L’importante era partecipare

Una volta era importante anche solo partecipare, da quando c’è la sobrietà non serve nemmeno più quello, a meno che non schieri in squadra mariomonti, che allora giochi solo per vincere, anche se non vinci mai.

I giornali romani fiutano sempre per primi l’aria che tira…

Si parla di Olimpiadi. Si parla della candidatura mancata di Roma per i Giochi 2020, l’uomo del monte ha detto no, ma lo ha detto con professionale sobrietà: non vuol farci fare la fine della Grecia, nel senso che se proprio dobbiamo finire come Atene, non vuole altri aiuti esterni, visto che Lui ce lo invidiano tutti.

In attesa che mariomonti si presenti anche sul palco dell’Ariston, con il pezzo che vincerà il Festival, il suo giro televisivo dovrebbe essersi concluso ieri sera, lasciando le lingue di alcuni giornalisti più felpate del solito; ha parlato di tutto supermario, e al solito non ha detto nulla – ma lo ha fatto con molte parole –, l’unica decisione secca l’aveva presa all’ora di pranzo, niente dolce grazie, e no ad Alemanno, Pescante, Petrucci e Gianni Letta per l’organizzazione dei Giochi Romani.

Roba che detta così, dopo un rosario del genere, ti viene da gridare hallelujah. Ma non è tutto sobrio quello luccica.

Perchè? Per tanti motivi, il primo che mi viene in mente è la consapevolezza di aver detto no, perchè nonostante i superpoteri attribuiti al governo dei tecnici, siamo sempre in Italia, paese di santi, poeti e navigatori. E se vengono in mente anche a voi Don Verzè, Apicella e Schettino, ci siamo già capiti.

Certo, se questi tre vengono a bussare a soldi, una persona davvero sobria non apre nemmeno la porta.

E’ una ammissione indiretta dell’incapacità di riformare davvero un paese, facendo passare l’idea che nemmeno tra dieci anni ci saremo liberati di Gianni Letta e dell’Anemone di turno, e che ci sarà sempre un Balducci a costruire uno stadio abusivo. E non c’è mariomonti che tenga, specie se questa gente gli tiene in piedi la maggioranza. O vi siete già dimenticati che Cicchitto siede sempre in Parlamento?

Il secondo motivo per cui l’aver rinunciato a concorrere per l’assegnazione delle Olimpiadi sia da ritenersi un errore, è proprio quello addotto da mariomonti per scaricare a mare l’idea: le cifre.

Sia chiaro, questo blog tiene alle opinioni – specie le mie – più dei fatti, ma ogni tanto qualche dato numerico si deve pur produrre:

– le Olimpiadi muovono denaro, “fanno pil” e creano occupazione; anche nei paesi più corrotti

– Sidney 2000 costò 8 mld, 2.8 punti di PIL, creò quasi 100000 posti di lavoro (nel 1992 Barcellona costò 400 milioni, lo 0.03% del PIL e ne creò 300000, mica bruscolini…)

– non è vero che la Grecia ha cominciato ad affondare con l’organizzazione delle Olimpiadi del 2004, anzi: il 1997 – anno in cui vengono decisi i Giochi ad Atene – segna l’inizio della crescita greca, la crescita di un paese immobile, scosso dall’apertura dell’economia a nuovi investimenti: il reddito pro-capite aumenta del 50% in 10 anni, nei precedenti 30 era aumentato proprio del 30%. La crisi nasce nel 2008, le scorie delle olimpiadi – nel 2005 il PIL cresceva a oltre il 4% – sono già fuori dal sistema.

Il numero di nuovi occupati in questi paesi, non contemplano l’assunzione dell’atleta vincitore di una qualunque competizione, nelle forze dell’ordine nazionali. Con relativi scatti di carriera e pensionamento anticipato garantiti.

Con questo dove voglio arrivare? Semplice, quello che intendo dire è che questo governo – e i giornalisti e gli opinion maker che lo spalleggiano – perseguirà anche politiche economiche rigorose, ma non è meno ottuso e dogmatico a livello di gestione dei conti della Cancelliera tedesca che tutti prendiamo a parole, manco fosse la vicina di casa che ascolta Gigi D’Alessio a tutto volume mentre in tv c’è la Champions.

I numeri della commissione Fortis ci dicono che le Olimpiadi a Roma avrebbero determinato una crescita cumulata del Pil nazionale pari a 17,7 miliardi di euro nell’arco temporale 2012-2025: un aumento dell’1,4% del Prodotto interno lordo nazionale rispetto al 2011. Sul fronte del lavoro, la media annua di nuovi occupati sarebbe stata di 12mila unità, con un picco di 29 mila nell’anno 2020, per un totale di 170mila nuovi occupati. La crescita in termini di unità di lavoro medie nel periodo 2015-2025 sarebbe stata pari allo 0,7% a livello nazionale, con un picco del 2,2% al Centro. Tali vantaggi in termini di crescita di Pil e di livelli occupazionali sarebbero risultati praticamente a costo zero per il Paese.

A fronte di spese da parte dello Stato per 4.7 miliardi, destinati soprattutto (2.8mld) alle infrastrutture per la mobilità, che avrebbero costituito comunque un investimento permanente su Roma, il ritorno sarebbe stato minimo, 100 o 300 milioni di euro, ma avremmo almeno completato l’impianto polifunzionale a Tor Vergata.

Non dimenticate che ottenere un guadagno netto attraverso un investimento pubblico sarebbe stata una novità assoluta in questo paese.

E allora?

E allora credo che l’idea di utilizzare gli investimenti pubblici come volano per l’economia sia un’idea troppo keynesiana per questi professori teorici fallimentari del libero mercato, gente che ancora aspetta la longa manus regolatrice effetto della concorrenza, pur sapendo di muoversi all’interno di un gioco truccato. Gente che si vanta di salvare l’Italia, ma teme che tra 8 anni saremo ancora al palo – se non in agonia ellenica – se non possiamo impegnarci nella spesa di nemmeno lo 0.5% di PIL in quello che è un reale sviluppo ed un vero sostegno all’occupazione e all’economia.

Se nel 2020 saremo ancora alla sobrietà – chiamarla austerity è troppo brutto –, nonostante mariomonti abbia già adesso l’età della pensione, la cura sarà servita a poco. Come vorremmo farla crescere questa Italia, con gli sconti nelle edicole e la flessibilità in uscita? Oh Mario, tu e i tuoi soci del Golf Club, ce l’avete qualche idea degna di nota?

Aggiungo un ulteriore appunto, se queste sono le intenzioni di questo Governo verso ogni tipo di investimento pubblico – perchè le infrastrutture per Roma sono questo – come si può pensare che ci saranno in futuro i fondi per, che so, l’edilizia scolastica, i beni culturali o anche l’edilizia carceraria, per quelli che si stracciavano le vesti ai tempi dell’indulto mastelliano e che ora tacciono le loro maledizioni a mariomonti?

Se dovevamo prendere uno che stava sulle palle a un po’ di gente, potevamo prendere uno bravo. Almeno non ci addormentavamo durante le conferenze stampa.

Ma ancora nessuno trova la voglia per fare questo tipo di ragionamento, affascinati dalla sicumera del nostro Professore preferito, chi per leccaculismo genetico, chi per disperazione post-atomica, rinunciamo a vedere i limiti di mariomonti, o della piagnona da Torino, o dell’ex prefetto ora ministro – con un lavoro statale sin dalla culla che parla di giovani mammoni –, o di uno qualunque di questi miracolati (con la spocchia che hanno durante una campagna elettorale risulterebbero meno simpatici di Gasparri) che si ritrovano a guidare il Paese. Spesso con meriti costruiti ad arte da media più che accomodanti.

Prostituzione intellettuale, l’avrebbe definita qualcuno. Ecco, pensate, noi siamo come l’Inter: ci hanno convinto di aver preso un serio e compassato allenatore, che rimetterà in sesto una squadra vecchia e stordita dai vaneggiamenti tattici di un visionario incapace, e invece abbiamo preso Ranieri. Uno che ha galleggiato nel sistema fino alla propria veneranda età, non vincendo una ceppa, e per questo viene ritenuto “un signore” perchè non ha mai dato davvero fastidio a nessuno. E che comunque perde contro il Novara, come il suo predecessore.

In ogni caso, ricordate, erano 4.7 miliardi di euro. Una cifra importante.

Poco più di quello che abbiamo risparmato tagliando 30 f-35 da acquistare – quelli ci servono, se un giorno volessimo esportare la democrazia in Sicilia –, circa un terzo della cifra che spenderemo per acquistare i 90 per cui ci siamo impegnati; circa 7 volte meno di quello che saremo costretti ad investire nella TAV.

Ricordatavelo, e ricordate che sosteniamo un governo votando insieme a Cicchitto e a Volontè.

In ogni caso le canzoni di Sanremo fanno schifo, caro mariomonti, ti piace vincere facile.

Annunci

Tag:, , , , , , , , , , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: