Colpo di Teatro

Dopo lo stop del project financing delle meravigliequello che davi 42 e ottenevi 6, trovalo un investimento così conveniente sul mercato -, pare che il nostro amato Sindaco non festeggerà il 2012 con alcuna inaugurazione di alcun nuovo teatro, nonostante le belle parole dal palco del Capodanno Teramano in compagnia di Vincenzo Olivieri e di qualche altro comico nostrano.

Questo non lo vuole ricostruire nessuno?

Questo non lo vuole ricostruire nessuno?

Il nastro più grande rimarrà nel suo armadio, dunque. Cogliamo l’occasione per esprimergli la nostra vicinanza in questo momento politicamente così duro, sperando per lui che ce ne possano essere molti altri in futuro.
No, perchè il buon Brucchi c’aveva messo la faccia – e i terreni dietro il Santuario della Madonna delle Grazie – pur di legare il suo nome, e quello della sua amministrazione, alla demolizione del Vecchio Comunale e alla realizzazione di un parcheggio sotterraneo, cinema multisala con ristorante in gestione ad un privato, ad uso teatro; arrivati a questo punto, si ritrova con un pugno di mosche, e un provvedimento di stop su cui non può né mettere, né aprire bocca. Almeno per ora.


Però a quanto pare la Prefettura di Ascoli un mezzo miracolo l’ha fatto: ha convinto il sindaco che forse è il momento di aprire il dibattito sul teatro cittadino. Su Facebook.
Servirebbe un post intero per raccontare le avventure virtuali di Maurizio Brooks, la sua strenua lotta al commento scomodo, alla critica di alcuni suoi “amici”, non ultima la crociata contro i nickname che possono celare pericolosi sovversivi e che per questo vanno emarginati e persino segnalati. Iniziative subito salutate da ovazioni di giubilo da parte delle folle osannanti. Ancora nessuno fa presente al sindaco delle consultazioni via web che per commentare le sue uscite bisogna essere tra i suoi amici di Facebook, quindi basterebbe che scegliesse meglio le sue compagnie.

Facciamo un referendum. Raccogli 5000 amici, veri però! I nicknames non valgono.

Facciamo un referendum. Raccogli 5000 amici, veri però! I nicknames non valgono.

Mauri’ io ad esempio l’amicizia non te l’ho mai richiesta, ripeto, sono una persona seria. E non ti spiego cosa sia un nickname.
La finisco qui con FB for Dummies, ma mi fa specie che ‘sto simpaticone che apre le consultazioni su internet, se la prende coi nicknames, quando non ha degnato di un minimo di attenzione 5000 firme autenticate che chiedevano un referendum consultivo sul destino del Vecchio Comunale. Comincia a scricchiolare qualcosa?
In tutto ciò torniamo al teatro. E’ rispuntata dal cilindro l’idea, made in Di Dalmazio, di realizzare il teatro dove una volta c’era il teatro. No, non parlano dell’Apollo, parlano dell’Oviesse.
E, a quanto pare, piace persino al sindaco, tanto che siamo passati da “dove” fare un teatro, al “come” rifarlo, con tanto di dibattito su falsi storici e costruzioni stratificate… E il dibattito continua. Quindi, dico anche io la mia, ma con abbondanti premesse.
Teramo ha bisogno di un teatro, non mi importa cosa ne pensiate voi, ma un teatro “vero” serve, anche per chi a teatro non ci andrà mai, perchè il teatro che serve a Teramo non è quello per far recitare Cyrano ad Alessandro Preziosi tra folle di ragazzine rincoglionite, né quello per far lamentare il primo attorucolo di passaggio sulla pochezza del palco o il Capossela di turno che non sa dove mettere le sue mirabolanti scenografie – che se fosse per questi se ne dovrebbe fare a meno -, ma serve perchè è un tassello fondamentale nella vita culturale ed artistica di una città che ha sacrificato sull’altare del cemento per negozi, uffici e abitazioni, ogni spazio che poteva migliorare la vivibilità sociale della stessa.
Ma costruire, o ricostruire, un teatro non può prescindere dal capire a cosa debba servire una struttura del genere, e del che cosa serva ad una struttura del genere.

Come sarebbe bello riaverlo così. In bianco e nero.

Come sarebbe bello riaverlo così. In bianco e nero.

Volete fare il teatro al posto dell’Oviesse? Bene, ricordatevi che davanti avreste il didalmaziano Ipocesso, a sinistra i Tigli a destra un ponte. Nessuna area di carico e scarico, scarsa accessibilità per il trasporto delle scenografie, parcheggi vicini zero, contorno architettonico discutibile. Però potete scendere da autobus e pullman a 50 metri dall’ingresso.
Volete il teatro a Piazza Verdi, al posto del mercato coperto? Già miglioriamo, una piazza di fronte, scarsa raggiungibilità in auto, discreti collegamenti attraverso i mezzi pubblici, mi pare un po’ “ristretto”, accanto a quello strano edificio – un po’ cadente – che ospita il Braga. Personalmente ritengo che sarebbe piccolo, in ogni senso, dal palcoscenico, alla platea. E non vorrei di nuovo avere un palco al secondo piano (che comunque, per ora, ci distingue in Italia).
Qualcuno vuole riqualificare qualche area troppo trascurata della nostra città? Un bel teatro alla Gammarana. Un’Opera House in sedicesimo, come a Sidney, arrivando dal mare si viene accolti dalle vele di Utzon, arrivando a Teramo dal futuro svincolo del Lotto Zero, potremmo trovare che so, una damigiana. Certo se si parlasse di rimettere mano all’intero quartiere sarebbe invece un’idea geniale: dallo svincolo, alla Stazione, un nuovo terminal, gli impianti sportivi, le piste ciclabili, il teatro. Magari. Ma dubito che 3 milioni di euro della Fondazione Tercas – gli unici che, gira e rigira, ci sono sempre – possano bastare anche solo per la progettazione.

A me piacerebbe qui. Purtroppo non c'è nessuno stadio da abbattere, ma sono sicuro che chi quelli che stanno lì dentro sono tutti comunisti e pericolosi. Daje Mauri', che t'ho convinto!

A me piacerebbe qui. Purtroppo non c'è nessuno stadio da abbattere, ma sono sicuro che chi quelli che stanno lì dentro sono tutti comunisti e pericolosi. Daje Mauri', che t'ho convinto!

E allora vi dico cosa vorrei io. Io vorrei il teatro in centro, vorrei che avesse davanti la vista di una bella piazza, la possibilità di trovare un parcheggio anche arrivando a pochi minuti dall’inizio dello spettacolo, vorrei che fosse facile da raggiungere per l’utente e per chi deve lavorarci, vorrei che fosse abbastanza grande da ospitare attori, pubblico e orchestra, vorrei che non fosse solo un teatro da rappresentazioni, ma che potesse ospitare locali a disposizione delle varie associazioni musicali o scuole di recitazione, e non ultimo magari anche lo stesso Conservatorio. E vorrei che fosse pubblico.
Io vorrei il Teatro al posto dell’Istituto Regina Margherita (o anche del Liceo Classico).

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