altro aspetto da indagare, cosa deve andare da Lisbona a Kiev, o viceversa? E cosa conviene trasportare in treno piuttosto che in aereo? Il gas non viaggia stoccato in container, un abito di Armani non si trasporta in un vagone merci, la mucca valsusina non sembra intenzionata a voler visitare Lisbona. Persino il passeggero italiano, per tratte superiori ai 300 km, si rendono conto che un aereo costa meno ed è più veloce.

Se non si picchiassero a sangue sembrerebbe un remake di Don Franco e Don Ciccio nell'anno della contestazione, con le due fazioni a gareggiare nel numero dei ricoverati.

In tutto ciò non si deve evitare di considerare il costo indotto, a livello di danno sociale e costi di sicurezza pubblica – mantenere un presidio delle forze dell’ordine attorno ad un “buco” può avere senso se quello è una miniera di diamanti, non se è un tunnel d’ispezione -, senza contare i costi degli scontri in termini di spese mediche, indennità, giorni di fermo del cantiere, blocchi di autostrade e ferrovie, danni a cose e persone. Tutte voci di spesa che riducono ulteriormente i benefici dell’opera.

Ho evitato di considerare l’effetto NIMBY*, perchè viste le ipotesi di “paese civile” potrebbe bellamente essere ignorato se l’opera risultasse strategica, necessaria e conveniente, ma proprio di queste caratteristiche – mancate – si evita di parlare quando si mettono a confronto i tifosi delle due squadre, al grido di retrogrado medievale e utilitarista senz’anima, e passa nel silenzio totale il fatto che in tutto il mondo le merci non possono viaggiare ad alta velocità, per problemi dovuti agli impianti frenanti e alla mancanza del pendolamento sui treni merci: tutte cose che un politico non potrà mai dirvi.

Come nessuno vi dirà mai che metter un treno merci su una linea ad altà velocità, vorrebbe dire evitare ai treni passeggeri di poterla sfruttare – a meno di non utilizzarlo per le merci solo di notte -, doverlo utilizzare solo su lunghe tratte (frenate e partenze sono voci di costo), pagare di più per l’utilizzo della linea – esattamente 5 volte di più -, adeguare i locomotori, una maggiore usura dei binari, in poche parole vorrebbe dire “squalificare” la linea AV, visto che la capacità di una linea è buona solo se i treni che la percorrono hanno velocità simili, ed infilare un treno decisamente lento su una linea “velocissima” rischia di danneggiare seriamente entrambi i traffici.

Il progetto avveniristico che ha entusiasmato, tra gli altri, Giovanardi..

Ma tutto questo, Fassino, Cicchitto, Rutelli o Casini non ve lo diranno mai, perchè non hanno pagato nessuno per sentirsi dire cosa non va, non esistono studi terzi commissionati dai nostri geni della meccanica politica e dell’economia del Cencelli, che possano minimamente minare le certezze di costruire l’ennesima cattedrale nel deserto con i vostri soldi.

Certo da un governo di geni, o quantomeno da mariomonti, ti aspetti che oltre a non provare a fare le olimpiadi a Roma, l’idea di spending review arrivi pure a tagliare investimenti scellerati come la Torino-Lione o l’acquisto dei mitici F-35 JSF. Ma purtroppo anche il governo dei tecnici non può non cedere alle esigenze delle lobbies, della mafia degli appalti, del cabotaggio elettoralistico.

Perchè, eravate convinti di vivere in un paese civile?

*piccola nota a margine: è interessante che la sindrome da acronimo venga spesso diagnosticata da chi si riempie la bocca di frasi come “consumo zero del suolo” e “democrazia partecipata”, quando fa comizi nel giardino di casa propria.

Annunci

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: