Caro Babbo Natale…

Visto che è la vigilia di Natale, cosa si poteva pubblicare se non la letterina a Babbo Natale di due mammoccetti?!?! Auguri di buone feste…

Letterina di Natale all’Amministrazione Comunale

(lettera aperta con affrancatura a carico del destinatario…)

Cari Amministratori della Città di Teramo,

il periodo natalizio dovrebbe spingere tutti ad essere più buoni e accomodanti con il prossimo, ma passeggiando per le strade della nostra Città, sembra che tale proposito non venga accolto dalla politica teramana, e soprattutto dalla sua amministrazione.

Come possiamo non dare ragione a coloro che dipingono Teramo come un paesotto di una qualche remota provincia, sonnacchioso e un po’ arretrato, chiuso in una stagnante politica particolaristica e ben perimetrata, in termini di spazi, ma anche di persone.

La bellezza di Piazza Martiri, conciata per le feste...

La bellezza di Piazza Martiri, conciata per le feste...

Non ci riferiamo soltanto al discutibile senso estetico delle illuminazioni (chiamarle luminarie sarebbe concedere troppo) natalizie (?!) o alle polemiche per un albero di natale posticcio, alla pista di pattinaggio su ghiaccio (finto pure lui) allestite sulla scalinata del Duomo piuttosto che alle mostre di artigianato più somiglianti a fiere di paese, ai megaeventi da piazzetta di quartiere o a piazze del centro storico, pedonalizzate sulla carta, ma trasformate in parcheggi abusivi di fatto.

Non ci riferiamo “solo” a questo, perché si potrebbe continuare all’infinito, ma come ricordavamo, è Natale, e ci sforziamo di essere più buoni…

La copertura del buco. Dietro una volta c'era Viale Bovio.

La copertura del buco. Dietro una volta c'era Viale Bovio.

Scherzi a parte, preferiamo fermarci qui, perché questa situazione è per noi più l’effetto che la causa di una mentalità che da anni costringe Teramo a non ricordarsi di essere il Capoluogo della nostra Provincia, e l’aver ridotto Piazza Martiri della Libertà a luogo deputato per fiere e sagre è l’indice della perdita di dignità che soffre il nostro centro storico, al pari dell’aver trasformato la passeggiata dei Tigli in uno spartitraffico di un terminal improvvisato, “abbellito” dalla generosità di un mecenate cittadino ormai dedito ad arredare ogni spazio urbano disponibile, o della realizzazione della discutibile copertura dell’Ipogeo, il tappo del buco con la rotatoria intorno.

E’ doveroso precisare che non vogliamo polemizzare sull’operato di qualcuno in particolare, piuttosto portare una profonda critica ad un modus operandi che da troppo tempo impera in Municipio. Non vogliamo nemmeno essere additati come coloro che criticano per il puro gusto di farlo, o come chi non ha a cuore le sorti della Nostra Città: quello che noi, giovani cittadine e cittadini teramani, chiediamo alla politica, e a chi amministra in primis, è un’inversione di marcia, perché secondo noi, ripensare Teramo è necessario, e non significa limitarsi unicamente all’ordinaria amministrazione e alla quadratura dei bilanci.

L'Ipocesso, visto che ci puzza di latrina.

L'Ipocesso, visto che ci puzza di latrina.

Ripensare Teramo significa, invece, investire in infrastrutture realmente necessarie, sviluppo, cultura e idee.

Per questo vorremmo che si parlasse di arretramento/interramento/prolungamento della Stazione Ferroviaria, piuttosto che di rotatorie “ovali allungate”, di riqualificazione dei tanti contenitori vuoti piuttosto che di nuove strutture incompiute, di servizi migliori agli studenti universitari, alle donne, alle giovani coppie e agli anziani, piuttosto che di censimento dei passi carrabili, per non dover ricordare Teramo come la città delle occasioni mancate.

Noi vogliamo che venga superato un modo di amministrare la città di corto respiro e strette vedute, e chiediamo per questo uno scatto di dignità che elevi la politica cittadina al di sopra delle categorie di maggioranza e opposizione, per fondare un nuovo patto di cittadinanza e per favorire un pieno senso di appartenenza al territorio da parte dei cittadini, anche e soprattutto attraverso gli strumenti di democrazia partecipativa.

In fondo il percorso che noi stiamo indicando è la norma in molte altre realtà, anche se qui a Teramo, lo sappiamo, sembra più un’illusione da affidare ad una letterina a Babbo Natale…

Nonostante tutto, però, continuiamo a sperare e ad impegnarci per questo, per rivitalizzare il dibattito su cosa dovrà essere domani la nostra Città, visto che ad oggi, il famoso Modello Teramo non ha mai tradotto le belle parole in fatti concreti.

In ogni caso, cogliamo l’occasione di rivolgerVi i nostri migliori auguri di buon Natale e un in bocca al lupo per il Nuovo Capodanno Teramano,

cordialmente

Teramo, 14/12/2011

Ilaria De Sanctis

Maurizio Sciamanna

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