Archive | febbraio 2012

Aggiungi un posto a TAV

Come ogni anno, puntuale come un raffreddore di fine stagione, torna sulle prima pagine dei giornali la protesta dei No TAV, tra sassaiole, scontri e qualcuno che per merito suo, o di altri, finisce in ospedale. E come ogni volta si riapre il dibattito tra i tifosi dell’una e dell’altra fazione, mentre la Madre di Tutte le Grandi Opere va avanti sulla carta, ma non smuove un sasso nella realtà.

TAV: tensione alto voltaggio. Folgorato sulla via di Bardonecchia. Una volta gli anarchici si davano al tritolo, l’elettrotecnica rimane una scienza borghese.

Il bello, in questo paese, è che le due ali del tifo discutono di tutto tranne che del merito; hanno quindi buon gioco i novelli sostenitori del progresso a difendere il cantiere del futuro contro i cavernicoli che vi si oppongono con clave e pietre, come ha troppa eco la vulgata secondo cui la lotta riguardi chi vuol difendere l’ultimo paradiso terrestrela Val di Susa, pensa te… – dall’aggressione dello smog e del cemento. Ma questo è il Bel Paese, e ce lo dobbiamo tenere.

Sarà impossibile fare chiarezza, ma diciamoci subito due cose:

1. la Val Susa non è il paesaggio che si vede dalla casa sui monti di Heidi, vi sono presenti già industrie siderurgiche, è attraversata sin dall’800 dalla ferrovia, comprende valico e trafori del Frejus, l’A32 è già una direttrice – sfigata – di traffico verso la Francia

2. il progetto del tunnel di base Torino-Lione non è il progresso in senso stesso, è la solita elemosina concessa all’Italia che vorrebbe contare di più, visto che il famigerato corridoio 5 esiste solo sulla carta. Inoltre, quando sentite la parola bipartisan – pronunciare a piacere – dovreste già aver capito che la traduzione è, come al solito, inculatura.

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Costa troppo.

Costa Crociere all’inizio dell’anno possedeva 26 navi, di questo passo, tempo due anni e rimarranno solo il canotto di Schettino e i braccioli da piscina del figlio dell’amministratore delegato.

Ma la Carnival Corporation & plc non ha puara e sa reinventarsi, da marzo la nuova stagione di Uomo vs. Crociera; fagli vedere come si fa, Bear!!!

Catalogo Costa Crociere 2012. Bear Grylls dichiara: "Ho attraversato deserti senza acqua, sono finito in acque ghiacciate senza vestiti, ora proverò a tornare vivo da una crociera Costa senza De Falco."

Catalogo Costa Crociere 2012. Bear Grylls dichiara: "Ho attraversato deserti senza acqua, sono finito in acque ghiacciate senza vestiti, ora proverò a tornare vivo da una crociera Costa senza De Falco."

In Time, ovvero, vedete un altro film (e non leggete se volete proprio vederlo)

I minutemen erano miliziani delle Colonie Americane durante la Guerra d'Indipendenza, chiamati così perchè in grado di essere pronti alla battaglia in un minuto. Niccol ci mette due ore per non spiegarci perchè esistono e perchè nessuno ne senta la mancanza quando scompaiono.

Time is Money, diceva Franklin, ma chiunque conosca i Pink Floyd sa che sono due canzoni diverse: In Time parla di Justin Timberlake che ruba il tempo per donarlo alla Chiesa dei Santi dell’Ultimo Secondo, San Cesarini per gli amici. E frega due ore al sottoscritto.

In un mondo dove il tempo è davvero denaro, Andrew Niccol decide di raccontare la storia di un operaio maratoneta che decide di buttare giù il sistema, una volta folgorato sulla via di Damasco da un annoiato aspirante suicida che non sa come buttare il proprio tempo, e proprio per questo, si affida a Justin per farlo.

Con a disposizione più tempo di quello che avrebbe avuto lavorando per una vita intera da immortale, il destino cinico e baro si abbatte sul nostro protagonista: la madre muore a pochi secondi dalla salvezza – ah, se non gli avesse prestato quei 14 minuti e 9 secondi –, il migliore amico muore ingurgitando in un giorno un anno di alcol, forse dopo essersi reso conto, nell’unico momento da sobrio, di non avere sposato una svedese – ah, se non gli avesse regalato 10 anni per farlo vivere felice –, si innamora della figlia di un time-glionario che ha fregato a carte e comincia ad essere inseguito dallo Spavantapasseri di Batman.

E da qui parte Bonnie & Clyde meets Robin Hood meets The Island.

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L’importante era partecipare

Una volta era importante anche solo partecipare, da quando c’è la sobrietà non serve nemmeno più quello, a meno che non schieri in squadra mariomonti, che allora giochi solo per vincere, anche se non vinci mai.

I giornali romani fiutano sempre per primi l’aria che tira…

Si parla di Olimpiadi. Si parla della candidatura mancata di Roma per i Giochi 2020, l’uomo del monte ha detto no, ma lo ha detto con professionale sobrietà: non vuol farci fare la fine della Grecia, nel senso che se proprio dobbiamo finire come Atene, non vuole altri aiuti esterni, visto che Lui ce lo invidiano tutti.

In attesa che mariomonti si presenti anche sul palco dell’Ariston, con il pezzo che vincerà il Festival, il suo giro televisivo dovrebbe essersi concluso ieri sera, lasciando le lingue di alcuni giornalisti più felpate del solito; ha parlato di tutto supermario, e al solito non ha detto nulla – ma lo ha fatto con molte parole –, l’unica decisione secca l’aveva presa all’ora di pranzo, niente dolce grazie, e no ad Alemanno, Pescante, Petrucci e Gianni Letta per l’organizzazione dei Giochi Romani.

Roba che detta così, dopo un rosario del genere, ti viene da gridare hallelujah. Ma non è tutto sobrio quello luccica.

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