Archive | gennaio 2012

Che pizza! (o il Gambero Rozzo 2012)

Ci servirebbe una legge. E la pena capitale. Non si può andare avanti così.

La vera pizza napoletana. Com'è difficile trovare gli ingredienti della tradizione al giorno d'oggi.

La vera pizza napoletana. Com’è difficile trovare gli ingredienti della tradizione al giorno d’oggi.

No, non è l’ennesimo sfogo di un leghista di Catanzaro verso il raccoglitore di arance che chiede 50 centesimi in più l’ora, o di un pescarese verso lo zingaro che gli ha rubato le borchie dell’auto (che come li distingui rimane comunque un mistero, che i segreti dei templari in confronto li pubblicano sul Fatto Quotidiano), è in realtà la voce alla quale si dovrebbero sollevare tutte le persone che si sono trovate in questa situazione.

Sia chiaro, questa volta non si parla di politica, di amministrazione, urbanistica o diritti, si parla di qualcosa che sta al di sopra, che può unire in un unico caldo afflato il Nord ed il Sud, il tifoso interista e quello juventino, il PDL e SEL, si parla di pizza, ma soprattutto di chi non la sa fare.

Questa volta non voglio dilungarmi, perchè mi è bastato il tempo perso a digerire l’ennesimo pastiche dell’ennesimo chef campione-di-qualcosa, quindi vi lascio con poche semplici riflessioni.

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La telepatia esiste

Ho scoperto di avere qualcosa in comune col nostro amatissimo, bravissimo, preparatissimo, ultimissimo nella classifica di gradimento, Presidente di Regione, Gianni Chiodi. Sì proprio quello del premio bancarella per la campagna elettorale più facile d’Italia!

Ricapitoliamo, io e Gianni siamo molto diversi, lui è bello, io di più, lui ha gli occhiali, io le lenti a contatto, lui è un matusa, io un mammoccio, lui è sposato con figli, a me ‘sse mattità non mi passano manco per l’anticamera del cervello, lui ha fatto il sindaco di Teramo, io il Liceo Scientifico.

Insomma due persone così diverse, anche politicamente, che si ritrovano in due schieramenti contrapposti, che sostengono lo stesso governo. E’ l’Italia, baby.

Fin qui sarebbe ancora tutto “normale”come è normale in questo paese che qualcuno ti paghi un’abitazione o una vacanza, a tua insaputa -, quello che invece ci unisce davvero, è che sembra che nessuno di noi due sia entusiasta di questo governo, e soprattutto entrambi nutriamo dei dubbi su una dichiarazione del poeta-santo-navigatore che questo governo lo guida, con piglio tedesco, charme francese e paraculaggine italiana.

Due tipici italiani medi che discutono di quanto sia necessario liberalizzare per far ripartire l'economia,e di come solo questo governo possa farlo. Sullo sfondo la Costa Concordia.

Due tipici italiani medi che discutono di quanto sia necessario liberalizzare per far ripartire l'economia,e di come solo questo governo possa farlo. Sullo sfondo la Costa Concordia.

E’ incredibile soprattutto per capire una cosa, questo governo pare non volerlo nessuno, ma ha la più grande maggioranza della storia repubblicana, pur permanendo le divisioni enormi tra gli schieramenti che lo sostengono: metti che per le mie posizioni fossi costretto ad abbandonare il mio schieramento, non potrei passare nemmeno tra gli avversari, e lo stesso varrebbe per il bel Gianni! saremmo costretti forse a fondare un nuovo partito o un movimento degli scontenti, visto che non potremmo entrare nemmeno nell’anonimato del terzo po(po)lo, che da mariomonti ha ricevuto persino le tavole della legge finanziaria.

Ma cosa non ci piace ordunque? Io avrei voluto parlare del decreto liberalizzazioni, di cosa ci fosse dentro e di cosa ritenevo fosse fuffa – nella miglior tradizione di un governo che annuncia equità, e poi prende i soldi dalle pensioni e dai lavoratori dipendenti, pensando che la vera lotta all’evasione sia fare due multe a Cortina -, ma poi ho ascoltato (senza addormentarmi) mariomonti a Otto e Mezzo. E ho cominciato a dare di matto. Devo aver fatto così tanto casino da costringere il Governatore a cambiare canale e a sentire il Messia che annunciava una futura crescita del PIL del 10% nei prossimi anni, ed è qui che le nostre menti sono entrate in contatto.

Abbiamo pensato, lui: “piazzista”, io: “Berlusconi”, che come sapete sono sinonimi. Oltre ad aver detto un’ovvietà, abbiamo però dimostrato che la telepatia esiste.

Come l'elettore berlusconiano vede mariomonti. Fateci caso, nella foto sembra che possa soffrire di una notevole calvizie.

Come l'elettore berlusconiano vede mariomonti. Fateci caso, nella foto sembra che possa soffrire di una notevole calvizie.

E finalmente tutto mi è stato chiaro, io non sopporto mariomonti perchè come ho detto mille volte, continua la stessa politica del centrodestra precedente, solo con una faccia pulita e dietro lo scudo dei titoli accademici, il centrodestra berlusconiano non apprezza mariomonti perchè continua la politica del centrodestra precedente senza però che nessuno gli metta io bastoni tra le ruote, anzi tra il plauso dei commentatori internazionali, e non capisce perchè abbia dovuto abbandonare le poltrone del governo nazionale, per fare posto ad un azzimato professore, che racconta le stesse barzellette del Capo, ma che non ha il fisico per far ridere. E nemmeno le palle per dire alla Merkel che è inchiavabile.

 In ogni caso io due idee sulle proposte di liberalizzazione di mariomonti ce le ho già da adesso, per quanto letto, visto e sentito, la politica dello spot non si ferma; il nostro Gianni ha chiesto tempo per studiare il decreto e parlarne con gli amici su Facebook – magari andrà ad informarsi presso la Giovane Italia dell’Aquila, che ne so –, poi magari organizziamo una tavola rotonda.

Un’anticipazione ve la lascio, viene sempre da Otto e Mezzo: “le frequenze sono un bene limitato, le frequenze sono un bene pubblico, non comprendo perchè dovrebbero essere gratuite. Ci siamo quindi riservati 90 giorni per prendere una decisione”. Per fortuna che avevamo fretta di prendere le decisioni. Ma poveretto, manco governasse lui! vero Capo?

Costa Crociere, il passeggero che ti manca.

Il catalogo Costa 2012. Tranquilli, grazie al cielo tutti i problemi sono stati risolti, scaricato Schettino, guida De Falco.

In un paese in cui non sappiamo quante persone fossero a bordo al momento dell'incidente, non si sa nemmeno quante ne abbiamo salvate e chi siano. Fai naufragio e due giorni dopo sei in Moldavia senza dire nulla a nessuno. Italia, tutto un altro mondo.

In un paese in cui non sappiamo quante persone fossero a bordo al momento dell'incidente, non si sa nemmeno quante ne abbiamo salvate e chi siano. Fai naufragio e due giorni dopo sei in Moldavia senza dire nulla a nessuno. Italia, tutto un altro mondo.

Regalatemi un parcheggio (a mia insaputa)

Ho vissuto a Roma per qualche anno, e lì il problema del parcheggio è davvero enorme. Poi sono tornato a Teramo e ho scoperto che dalle nostre parti è, invece, un affare. Ora si annuncia un nuovo piano traffico – e ho paura -, ma soprattutto un nuovo piano parcheggi. Potrei sentirmi male.

Il progetto originale dell'allocazione dei parcheggi sulla superficie di Piazza Dante. Poi hanno fatto a occhio.

E’ stato realizzato il parcheggio di Piazza Dante, ma causa esborso superiore al previsto, la piazza che doveva rimanere pedonale è stata trasformata in parcheggio a raso, naturalmente a pagamento. E tralasciamo il fatto che da quasi 200 posti auto siamo passati ad un centinaio per merito di chi ha disegnato gli stalli, qualcuno che aveva problemi con la geometria, tra linee parallele e sghembe. Un parcheggio disegnato col curvilenee, visto il percorso-gimcana che ci si snoda attraverso. Ma va bene, almeno un parcheggio in centro a tariffe un po’ eccessive, ma decenti.

Oddio, decenti… Decenti rispetto al resto, ma possiamo sempre accontentarci del meno peggio?

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